Alla domanda se si sente ancora giornalista, la risposta è di getto: “Se è vero come dicono i massmediologi che i contenitori popolari sono diventati essenziali per formare le opinioni, allora non solo mi sento giornalista ma mi sento addosso una grande responsabilità”.
Antonella Clerici. Anche Antonella Clerici fa parte del magico mondo dei giornalisti. Ha cominciato nell’1983 a Telereporter, passando per vari programmi sportivi (Domenica Sprint, Oggi sport), ma trovando il vero successo ne La prova del cuoco, Domenica In, Adesso sposami e il reality show Il ristorante. Tra 2008 e 2009 ha condotto anche un programma sulla televisione, Tutti pazzi per la tele, surrogato della Endemol France, perfetta fusione di talk e show, sullo stile di Ieri e Oggi. Utile per una pseudo-autocritica sulla tv made in Italy. Ma non era remunerativa per la Rai, e dopo la seconda edizione (22 settembre e 29 settembre 2009) con 14% di share, sono state cancellate le successive sei puntate. Decisamente meglio buttarsi su “Tutti pazzi per….Antonella Clerici”, il primo cd della giornalista, con una serie di sigle televisive liberamente interpretate dalla stessa.
Michele Cucuzza. Inizia come giornalista di Fronte Popolare, settimanale del Movimento Lavoratori per il socialismo negli anni '70. È stato poi tra i fondatori di ‘Radio Popolare’, a Milano, nella seconda metà degli anni ’70.
Assunto in Rai nel 1985, ha lavorato, prima, nella redazione di Milano in Corso Sempione, poi al Tg2, a Roma, dove è stato conduttore per 10 anni. Dopo dieci anni di conduzione de La vita in diretta, nel 2008 Cucuzza passa alla conduzione di Unomattina, su Rai Uno. Sarà ogni domenica a Domenica In nello spazio di Lorena Bianchetti, nel ruolo di un professore che regala diecimila euro agli studenti più bravi. Nel 2009 è giurato nel programma Ciak... si canta, condotto da Eleonora Daniele, su Rai Uno.
Luca Giurato. Comincia a Paese Sera, passa per La Stampa e nel 1986 è alla direzione del Gr1. Fino al 1990 è vicedirettore del Tg1. La prima apparizione televisiva risale alla rassegna stampa interna al tg1 della notte, A Tutta Stampa. Da lì a Domenica In il salto è breve. E allora è Unomattina, Italia che vai, le opinioni da ospite fisso a I Raccomandati e all'Isola dei Famosi.
Ah, no ci dimentichiamo un dettaglio importante: Giurato si è iscritto all'università. Dice: "Negli anni 60 , mi ero iscritto a tre diverse facoltà universitarie, ma non mi sono mai laureato. Mio padre voleva che io seguissi le sue orme e facessi il diplomatico, io però volevo fare il giornalista... questa volta voglio occuparmi seriamente dello studio". Ecco...
Massimo Giletti. Dopo una laurea in giurisprudenza decide di prendere la strada del giornalismo. E parte bene con
Mixer. Ma l'insolito fascino dei contenitori per famiglie seduce anche lui:
Mattina in famiglia, Mezzogiorno in famiglia, I fatti vostri, Il Lotto alle Otto. Poi ancora
Beato tra le donne,
Casa Raiuno e
Domenica In. E come poteva mancare un posto tra i giurati di
Ciak...si canta, ovviamente su Rai Uno.
Giuseppe Bigazzi. Nessuno lo direbbe, ma Beppe Bigazzi è stato, oltre che giornalista, Vice-Segretario Generale del Comitato dei Ministri per il Mezzogiorno negli anni Sessanta. Ma anche Direttore delle relazioni estere dell'Eni, direttore generale della Lanerossi Spa, presidente di diverse società per azioni (GEPI, Maserati, Innocenti, Tirsotex), amministratore delegato dell'Agip Spa. Dal 1968 è commendatore al merito della Repubblica. E nella tv per cosa viene utilizzato? Ovvio, per la rubrica "La borsa della spesa" all'interno del programma
Unomattina sulla Rai e dal 2000 è co-conduttore de
La prova del cuoco sempre in casa Rai.
