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Più Libri Più Liberi

Bilanci e proposte dalla fiera della Piccola e Media Editoria

Più Libri Più Liberi

di RAFFAELLA MAZZEI (09 12 2009)

Si è appena conclusa la fiera della Piccola e Media Editoria di Roma, arrivata quest'anno all'8° edizione. Numeri ed interesse sembrano confermare il successo degli scorsi anni, in questa che appare come una delle più importanti vetrine che le piccole realtà editoriali hanno per far conoscere il proprio progetto e le proprie proposte.



I numeri -
dal 4 all'8 dicembre 2009 ha avuto luogo l’8° edizione della fiera, la quale ha dimostrato un crescente interesse nei confronti dell’evento romano ormai habitué del ponte dell’Immacolata. Gli organizzatori, e in primis il Presidente del Gruppo dei Piccoli Editori Enrico Iacometti, sono rimasti piacevolmente sorpresi delle 55.000 persone che hanno visitato gli stand, il 10% in più rispetto all’anno scorso. Gli stessi stand hanno riportato un importante aumento delle vendite, addirittura del 20%. 10.000 persone hanno poi provato gli eBook, 2.000 hanno ascoltato gli audiolibri. A evento concluso, lo stesso Iacometti non ha voluto esimersi dallo spendere parole positive sui risultati raggiunti: “Massima soddisfazione per gli ottimi risultati di affluenza e vendita malgrado le difficoltà oggettive date dallo spazio e dalla crisi economica; dati che hanno superato i risultati già molto positivi della scorsa edizione. (…) Obiettivo degli organizzatori è quello di risolvere il problema di oltre 100 editori che ad oggi vorrebbero partecipare alla fiera ma non possono per problemi di spazio. Un successo straordinario anche per la grandissima quantità di bambini in fiera, il che è un segnale incoraggiante”.

 
Crisi per tutti ma non per i libri. Quasi - nonostante la tanto decantata crisi economica non risparmi nemmeno l’editoria, a Natale sembra che il libro diventa uno dei prodotti più forti del mercato. Questa tendenza, sostenuta l’anno scorso da un aumento medio delle vendite del 5%, nasce dalla voglia di risparmiare ma anche dal desiderio di investire in un bene di intrattenimento sano e divertente. Paolo Zaninoni, direttore editoriale di Rizzoli, prova a dare una spiegazione storica al fenomeno: “Se nel periodo della Grande Crisi la fecero da padrone i romanzi di puro intrattenimento, oggi bisogna registrare una buona attenzione per la saggistica, economica e non solo”. Attendiamoci quindi molti libri sotto l’albero e file chilometriche nelle grandi catene di distribuzione. Per le realtà più piccole, infatti, la crisi continua in tutti i periodi dell’anno. Peccato, perché in fiera molti giovani hanno mostrato le proprie “creature”, così definite da loro stessi. 10-30 titoli in catalogo, poca pubblicità, pochi modi per arrivare al grande pubblico, l’impossibilità di raggiungere risorse economiche importanti. Eppure la presenza di progetti che varrebbe la pena conoscere e sostenere.
 
Ed eBook fu - la presenza di un eBook corner ha aperto le porte di questo nuovo strumento ai lettori tradizionali. Consulenze tecniche, schede dei lettori digitali e possibilità di acquisto: un’area della fiera era riservata a far conoscere il dispositivo che permetterà di passare dalla carta ad un piccolo schermo. Ma cos’è questo “libro di domani”? Nient’altro che un hardware su cui, attraverso l’apposito software, sarà possibile leggere un libro vero e proprio, convertito naturalmente in digitale nel formato eBook format. Se da una parte si cerca di emulare il più possibile la prassi del cartaceo, attraverso lo sfoglio delle pagine o l’inserimento di segnalibri, dall’altra si può approfittare delle imponenti caratteristiche del digitale: ipertesto e multimedialità entrano così a far parte delle possibilità del lettore. Tuttavia, le case editrici prediligono ancora in gran parte la versione cartacea del libro rispetto a quella elettronica, che esce più tardi o spesso non esce affatto. Per l’acquisto degli eBook, è sufficiente acquistarli on-line o scaricare il relativo file, se privo di copyright.
 

 

Dalla carta alla pellicola -
 un’indagine dell’AIE, l’associazione Italiana Editori, ha dimostrato che nelle sale italiane un film su cinque è tratto da un libro. In termini assoluti, tra il 2005 e il 2009 i film tratti da libri sono infatti aumentati di un 21,5% rispetto ai cinque anni precedenti, raggiungendo in tutto l’importante quota di 317 pellicole. E incassano più della media. Qualche titolo? Il Codice da Vinci, Il diavolo veste Prada, Harry Potter, La ricerca della felicità, Twilight e Gomorra. La maggior parte di questi titoli sono pubblicati in Italia, di cui una parte da case editrici minori. Non solo Mondadori e Gruppo Rcs quindi, ma anche Fandango Libri, Fazi, e Newton Compton. Fattore non trascurabile, infine, è il fatto che “l’aver letto il libro” è al quinto posto che guidano gli spettatori alla scelta di un film da andare a vedere e, viceversa, l’aver visto il film è al terzo posto tra i fattori che determinano la scelta di un libro da leggere. Un sodalizio vincente, quindi, da cui entrambi i prodotti sembrano poter trarre solo benefici.