Cinguettii contro la censura
Cinguettii contro la censura

Non solo stati d'animo o routine quotidiana. In Iran è Twitter il canale che dà voce alle proteste contro i presunti brogli sulla conferma di Ahmadinejad.
La situazione - Secondo i dati ufficiali il presidente Ahmadinejad ha vinto nuovamente nelle elezioni del 12 giugno con oltre 24 milioni di voti. Cifre contestate dagli altri candidati. Immediata è scattata la rabbia dei sostenitori del leader moderato Mir Hossein Moussavi, principale avversario. Si lamentano brogli che avrebbero stravolto i risultati della tornata elettorale. Tensione alle stelle nelle città, con scontri nelle piazze tra civili e militari. Vietate dal ministero dell'interno le manifestazioni pacifiche degli oppositori.
Il governo zittisce - Una censura pressochè totale è stata messa in atto dalle forze governative. La televisione di stato e le agenzie di stampa nazionali nascondono la verità e le rivendicazioni. Chi si oppone, come il giornale Kalameh Sabz, è messo al bando, perquisito e chiuso dalla polizia. Viene impedito anche ai media esteri di filmare le immagini degli incidenti. Molti giornalisti stranieri sono costretti a rimanere chiusi nei loro alberghi. Arrestati operatori della televisione pubblica olandese e belga. Invitate a lasciare Teheran le emittenti tedesche Zdf e Ard e la spagnola Tve. Oscurato il segnale della Bbc, Interrotta la copertura di telefonia mobile e l'accesso a Youtube.
La frontiera dell'online - Il tentativo dei pasdaran è anche censurare il web. Obiettivo quanto mai difficile, soprattutto in un contesto come quello iraniano, dove Internet conosce una sorprendente diffusione. La nazione si colloca tra le prime dieci al mondo per numero di blog. Ciò si deve ad un desiderio di superare i limiti imposti dal regime e alla particolare composizione della popolazione. Ben il 70% degli abitanti è rappresentato da under 30. si tratta della cosidetta generazione Y, i ragazzi nati dopo la rivoluzione khomeinista del '79. Una nazione di cybernauti insomma, stimati in circa sette milioni.
140 preziosi caratteri - E' Twitter lo strumento per la controinformazione. In messaggi condensati e ripetuti c'è la possibilità di sconfiggere censura e costrizioni. In un quadro dove gran parte delle comunicazioni, persino telefoniche, sono bloccate, Twitter ha dimostrato di essere affidabile e tempestivo. Si parla di più di mille messaggi l'ora sulla situazione iraniana. Per comprendere l'importanza del servizio di social networking basti pensare che, su invito della Casa Bianca, è stata rinviata di alcune ore la manutenzione programmata del sito. Motivo? Evitare di spezzare il coordinamento pratico e informativo che sulla piattaforma guida la protesta.