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Il libro non morirà

Umberto Eco e Jean-Claude Carriére: "Non sperate di liberarvi dei libri"

Il libro non morirà

di GIOVANNI PRATTICHIZZO (23 07 2009)

"Il libro è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici. Una volta che li hai inventati non puoi fare di meglio".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Umberto Eco

 
 
Cosa succederà ai libri? Gli e-book distruggeranno i libri così come li conosciamo? Dovremo presto dire addio alle distese di scaffali occupate da decine e decine di volumi, colorati e profumati di stampa, che per i lettori compulsivi sono una visione pacificatrice e confortante come per altri potrebbero esserlo le onde che s'infrangono sulla spiaggia o un fresco gelato in una torrida giornata d'estate?

Se lo chiedono in “Non sperate di liberarvi dei libri” (Bompiani, 2009) Jean-Claude Carriére e Umberto Eco, che non sono solo un celebre sceneggiatore e un semiologo-narratore, ma anche due accaniti bibliofili, collezionisti di libri rari e possessori di numerosi libri moderni (molti dei quali sono stati, a detta degli interessati, frutto di regali ed omaggi).
Il saggio, strutturato come una lunga intervista doppia gestita da Jean-Philippe de Tonnac, vede le due voci alternarsi nel dibattito che, muovendo proprio dalle previsioni di routine sulla scomparsa del libro, individua in realtà due possibili strade: o il libro resterà il supporto alla lettura o ci sarà qualcosa che rassomiglierà a ciò che il libro non ha mai smesso di essere, anche prima dell’invenzione della stampa. “Il libro”, sostiene Umberto Eco nel testo, “è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici. Una volta che li avete inventati, non potete fare di meglio”. I libri sono l’ultimo baluardo della memoria dal momento che sono sopravvissuti alle innumerevoli trappole a cui la storia li ha sottoposti; mentre i supporti moderni diventano rapidamente obsoleti ed effimeri, i libri sopravvivono preservando la cultura. Se devo salvare qualcosa, di facilmente trasportabile e che ha dato prova di resistere agli oltraggi del tempo, scelgo il libro. 
E così, tra aneddoti, ricordi, riflessioni e suggestioni, i due affrontano alcune questioni prevalenti nell’epoca moderna come l’immortalità del libro, la trasmissione del sapere e dell'arte, che spazia dagli autori dimenticati dei secoli passati alla caccia di libri rari presso i mercanti, fino all'evoluzione del cinema delle arti visive. Per quanto riguarda il tema principale, ossia la scomparsa e il futuro del libro inteso come supporto cartaceo, gli autori concordano nel ritenere il libro già perfetto in sé: infatti solo nel libro il mezzo ed il contenuto coincidono; anche il computer, con tutti i suoi giga, deve comunque essere collegato a una presa elettrica.
Se, ad esempio, dovesse andare perduta la memoria visiva e sonora del XX secolo, ci resterà comunque e sempre il libro. Inoltre, per leggere un e-book abbiamo bisogno di tanta tecnologia a nostra disposizione: ad esempio di un lettore capace di rendere accessibile il dato digitale e di elettricità. Proprio la rapida obsolescenza della tecnologia è il limite principale dell'e-book: anche se il dischetto su cui si trova il libro avesse una durata eterna, sappiamo tutti che entro pochi anni i computer a nostra disposizione, nonché tutti gli accessori, saranno sostituti da altri incompatibili con i vecchi sistemi. Per leggere un libro invece occorre solo un pò di luce e, possibilmente, il silenzio.
L’esempio del cinema, afferma Jean-Claude Carrière, può chiarire meglio il concetto: ogni nuova tecnologia, la registrazione della voce e dei suoni, le immagini sintetiche, la televisione, dimostrerà di andare oltre i limiti propri della tecnologia precedente, e si presenterà orgogliosamente come unica, come se fosse in grado di eliminare tutto ciò che l’ha preceduta. In realtà, esigendo un nuovo linguaggio, certamente più complesso, queste nuove tecnologie presuppongono, e quindi includono, l’uso dei linguaggi meno complessi: è questo il motivo per cui è proprio grazie ad Internet che siamo ritornati all’era alfabetica.
Attraverso la storia del libro, ci dice ancora Carrière, è possibile ricostruire proprio la storia della cultura. Con le religioni del libro, questo è servito non solo da contenitore, da ricettacolo, ma anche da “grandangolo” a partire dal quale tutto osservare e tutto raccontare. Era punto di arrivo e di partenza; era lo spettacolo del mondo ma anche la fine del mondo.   
I passaggi migliori del saggio sono però quelli in cui i due si divertono a parlare senza riserve della propria passione per i libri, degli aneddoti della loro carriera, del modo in cui vivono il rapporto con le biblioteche e i testi rari, in particolare con quelli non letti. E così si scopre che ad Eco mancano alcuni classici da leggere e che ha letto “Guerra e Pace” solo a quaranta anni e ha provato per tre volte a leggere “La fiera delle vanità” ma il romanzo gli è caduto di mano.
Se è vero che non si può leggere tutto è altrettanto vero che si deve leggere. Per vizio impunito. Forse come forma di feticismo. Autentica perversione. Leggere per leggere, come vivere per vivere. Al tempo stesso si deve combattere quell’effetto novità così spiacevole che ci obbliga a leggere un libro perché appena uscito. E così Carrière ci consiglia di lasciar decantare i libri; di lasciarli maturare come un buon vino. A volte, come dice Eco, quando si ha un libro su uno scaffale per anni, sembra di averlo già letto:
“La verità è che tutti noi abbiamo a casa nostra decine, o centinaia, certe volte migliaia (se la nostra biblioteca è imponente) di libri che non abbiamo letto. Eppure, un giorno o l'altro, finiamo per prendere questi libri in mano e accorgerci che li conosciamo già. Quindi? Come può essere che conosciamo già dei libri che non abbiamo letto? C'è una prima spiegazione occultista, che non faccio mia: circolano delle onde, dal libro a te. Seconda spiegazione: nel corso degli anni non è vero che non hai aperto questo libro, lo hai spostato molte volte, forse anche sfogliato, ma non te ne ricordi. Terza risposta: durante questi anni hai letto moltissimi libri che citavano questo libro, che così ha finito per diventarti familiare. Ci sono dunque molti modi per sapere qualcosa dei libri che non abbiamo letto. Per fortuna: altrimenti come si potrebbe trovare il tempo per rileggere quattro volte lo stesso libro?”
 
