Digitale terrestre, questo sconosciuto
Digitale terrestre, questo sconosciuto

Analogico/ Digitale. Switch over/ Switch off. Tv integrata/ Decoder. Queste parole, ormai chiave, sono sulla bocca di tutti, ma chi sa effettivamente di cosa stiamo parlando? Ecco una piccola guida alla televisione della nuova era.
Cos'è il digitale terrestre. Da un punto di vista tecnico, il segnale televisivo è un'informazione elettronica e, in quanto tale, può essere rappresentato in forma analogica oppure in forma digitale. Il sistema televisivo che ci ha accompagnati per cinquant'anni è appunto quello "analogico" mentre quello verso cui ci stiamo muovendo è il "digitale". Queste due tipologie di televisione si contrappongono per il tipo di rappresentazione utilizzata per l'informazione elettronica. Nel sistema analogico, un segnale viene riprodotto per analogia.
Ad esempio, nei vecchi dischi di vinile la profondità dei solchi seguiva le modulazioni del suono. Allo stesso modo, nella comune tv analogica i segnali luminosi e sonori producono segnali elettrici di frequenza e ampiezza variabile che vengono trasmessi nell'etere. L'apparecchio ricevente riesce a trasformare, per semplice analogia, i segnali elettrici di nuovo in segnali audio e video. Nel sistema digitale, al contrario, qualunque messaggio è tradotto in sequenze binarie di 1 e 0. Non c'è alcuna analogia diretta tra il segnale e la conseguente traduzione binaria. L'apparecchio ricevente, dunque, deve essere istruito sul significato di ogni sequenza e su come questa si ricompone per formare un messaggio comprensibile. Il decoder ha proprio questo compito: decodificare il segnale digitale e trasformarlo in un segnale analogico comprensibile per la tv.
Analogico vs digitale. Nel confronto tra la trasmissione analogica e quella digitale dei canali televisivi valgono le stesse considerazioni che possono essere effettuate in generale sul confronto fra tecnologie analogiche e digitali: i segnali analogici sono maggiormente soggetti a disturbi, in quanto il ricevitore non ha modo di distinguere una variazione di segnale dovuta a disturbo da un reale contenuto informativo. Il segnale digitale, per sua natura, è, invece, immune ai disturbi finché rimangono di lieve entità. A livello pratico, mentre il segnale analogico ci permette ugualmente la visione dei programmi, anche se in modo fortemente disturbato, il segnale digitale non conosce effetto neve o righine: si vede perfettamente, oppure non si vede affatto.
Digitale, istruzioni per la ricezione. Per vedere la DTT (Digital Terrestrial Television) serve un televisore con sintonizzatore digitale terrestre integrato oppure un Decoder (o Set Top Box) che adatta il segnale digitale ai nostri televisori analogici. Il Set Top Box si collega alla presa d'antenna e al televisore mediante il cavo SCART (lo stesso tipo di cavo usato per collegare il videoregistratore e il decoder satellitare) ed è dotato di un telecomando con l'aggiunta di quattro nuovi tasti colorati che consentono l'accesso ai nuovi servizi interattivi. Gli impianti di radioricezione per la televisione digitale terrestre sono identici a quelli usati per la ricezione analogica. In qualche caso, potrebbe essere necessario il montaggio di un'antenna supplementare o la sostituzione/montaggio di un filtro. Il puntamento dell'antenna resta lo stesso: è stato previsto, infatti, che le nuove reti digitali si avvalessero degli stessi siti di trasmissione della tv analogica. In alcune zone del territorio, però, i segnali digitali potrebbero provenire da siti diversi da quelli che irradiano i segnali analogici e potrebbe essere richiesto il montaggio di un'antenna supplementare da puntare verso i siti che trasmettono in digitale.
Gli incentivi. Per l’acquisto di un Decoder la spesa varia dai 25 euro per i modelli più semplici, che non prevedono l’interattività e la possibilità di alloggiare le card per le pay tv, ai 120 dei modelli più sofisticati che trasformano la televisione in una specie di computer in grado non solo di ricevere, ma anche di inviare dati. Per venire incontro alle famiglie meno abbienti, il Ministero delllo Sviluppo Economico ha previsto un incentivo di circa 50 euro con il quale acquistare l’apparecchio necessario. L’incentivo riguarderà un solo apparecchio, per eventuali altri televisori le famiglie provvederanno da sole. Da qui al 2012, verranno stanziati circa, 100 milioni di euro per contribuire a finanziare le famiglie italiane con redditi al di sotto di 15 mila euro che vogliono acquistare i nuovi decoder digitali. Avranno accesso al contributo statale solo coloro che dimostreranno di aver pagato regolarmente il canone Rai.
Switch over/switch off. Il passaggio dall’analogico al digitale terrestre prevede due fasi: switch over e switch off. Nel primo caso, si fa riferimento ad una la fase intermedia della transizione alla televisione digitale in cui coesistono sia la televisione analogica che la televisione digitale. Nel secondo, si ha a che fare con
la fase terminale della transizione con la quale avviene lo spegnimento della televisione analogica. Lo switch off ha già avuto un primo momento significativo a marzo 2008, con lo spegnimento del segnale per oltre l’80% delle famiglie sarde. Dopo Sardegna e Valle d’Aosta, è stato il Piemonte a proseguire sulla strada della tv digitale con le provincie di Torino e Cuneo. A seguire Trentino e Lazio (esclusa la provincia di Viterbo). Entro il 2010 il segnale digitale raggiungerà Campania, Piemonte orientale, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto Friuli e Liguria; nel 2011 Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia; nel rush finale del 2012 impegnate Toscana, Umbria, Sicilia e Calabria.
I vantaggi del DTT. La tv digitale terrestre costituisce, quindi, una importante innovazione tecnologica che porta notevoli trasformazioni nel modo di fruire la televisione stessa. Oltre ad un maggior numero di programmi disponibili (su una singola frequenza televisiva, mentre in analogico si può trasportare un solo programma, in digitale ne possono essere trasportati da
Gli svantaggi della nuova tv. Per diversi milioni di italiani la vecchia televisione analogica si spegnerà tra breve, per alcuni è già storia. Questa innovazione equivale, per tutti, ad una spesa in più: per acquistare un decoder (per poter ricevere i nuovi segnali televisivi) o per cambiare televisore (per ricevere i nuovi canali in alta definizione o per poter accedere ai programmi a pagamento). Secondo molti si tratta di una rivoluzione “non gratuita” per continuare a fare quello che facciamo già oggi, ovvero seguire i programmi delle reti televisive nazionali e locali gratuite o per poter fare solo alcune cose in più, come vedere canali tematici, eventi sportivi, film a richiesta, nuovi canali interattivi. Da non dimenticare, oltre alla spesa, la pecca della sintonizzazione dei canali. Quasi tutti i decoder prevedono due procedure: una automatica e l’altra manuale. Non sempre questo lavoro può risultare semplice, non tutti gli utenti hanno confidenza con i menu d’installazione, soprattutto gli anziani. Non è detto, poi, che una volta sintonizzati i canali il gioco sia fatto. Nella maggior parte dei casi devono essere tutti ricollocati nella posizione alla quale siamo stati abituati dalla tv analogica.
Molto ben scritto.
Molto ben scritto.