INFOTAINMENT DA PREMIARE. Non tutti sanno che esiste il Premio Internazionale Il Dono dell'Umanità, attribuito a personaggi che si sono distinti, per la loro umanità, sul piano dell'impegno sociale nel campo della cultura, dell'arte, dello sport, dello spettacolo e della comunicazione. Tra i premiati della quarta edizione, tenutasi il 27 gennaio 2009, figura anche Claudio Brachino in quanto, citando il comunicato, "autore della trasmissione Mattino Cinque, per i contenuti socio-umanitari trattati". E non tutti sanno che esiste anche il Premio San Siro Gentleman, il riconoscimento dedicato alla lealtà sportiva e al Fair-play nel calcio professionistico nazionale, assegnato ogni anno ad un giocatore dell'Inter e del Milan. All'interno di questa manifestazione – giunta alla XIV edizione – il 24 ottobre 2009, Giorgio Restelli (direttore artistico di Mediaset) ha premiato il direttore Claudio Brachino per Mattino Cinque come miglior programma di informazione.
Sì, lo stesso del pedinamento, dei calzini turchesi e delle stravaganze.
Claudio Brachino comincia la sua carriera giornalistica nel 1988 collaborando a varie trasmissioni televisive del gruppo Fininvest. Diventa caporedattore del Tg4 e passa a Studio Aperto, come vicedirettore e conduttore. Nel 2002 è autore e conduttore del programma Top Secret su Rete4 e dal 2007 è direttore di Videonews, con cui diventa responsabile dei principali programmi d'attualità di Mediaset (Verissimo, Matrix, Lucignolo, Mattino Cinque, Pomeriggio Cinque). Oltre al
caso Mesiano, una leggerezza simile gli era già capitata nel 2001, quando fu vittima de Le Iene per un
servizio sugli scippi a Milano.
POI C'E' L'ORDINE DEI GIORNALISTI. L'Ordine di strani miscugli giornalisti-presentatori ne sa qualcosa. Solo che a volte vede... altre volte no.
Aldo Biscardi. Non tutti ricordano che Aldo Biscardi entrò nel 1979 nella Rai come caporedattore e, dopo essere diventato vicedirettore del tg3, vi ci rimase fino al 1993. Nel maggio 2006, Biscardi fu iscritto nel registro degli indagati nel caso che sarebbe poi diventato Calciopoli. La cosa non ebbe abbastanza rilevanza penale ma disciplinare sì. Nel settembre 2006, infatti, l'Ordine dei giornalisti gli inflisse una sospensione di sei mesi, per aver violato il principio della libertà di stampa. In aperta polemica con l'Ordine, Biscardi decise di non confermare più l'iscrizione all'albo dei giornalisti (ottobre 2006). Oggi non è più un giornalista. Ma nel 1997 era apparso nelle pubblicità di un corso interattivo multimediale di inglese della De Agostini. Il famoso "denghiuh", ve lo ricordate? A quei tempi però i grandi capi dell'ordine avevano chiuso qualche occhio. Nella carta dei doveri del giornalisti si afferma che: "il giornalista non assume incarichi e responsabilità in contrasto con l'esercizio autonomo della professione, né può prestare il nome, la voce, l'immagine per iniziative pubblicitarie incompatibili con la tutela dell'autonomia professionale". Sono consentite, sì, ma solo "a titolo gratuito, per iniziative pubblicitarie volte a fini sociali, umanitari, culturali, religiosi, artistici, sindacali o comunque prive di carattere speculativo".
Il divieto di svolgere attività pubblicitaria remunerata sarebbe legata, oltre alla conservazione dell'autonomia del giornalista, al suo obbligo di dare informazioni senza essere condizionato da legami economici ad interessi specifici di privati o società che producono o commercializzano questo o quel prodotto. Ma questo, noi, lo sappiamo.
L'Ordine, Baudo e Bongiorno. Ma ogni tanto l'Ordine si risveglia e punta anche ai big. Così nel 2008 aveva aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Pippo Baudo, giornalista pubblicista, accusato di aver violato le regole deontologiche partecipando a spot pubblicitari televisivi. Dopo essere stato premiato proprio dall'Ordine dei giornalisti, qualche anno fa, con una medaglia per i 35 anni di iscrizione.
