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Videogame 2.0

Microsoft e il "progetto Natal"

Videogame 2.0

di LUCA SPINA (12 06 2009)
http://www.flickr.com/photos/gnackgnackgnack

All'Electronic Entertainment Expo di Los Angeles, nota fiera dedicata a tutte le novità del mercato dei videogiochi  Microsoft ha presento il “Progetto Natal”, una periferica dotata di telecamera e microfono che si interfaccia alla sua console Xbox 360. Questo nuovo ritrovato tecnico permetterà al giocatore di relazionarsi con i giochi tramite i suoi movimenti naturali e la sua voce. La telecamera penserà a trasformare i movimenti dell’utente in movimenti del nostro avatar su schermo.  Questo è solo l’inizio, perché la comunicazione in game potrebbe essere rivoluzionata grazie al progetto “Milo & Kate” sviluppato da Peter Molyneux, guru dell’industria videoludica ed autore di noti giochi come Populous e Black and White.

Che la tecnologia non sia del tutto nuova lo sappiamo un po’ tutti: già diversi anni fa la Sony aveva dotato della sua Playstation 2 dell’”Eye Toy”, una piccola telecamera da interfacciare con la console che traduceva i nostri movimenti dentro semplici giochi sul televisore di casa. Una tecnologia innovativa, economica, ma con molti margini di miglioramento, a partire dall’immagine di noi stessi impartita su schermo poco nitida e dell’impossibilità di giocare con più giocatori contemporaneamente. Si trattava pur sempre del 2003.

Facciamo un rapido fast forward al 2009, e più precisamente alla fiera più grande e costosa (ma la crisi ha ridotto anche le finanze degli organizzatori) di sempre: l’Electronic Entertainment Expo di Los Angeles, per gli amici “E3”.

Una Microsoft ispirata e sempre agguerrita per conquistare nuove fasce di mercato (specie in Giappone) presenta un progetto a cui si sta dedicando assieme a Peter Molyneux,geniale programmatore britannico a capo dei Lionhead Studios: il “Project Natal”.  Senza nessun controller in mano, la periferica, grazie alla sua telecamera RGB, un sensore di profondità, un microfono ed un processore interno che gestirà al meglio tutte queste caratteristiche, i giocatori potranno mimare i movimenti del proprio alter-ego su schermo, anche con più di un giocatore in contemporanea. E non solo. Anche la voce ricoprirà un’importanza notevole, perché la meraviglia tecnica della Microsoft riconoscerà la nostra voce, evitando il susseguirsi di disturbi fonici ambientali.



Al di là delle ovvie potenzialità ludiche che si prospettano nel video a disposizione, la visione di Peter Molyneux è ben più complessa ed affascinante. Con il suo progetto “Milo & Kate”, il programmatore inglese vuole offrire ai giocatori un’esperienza sociale con un bambino attraverso un videogioco, o perlomeno quello che era un videogioco e che si sta trasformando in questi anni in un medium interattivo e pregno di possibilità comunicative. Milo è un bambino che potrà interagire con noi, Kate invece un cane. Il giocatore, attraverso la tecnologia della telecamera e del suo microfono, potrà fare amicizia con questo bambino virtuale, fare conoscenza delle sue emozioni ed instaurare un vero e proprio rapporto emotivo.

Gli obiettivi del gioco saranno condizionati dalla qualità del rapporto che avremo instaurato col nostro amico virtuale. Milo potrà anche essere “sgridato” se compie azioni pericolose o poco adatte al suo ruolo, ma non potremo infliggergli alcun danno. Azioni come parlargli saranno la normale amministrazione, perché Milo, col tempo, riconoscerà il timbro della nostra voce, nonché le nostre movenze ed il nostro abbigliamento, grazie alla scansione visiva che la telecamera farà di noi. Milo non crescerà, e la sua intelligenza artificiale, benché sviluppata, tenderà a creare affezione in noi con diversi escamotage emotivi come il rapido scambio di battute e di gesti amichevoli, piuttosto che tendere a conoscere tuttodel giocatore di turno.

            

Tutte queste informazioni delineano un progetto fortemente innovativo, che vuole conciliare l’innovazione tecnica della periferica Microsoft assieme a progetti maturi che possano valorizzarla, diversamente da Nintendo con il suo Wii, console spesso vittima di giochi semplicistici e privi dello spessore che potrebbero offrire. Entro l’autunno del 2010 sapremo se questi orizzonti comunicativi prima inesplorati ed inesplorabili con un “semplice” videogioco possano rappresentare l’inizio di una stagione nuova per tutti i prodotti del mercato videoludico.