Un saggio denso della “furia letteraria” dei due autori nel quale appare ben chiaro come i libri continuino ad illuminare il sogno di un’umanità affrancata dalle sue incessanti turpitudini e a preservare quelle informazioni che, al momento non ci sembrano utili,  ma che potrebbero interessarci e sorprenderci in futuro. Ed ecco svelato il segreto dell’immortalità del libro: il suo proiettarsi verso il futuro; la sua profonda capacità di sopravvivere alle maglie della memoria e ai sedimenti del tempo.

una vita di libri...

Uno dei fatti più ovvi della mia vita mi conduce a pensare che dei libri non si possa ancora, fortunatamente, fare a meno: analogamente ad altre decine di milioni di studenti, sto scrivendo la tesi che conclude, ufficialmente, il mio percorso accademico. Per chi è avvezzo alla "pratica della lettura", sin dalla più tenera età, far riferimento quotidiano a testi universitari o bestseller non è poi così difficile. Anzi. Alle volte diviene attività inconscia, tanto è insita nell'essere. E' con entusiasmo che si entra in libreria per un allegro giro fra scaffali odorosi di carta nuova,vecchia, riciclata, patinata, comunque e sempre stampata. Rappresenta una ideale caccia al tesoro perchè si immerge nella ricerca fisica e mentale di quel bottino che possa dare soddisfazione: quel libro entro cui trovare un sapere che niente altro ti può dare in quella forma, con quei colori. La sostanza così è indissolubilmente legata alla forma. Si va in libreria come ci si fermerebbe di fronte ad una bancarella pienissima di volumi o come ci si recherebbe in biblioteca, soltanto per ammirare le interminabili raccolte di libri che vi dimorano, scegliendo poi quello che ci interessa per fruirne in tutta tranquillità. Il motore di tutto ciò è una incontenibile alchimia fra lettore, lettura e libri: è l'odore della carta inchiostrata che ti chiama, è la curiosità che ti fa iniziare a leggere ed è la consapevolezza del piacere che reca,a farti arrivare all'ultima parola scritta.

Che il medium libro esista e resista nel suo "lavoro" garantisce all'umanità le sue radici storiche, sociali e culturali e regala nutrimento a chi, di esso, ha fatto il principale mezzo di conoscenza.