Audience. L'irrompere di un terzo operatore nel duopolio televisivo non apre le porte al pluralismo. I dati parlano chiaro: l'audience di Rai, Mediaset e La7 è pari al 83,9 per cento degli italiani. Nel corso del 2008, soltanto una quota del 1,4 per cento di spettatori ha preferito le trasmissioni satellitari a quelle terrestri.
Altro che sorpasso, Sky guadagna pubblico a passo d'uomo.
Pubblicità e fatturato. Il mercato pubblicitario rimane nelle salde mani di Mediaset, che riesce a contenere l'effetto negativo della crisi economica. Il 55,1 per cento degli investimenti in pubblicità televisiva si distribuisce tra Rete 4, Canale 5 e Italia 1.
Il sorpasso del fatturato di Sky su quello di Mediaset non è una novità. Da tre anni assistiamo al riequilibrio delle risorse tra i maggiori operatori italiani. Nella
Relazione 2007, l'AGCom attesta che il gruppo di Murdoch registra ricavi per oltre 2.422 milioni euro, contro i 2.411 della compagnia italiana.
Pay-per-view, addio alla tv gratis? Il modello di Sky dimostra come si possano generare alti fatturati con piccoli livelli di audience. Quello che si impone al telespettatore, soprattutto con lo
switch-off su tutto il territorio nazionale, è il modello del “
paga per vedere”. Mediaset è già entrata nel mercato con l'offerta Premium. Ora c'è da chiedersi se la Tv gratuita rimarrà quella che conosciamo oggi, oppure se diventerà il contenitore ideale per il
materiale di scarto della produzione a pagamento.
Un pluralismo singolare. Il sorpasso di Sky e il digitale terrestre sembrano promette l'aumento del pluralismo nel panorama televisivo italiano. Un pluralismo assai strano, dove una televisione a pagamento erode piccole fette di audience molto tematiche, in fasce orarie molto delimitate.
La maggior parte degli spettatori resta fedele alla televisione generalista, sostenuta dagli introiti pubblicitari. Più che un sorpasso, un passo indietro.