Onda su onda. Onde perché vengono organizzate in modo autonomo e buttano tutto per aria in un istante. Onde perché arrivano a riva dopo aver accumulato tanta carica. Onde anche perché sono fugaci e si perdono subito, vittime della cavalcata del momento. Onde perché come diceva Montanelli “Solo i fanatici e le mummie non ondeggiano mai”. Ma soprattutto onde perché nel surfare il web – come dicono gli anglofoni – l’onda che diventa più grande, l’onda perfetta, è quella che va in piazza.
Onda Viola. Nonostante la mancata copertura mediatica che ci si aspettava da una manifestazione nata da un gruppo di Facebook, il No B. Day non ha potuto fare a meno di sollevare qualche perplessità. Prima di tutto a quelli della rete. Tanti post sulle bacheche, tanti commenti ai link e la creazione di una rete nella rete (scusate il gioco di parole) per poi ricevere solo qualche menzione (accanto alle affermazioni di questo o quel politico), una presunta amicizia con Spatuzza – che per un popolo nato da Facebook pare una bella beffa – e un copia e incolla dai cugini francesi. Ma andiamo per ordine.

Lo Rai o no? La polemica comincia con il “no” della Rai alla richiesta della neodirettrice Bianca Berlinguer di trasmettere diretta e approfondimenti da Roma della manifestazione e la decisione di offrirla solo su Rainews 24 (ad oggi vista in chiaro dal 30% degli italiani). Protesta contro il direttore generale della Rai (Mauro Masi) Nino Rizzo Nervo, consigliere della Rai. Viene sollecitato anche il direttore di Raitre, Antonio Di Bella, ma il popolo del web evidentemente non poteva meritare più di un breve collegamento con Mariella Venditti.

Il Giornale, Spatuzza e il logo di Di Pietro. “Duecentomila persone a San Giovanni a Roma sono inconsapevolmente (ci auguriamo) diventate picciotti, gaudiosi complici del delatore-teologo-pluriomicida accusatore svanito del presidente del Consiglio” è quanto si legge nella prima pagina de Il Giornale del 6 dicembre, il day after la manifestazione. Se non bastasse, sempre quel giorno, Giorgio Pennacchi dalle pagine web del quotidiano pone Di Pietro dietro l’"autonomo" web wave e – andando a spulciarsi a sua volta il blog Aurora – lancia il sasso: “È lui, il padre padrone del No Berlusconi-day e del «libero» popolo viola: l’unica alternativa a questa verità è che Di Pietro ha la palla di vetro, vede e prevede meglio del mago di Tripoli e di Otelma messi insieme. Tant’è che gli «spontanei» del NoB-day sono nati soltanto a ottobre. Però il sito di Tonino sapeva già tutto alla fine di aprile”. Galeotto fu il banner del blog dipietrista, modificato dal logo del No B. Day, come scrive il giornalista, già da aprile (il movimento nasce ad ottobre). A fargli nascondere la mano ci pensano, come al solito, i blogger. A cominciare da Arianna Cavallo che risponde direttamente sul blog sorgente “Sul blog di Di Pietro hanno caricato il banner del No B. Day, dopo che è stato reso pubblico dagli organizzatori. Alcune pagine del passato hanno caricato il banner nuovo mente altre no, questo a causa del modo in cui funziona movable type”. E poi Federico Mello che, dal suo blog, dimostra con una limpida spiegazione come il logo compaia sopra la data di aprile semplicemente per l'essersi posizionati nell’archivio, al 30 aprile, e aver scattato una foto.
“Le idee non copiate sono inconsistenti”, titolava Aldo Grasso in un articolo di più o meno 14 anni fa. Gli italiani copiano da una più problematica Onda Verde – da non confondere con l’onda verde di Falconara Marittima – quella iraniana. Quella che però una netta formazione politica ce l’ha, è il movimento riformista che si e' costituito all'indomani delle contestate elezioni presidenziali in Iran, contro Amadinejad.
Come in tutte le giornate di manifestazioni, organizzate cinguettando e facebookando, anche quella della Festa dello Studente, dello scorso 7 dicembre, ha visto chiudersi le porte della rete. Un comunicato del Dipartimento per la stampa straniera del Ministero della Cultura ha informato le agenzie di stampa con un semplice sms. Tre giorni – dal 7 al 9 dicembre - di isolamento web, divieto di informare, cellulari non raggiungibili. Ma per essere sicuri, i problemi di comunicazione li hanno messi in circolo già dal 6 (prevenire è meglio che curare, no?).

Oltre 200 arresti in questa manifestazione che, come le nostre, rivendicava “maggiore libertà di stampa e un parlamento libero e indipendente". Lasciare impreparate le forze di sicurezza è l’obiettivo in cui, il più delle volte, la rete sta riuscendo a cogliere nel segno. 86 studenti sono stati rilasciati. Loro, secondo l'agenzia Fars, si sono “pentiti” di aver partecipato a queste proteste “illegali”.
I cugini francesi copiano la nostra di onda, e rendono “consistente” quella viola, annunciando per il 20 marzo prossimo il No Sarkozy Day. Inutile dire che il gruppo su Facebook sfiora già i 350 mila membri.
Facebook a 5 colonne. I facebookiani ormai sono al centro del ciclone. La Repubblica, il 9 dicembre, dedica quasi una pagina intera della rubrica “Politica e Giustizia” ai commenti ripresi dalle pagine di Facebook. Si mette, così, web su carta le proposte democratiche di 1) inviare centinaia di cartoline viola alle residenze del premier, 2) fare un sit-in al mese davanti Palazzo Chigi, 3) marchiare le banconote con scritte a matita viola e frasi tipo “Berlusconi dimissioni”, 4) tutti con i bracciali viola, 5) drappi viola dalle finestre, 6) una manifestazione contro la mafia in Parlamento. Fino a quelle più combattute: partito sì o partito no?
Onda Anomala. Ma non ci dimentichiamo la vecchia e cara Onda Anomala che ci fa compagnia da un anno, ormai. Sembra momentaneamente assente, ma anche lei si è evoluta. Uniriot.org si è equipaggiato di tv (Uniriot Tv) e radio (Aut of Radio). Tra i nuovi motti c’è l’american style di “Yes, we cash”. Le ultime ondate? Per chi non se ne fosse accorto lo scorso 20 novembre a Roma c’è stata l’irruzione di fronte al Ministero dell’Economia, in cui sono stati bloccati simbolicamente gli ingressi, con annessa consegna di ortaggi e uova a Tremonti.Gli assalti alla diligenza - per rinnovare l’opposizione ai processi di trasformazione di scuola e università, dal ddl Gelmini al ddl Aprea - continuano anche a Padova, Torino, Bologna, Trento, Genova e Perugia.E dopo l’assedio sonoro del 9 dicembre al Rettorato, si prospetta un 11 dicembre intenso: la Questura di Roma ha vietato al corteo per lo “sciopero generalizzato della conoscenza” di arrivare fino al Ministero dell’Istruzione, ma ormai è sfida.
Onda e web hanno deciso.
L'importante è che in
L'importante è che in Italia non parta l'"Onda di violenza".
Purtroppo viviamo una fase molto delicata: speriamo che anche grazie a marketing e comunicazione si riescano a ristabilire equilibri e civiltà.