Meemi è nato dall’idea di Enrico Scognamillo programmatore di 31 di Aversa ma trasferito a Milano e sua moglie Carla, 25 anni, grafica. Secondo la citazione letterale riportata nella homepage Meemi vuole essere un social network “familiare, amichevole e scanzonato”.
Meemi è il modo più semplice per condividere testi, citazioni, immagini, video, link preferiti, organizzare eventi, conoscere nuovi amici e seguire la loro presenza attraverso la condivisione delle loro emozioni. Creando quindi nuovi “memi”, rifacendosi alla parola coniata nel 1976 da Richard Dawkins, il quale voleva indicare una riconoscibile entità di informazione relativa alla cultura umana che è replicabile dalla mente o da un supporto simbolico di memoria ad un’altra mente o ad un altro supporto.
I memi, in quanto replicatori poi, si diffondono saltando da un utente all’ altro e nel contempo si conservano. Si crea quindi una rete d’informazione che sembra replicare nella sua espansione proprio il video di presentazione del servizio.
Il primo agosto si festeggerà il secondo compleanno di questo nuovo social network.
Tra le particolarità dei questo social network è che tra i 5000 utenti, la metà di questi è straniera, soprattutto americani.
Meemi è cresciuto: recentemente è stata rifatta la grafica e sono state introdotte diverse funzionalità, parecchio interessanti:
· Autocompletamento degli screen name nella sezione privata (rende piùsemplice inviare un messaggio privato ad uno o più amici);
· Discussioni private (molto utile in un gruppo di lavoro);
· Ricerca (ora è possibile ricercare utenti o tutti i meemi scritti da una determinata località);
· Calendario (per condividere ed organizzare i propri eventi, vedere quelli condivisi dai propri amici e i compleanni dei nostri contatti);
· Compleanni (ti vengono segnalati i compleanni dei tuoi contatti nella barra laterale);
· Impostazione dei canali direttamente dal testo, come in Twitter (scrivendo una parola preceduta dal cancelletto “#” si crea automaticamente un canale);
· Nuvola totale e giornaliera dei canali di ciascun utente e dei suoi amici (una funzione presente da sempre ma che ora è molto più evidente);
· Possibilità di condividere a propria volta i post (con il reshare si dà più visibilità ad una notizia che vogliamo far leggere anche ai nostri amici);
· Condivisione di immagini da webcam (mostra il tuo faccione e le tue emozioni su Meemi);
· Invio dei post con testi e immagini via email (utile soprattutto per gli utenti iPhone, ma non solo per loro: tutti possono inviare foto dal proprio cellulare al loro indirizzo su Meemi e, con i modelli più recenti, anche MMS).
“Stavamo giocando e ci è venuta fuori questa applicazione che poi abbiamo sviluppato, tanto che ora stiamo cercando di monetizzarla per sfruttare a pieno le sue potenzialità” ci dice Enrico spiegandoci che la differenza con gli altri social network, è che Meemi è più semplice essendo scritto in italiano. Ma questo non sempre risulta essere un vantaggio:
“Abbiamo un piano per la monetizzazione, stiamo cercando di vendere questa piattaforma come strumento di lavoro per aziende, qualche investitore italiano è interessato – racconta Enrico - Pensiamo di poter arrivare al successo di Twitter ma l’italia è diversa dall’America, nel nostro paese siamo più recidivi alle tecnologie o comunque siamo molti più lenti”.
“Noi continuiamo perché crediamo nell’Italia, anche se i capitali li stiamo cercando fuori – dice Enrico - ora abbiamo un prodotto che può competere”.
Enrico nota che i social network Facebook e Twitter in Italia sono esplosi un po’ come una moda che tutti hanno seguito in massa, tutti si iscrivono, pochi continuano con gli aggiornamenti fedeli, o a “viverli” al meglio delle potenzialità.
Auguriamoci che le preferenze con di questi seguaci di questa moda si indirizzino verso questo nuovo social network tutto italiano!