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FantAuditel: imparare giocando

FantAuditel: imparare giocando

di MARIO MORCELLINI (29 06 2009)
la prima pagina di EMMA dedicata al TotoShare

Un gioco on line, un esperimento didattico, un network di appassionati e studiosi di televisone. Il FantAuditel reinventa  "le scommesse sullo share" e rilancia:  giocare con i dati di acolto per ca(r)pire i meccanismi di produzione e consumo della  tv vecchia e nuova.

Sperimentare  strumenti di didattica innovativa capaci di stimolare la partecipazione degli studenti è da sempre una peculiarità della Facoltà di Scienze della Comunicazione. Con il FantAuditel abbiamo osato l’inosabile: scardinare i luoghi comuni sull’Auditel con una formula che ibrida gioco e didattica, scommesse on line sui risultati di ascolto e seminari di studio volti a studiare i meccanismi di  costruzione dell’offerta, la distribuzione delle risorse, la logica degli investimenti televisivi.


L’idea delle scommesse sui dati di ascolto non è certo nuova. Il  primo tentativo - come ci ha opportunamente ricordato l'amico Francesco Siliato sul Facebook - risale al lontano 1989 per iniziativa della rivista EMMA (Electronic Mass Media Age), diretta dallo stesso Siliato. Si chiamava Totoshare, l’Auditel era appena agli inizi e il World Wide Web era roba di cui ancora nessuno aveva sentito parlare.
L’originalità sta nell’aver rifondato in termini di 2.0 un “passatempo” diffuso tra gli italiani, siano essi semplici telespettatori, studiosi del mezzo o professionisti del settore, offrendo a tutti la possibilità di interagire e dialogare attorno al medium che accompagna nel bene o nel male le nostre vite.
E’ dunque un gioco, ma è anche uno spazio per approfondire i meccanicismi di produzione e consumo attraverso un Glossario, una Bibliografia e una sezione Blog nel tentativo più volte dichiarato di abbattere i luoghi comuni sull’Auditel, alimentati anche dalla vulgata giornalistica.  Ancorare la riflessione ai “numeri”  significa superare le letture impressionistiche a favore di una  coltivazione socio-culturale di lungo periodo in grado di monitorare e capire le trasformazioni in atto.
La sfrontatezza del FantAuditel  sta nel voler porre all’attenzione del pubblico dibattito una riflessione sulla vecchia televisione,  partendo proprio dalla “conta dei telespettatori” nella convinzione che  una corretta fenomenologia di gusti, orientamenti e tendenze della società non può prescindere da questo medium. Che lo si voglia o meno è da esso  che si deve partire per cercare di capire le nuove forme di visione.