Accusa che è stata bypassata, invece, per
Mike Bongiorno. Grande, forse unico, caso di un giornalista che prende le distanza dal giornalismo e ammette la pura e santa verità: "in realtà sono stato sempre un presentatore, non un giornalista, ...di sponsorizzazioni mi sono sempre occupato e dalla pubblicità ho sempre tratto una parte fondamentale del mio reddito. Dal 1973 ho svolto una attività giornalistica del tutto sporadica e occasionale". Secondo il
Consiglio, quindi, Bongiorno "non viene affatto percepito come giornalista dalla stragrande maggioranza - se non forse dalla totalità - di coloro che lo conoscono". Il Consiglio dell'Ordine pertanto "ritiene di non individuare nel comportamento del giornalista Michael Bongiorno alcun comportamento deontologicamente scorretto".

ESSERE O NON ESSERE. Chi in tv fa programmi di un livello informativo leggermente più elevato – che non sia inframezzato da cosce e costumini succinti – , invece, non è un giornalista. Oppure è relegato nelle fasce orarie e nei giorni più disparati. Come una sorta di tappabuchi. Se la cosa dovrebbe dimostrare le radici perverse del nostro giornalismo, la cosa... ci riesce.
In quattordici edizioni, il premio "È giornalismo" – fondato da Montanelli, Biagi, Bocca e Aneri nel 1995 – è stato assegnato 2 volte su 14 a non giornalisti: nel 2003 ad Antonio Ricci, creatore e autore del tg satirico Striscia la notizia, e al comico e presentatore televisivo Fabio Fazio, nel 2007, per la trasmissione Che tempo che fa. I non giornalisti fanno i giornalisti, e lo fanno bene, mentre i giornalisti fanno i varietà. C'è qualcosa che non va nel meccanismo, non vi pare?
Carlo Lucarelli. Giornalista e scrittore. Conduce per la RAI il programma televisivo Mistero in Blu, successivamente intitolato Blu notte - Misteri italiani nel quale ricostruisce la storia dell'Italia attraverso i suoi misteri insoluti. Programma per il quale Lucarelli ha ricevuto il "Premio Flaiano" nel 2006. Fino alla settima stagione, relegata in seconda serata. Scrive anche per diversi giornali o riviste (Il Manifesto, L'Europeo, Il Messaggero). A parte queste parentesi, oggi è principalmente scrittore.
Toni Capuozzo. Comincia l'attività giornalistica nel 1979 a Lotta Continua, Mese, Epoca. In tv occupa di mafia per Mixer ed è inviato de L'istruttoria. Lavora per i tg della Mediaset seguendo le guerre nella ex Jugoslavia e i conflitti in Somalia, Medio Oriente e Afghanistan. Dal 2001 cura e conduce Terra!, programma di approfondimento che va in seconda serata, nel weekend e che dal 16 ottobre 2008, lascia la collocazione della domenica al Maurizio Costanzo Show e passa al giovedì.
Corrado Augias. In passato ha curato, per la Repubblica, L'Espresso e Panorama, le corrispondenze da Parigi e da New York. Attualmente collabora con La Repubblica. Eletto deputato al Parlamento europeo è rimasto in carica dal 1994 al 1999. In tv ha ideato e condotto Telefono Giallo, andato in onda su Rai Tre dal 1987 al 1992, programma in cui si affrontavano casi giudiziari e misteri ancora aperti. Poi è la volta di Babele, dedicato ai libri. Conduce, da diverse stagioni, su RaiTre la striscia Le Storie - diario italiano, un approfondimento culturale quotidiano della durata di circa 30 minuti, sugli argomenti più disparati, dalla musica, alla letteratura, dalla storia recente, alle arti figurative. Dal 2005 conduce – periodicamente – la trasmissione Enigma, dedicata a fatti e personaggi del passato. Non intrattenimento, dunque. Ma quel "periodicamente"...
E mentre i giudizi li lasciamo fare ad
Aldo Grasso, qui, nel nostro piccolo, ci poniamo solo domande. A voi le risposte.