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"Dottore, sono malato di web"

Internet Addiction Disorder

"Dottore, sono malato di web"

di REDAZIONE COMUNICLAB (05 11 2009)
http://www.flickr.com/photos/nataliejohnson
 

Esiste una dipendenza patologica da internet? E' possibile curare i disturbi del comportamento ossessivo verso il web? Ne sono convinti al Policlinico Gemelli di Roma, dove è nato un ambulatorio dedicato all’Internet Addiction Disorder  all’interno del Day hospital psichiatrico.

Ubicato nei piani inferiori del Gemelli l’ambulatorio arricchisce l’offerta assistenziale dell'unità di Consultazione psichiatrica del Gemelli per la cura di tutte le dipendenze, da quelle da alcol e droghe fino a quella da gioco d’azzardo.


“L’utilizzo patologico di internet provoca sintomi fisici molto simili a quelli manifestati da tossicomani in crisi di astinenza. Grazie a questo nuovo ambulatorio – spiega lo psichiatra Federico Tonioni, che ne è il coordinatore – potremo garantire ai nostri pazienti di contenere quel malessere che per molti durante l’astinenza dal web si trasforma in ansia, depressione e paura di perdere il controllo di ciò che accade in internet, intervenendo nella struttura mentale sottostante alla dipendenza con curiosità e umiltà”.

Cura dell’internet addiction
Il protocollo di intervento in tre passi
Carattere distintivo della nuova attività ambulatoriale per la dipendenza da internet è la multidisciplinarietà e l’integrazione degli interventi verso il paziente. In particolare, il protocollo di intervento è strutturato in tre passi:

  1. su un colloquio iniziale per confermare o meno la diagnosi di dipendenza;
  2. da incontri successivi per individuare la psicopatologia sottostante, eventualmente contenuta con un’appropriata terapia farmacologia;
  3. l’inserimento progressivo in gruppi di riabilitazione, al fine di “riattivare” un contatto “dal vivo” con gli altri e di conseguenza esperienze autentiche di condivisione, senso del limite, capacita di attesa e comunicazione non verbale.
I numeri del problema e i 5 profili dei dipendenti dal web
La prevalenza di questa patologia nella popolazione generale appare in aumento soprattutto nei giovani che vanno poi a coinvolgere le famiglie, su cui ricade il carico soggettivo e oggettivo del disturbo psichico.
Per esempio, Facebook, il più famoso social network ha sessanta milioni di iscritti al mondo, e sono in continua crescita; si stima che circa il 10% degli utenti diventarne dipendente. “Si distinguono 5 sottotipi di dipendenti da internet – spiega lo psichiatra Tonioni -: il cyber-sexual addiction (sesso virtuale e pornografia), il cyber-relational addiction (social network), il net-compulsion (gioco d’azzardo, shopping e commercio on-line), l’information overload (ricerca ossessiva di informazioni) e il computer addiction (coinvolgimento eccessivo in giochi “virtuali” o “di ruolo”).

I sette sintomi caratteristici della sindrome
Nel 1995 lo psichiatra americano Ivan Goldberg ha definito il concetto di Internet Addiction Disorder (IAD), individuandone sette principali sintomi caratteristici quali:
  1. il bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore “in rete” per ottenere soddisfazione;
  2. la marcata riduzione di interesse per altre attività che non siano internet;
  3. lo sviluppo, dopo diminuzione o sospensione dell’uso della rete, di agitazione psicomotoria, ansia, depressione, pensieri ossessivi su cosa accade on-line;
  4. la necessità di accedere alla rete con più frequenza o per più tempo rispetto all’inizio;
  5. l’impossibilità di interrompere o di tenere sotto controllo l’uso di internet;
  6. il dispendio di grande quantità di tempo in attività correlate alla rete;
  7. il perdurare dell’uso di internet nonostante la consapevolezza di problemi fisici, sociali, lavorativi o psicologici recati dalla rete stessa.

“I disturbi mentali caratterizzati da comportamenti estremi nella sfera dell’abuso da video – spiega lo psichiatra del Gemelli Tonioni - , possono condurre a un deterioramento del funzionamento fisico e psichico del soggetto fino a farla diventare una patologia.

È patologia quando aumentano progressivamente le ore di collegamento e diminuisce il tempo disponibile da dedicare alle persone care, agli amici e alla famiglia, quando il virtuale acquista una importanza maggiore della vita reale dalla quale il soggetto tende a estraniarsi sempre più creando problemi in ambito familiare, lavorativo, scolastico e della salute che si traduce in un malessere psicofisico”.

Ai sintomi della dipendenza si associano schematicamente altre sette caratteristiche:
  1. la perdita delle relazioni interpersonali;
  2. le modificazioni dell’umore;
  3. le alterazione del vissuto temporale;
  4. la cognitività completamente orientata all’utilizzo compulsivo del mezzo;
  5. il “feticismo tecnologico”, cioè la tendenza a sostituire il mondo reale con un oggetto artificioso con il quale si riesce a costruire un proprio mondo personale e in questo caso virtuale;
  6. la deprivazione del sonno;
  7. i problemi fisici di varia natura come il mal di schiena, l’affaticamento oculare, la sindrome del tunnel carpale.