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La Sapienza, chi ricerca trova

Alla presenza del presidente Napolitano, manifestazione dedicata alla divulgazione dei risultati ottenuti

La Sapienza, chi ricerca trova

di LUCA SPINA (12 10 2009)
La Sapienza www.sapienzaricerca.it

Che la Sapienza fosse uno degli atenei più conosciuti d’Italia in molti lo sanno. Che all’interno delle mura in cui si consumano esami e lezioni, più o meno organizzate, si faccia anche ricerca scientifica forse in pochi lo sanno. Da oggi la Sapienza organizza una manifestazione che si occupa di dare visibilità ai diversi progetti.

Oggi, giorno del Columbus Day e della scoperta dell’America, la Sapienza vuole inaugurare la manifestazione chiamata “Sapienza Ricerca 2009”, per rendere più visibile questo patrimonio scientifico.  Un comitato scientifico internazionale ha valutato alcune delle migliori ricerche, a cui sono destinati dei premi. Ai migliori lavori di giovani ricercatori con meno di 40 anni verranno attribuiti premi speciali. In totale sono state selezionate 27 ricerche di alto valore scientifico, distribuite nelle sei macroaree che testimoniano le attività scientifiche dell’Università, come materie umanistiche, storiche, filosofiche ed economico giuridiche.

Un excursus del sapere scientifico che va dalla sociologia alla medicina, fino all’archeologia e l’ingegneria aerospaziale.

La manifestazione, partita alle 10 del mattino in Aula Magna del Rettorato, era affidata alla presentazione del Prorettore per lo Sviluppo delle attività formative e di ricerca Bartolomeo Azzaro e del Magnifico Rettore della Sapienza Università di Roma Luigi Frati. Sebbene le slide presentate non attirassero l’attenzione del pubblico per la loro veste grafica, all’interno dei numeri e delle percentuali riguardanti il budget della Sapienza riguardo le ricerche traspariva una coscienza,spesso inusuale in certi ambiti accademici, verso due realtà: la scarsa organizzazione dei fondi pubblici e la disattenzione verso la ricerca italiana. Il discorso, dopo aver accantonato numeri e cifre spesso di poco valore per l’uomo della strada, verte sui ben più speranzosi programmi in vista di un riassetto organizzativo dei fondi: a partire dall’idea di investire in partnership con enti stranieri, vi è un atteggiamento orientato ad maggiore flusso di soldi alla ricerca scientifica.

Nell’ Aula Magna del Rettorato vi erano 300 giovani ricercatori. 300 giovani speranze che saranno il futuro di una ricerca d’avanguardia che possa trasformare l’Italia in un paese che la smetta di esportare all’estero eccellenze in diversi ambiti della scienza. Il paradigma dominante del discorso si riassume nel concetto di “rovesciare i paradigmi”. Ora i protagonisti devono essere gli studenti ed i quasi ricercatori. Il concetto di “merito” assume un altro significato nei programmi della Sapienza: i migliori studenti potranno ottenere l’esenzione dalle tasse se meritevoli. I ricercatori con meno di 40 anni, per niente esclusi, avranno dei fondi stanziati ad hoc. Sullo schermo che fino a pochi secondi prima ha ospitato diverse slide,  inizia a campeggiare la foto di un cuore biotecnologico, risultato di ricercatori della Sapienza in collaborazione con studiosi stranieri. Nessun cuore sarebbe tale se non battesse, ed ecco che dopo un rapido clic su di un mouse anche il cuore artificiale della ricerca della Sapienza inizia a battere. Quando la "fredda" ricerca scientifica incontra il velato sentimentalismo.

Dopo il discorso del Magnifico Rettore e del Prorettore e la rapida presentazione di tre ricerche in corso d’opera,  un lungo applauso annuncia l’entrata in aula del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’attenzione che suscita Napolitano viene parzialmente scalfita dall’apparizione di una ventina di studenti, dediti a manifestare con pacifici cartelli che protestavano contro le riforme della Gelmini. Lo slogan di un cartello recitava: "No lodo Gelmini, da La Sapienza, a l'ignoranza".

                           Alcuni ragazzi esibiscono cartelli contro la riforma Gelmini durante la manifestazione                 

Il breve discorso di Napolitano prende in esame la difficile questione della spesa pubblica, imprigionata in comportamenti pluridecennali che hanno priorità da rivedere, affinché l’indebitamento dello stato rientri nella normalità. Questa riorganizzazione porterebbe poi alla destinazione di maggiori fondi dello stato per la ricerca. "Mi auguro che in questo sforzo anche di superamento della situazione debitoria pesante per lo Stato italiano si riescano ad affermare altre priorità nella distribuzione dei fondi pubblici". Queste le parole del Presidente della Repubblica, che conclude sottolineando un “ritardo serio da colmare”, riferendosi  alla sempre più scarsa attenzione economica dedicata alla ricerca scientifica in Italia.