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Niscemi dice no alle antenne Usa

Il rischio è che provochino tumori e leucemie

Niscemi dice no alle antenne Usa

di AGATA VENTURA (11 06 2009)

Catania - Niscemi scende in strada e ribadisce ancora una volta il suo no al Muos (Mobile User Objective System). In migliaia hanno riempito le file del corteo. Giovani e giovanissimi dei centri sociali e dei coordinamenti di base, cittadini di Niscemi (Caltanissetta) e dei comuni limitrofi hanno sfilato insieme ai sindaci, i partiti e la rete No G8.

La manifestazione si è mossa contro l’installazione del MUOS, un sofisticato sistema di comunicazione satellitare ad altissima frequenza che la marina militare statunitense vorrebbe impiantare a Niscemi. Il progetto del governo statunitense è stato approvato nel 2001 e ratificato nel 2006 dal governo italiano. Esso prevede l’installazione di una stazione militare di comunicazione composta da 3 trasmettitori parabolici ad altissima frequenza e 2 antenne, nei pressi di contrada Ulmo, a circa due chilometri dal centro di Niscemi.
Al mondo esistono solo altre tre stazioni Muos, in Australia in Virginia e alle isole Hawaii.


L’obiettivo è quello di realizzarne una anche in Sicilia. Ma i cittadini di Niscemi non ci stanno.

Il timore è che questo impianto provochi gravi danni alla salute come la leucemia e il tumore. Niscemi, infatti, dal 1991 ospita già 41 antenne che trasmettono onde ad alta e bassa frequenza da una base Nato situata nello stesso sito dove dovrebbe sorgere il Muos. Numerose ricerche hanno mostrato come l’aumento dei casi di leucemia in questi territori sia inusuale.
Il sindaco di Niscemi si è detto preoccupato per la salute dei suoi cittadini e del territorio circostante. La marina militare americana ha assicurato che le emissioni d’onde elettromagnetiche sono entro i limiti fissati dalla normativa italiana e che rimarranno così anche dopo l’installazione del Muos.
Ma i dati prodotti dall’Arpa Sicilia (l’Agenzia Regionale Protezione Ambiente) sono contrastanti. I tecnici dell’Arpa, in una centralina, hanno riscontrato una media d’esposizione di circa 5.9 V/m, laddove il valore di rischio è di 6V/m (ovvero il livello d’esposizione alle onde elettromagnetiche tollerato).
Già nei mesi scorsi lo stesso presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha inviato una lettera al presidente del consiglio Berlusconi per esprimere il proprio disappunto sulla scelta dell’area per l’installazione del Muos, un’area già ad alto rischio ambientale e posta sotto indagine epistemologica da parte dell’organizzazione mondiale della sanità.
La mobilitazione di questi giorni, che ha visto coinvolti le cariche istituzionali, i cittadini, il comitato No Muos e le organizzazioni No G8, promette di non arrestarsi.

Il consigliere Provinciale  di Catania, Valerio Marletta, ci spiega meglio lo scenario  in cui la loro mobilitazione si va a collocare.

In quanti vi siete mobilitati per la manifestazione del 23 Maggio a Niscemi?
“Il 23 Maggio è stato la seconda grande mobilitazione contro la costruzione del Muos. Dopo la prima manifestazione per le vie del centro di Niscemi, abbiamo voluto che il corteo arrivasse fino all'entrata della base, in contrada Sughereta. Migliaia di cittadini Niscemesi, dei paesi limitrofi, la rete No G8, le associazioni e partiti della sinistra antagonista hanno riempito le campagne attorno alla base USA. Da un lato strumenti di morte protetti da una rete metallica firmata Usa e dall'altro la Sicilia della pace”.

Cosa ha spinto “la rete catanese contro il G8” a muoversi a sostegno del movimento No Mous?
“Noi attivisti e militanti della rete No G8 pensiamo che la lotta contro le vecchie e le nuove militarizzazioni sia centrale nel percorso di movimento contro il G8. Lo è stato nella costruzione del contro vertice al G8 Ambiente di Siracusa dell'aprile scorso e dovrà essere tema nei forum che si svolgeranno nel Contro G8 di Luglio. La guerra e gli strumenti di morte di cui si munisce nei nostri territori sono alla base del potere degli otto Grandi del pianeta. Nessun controllo economico può avvenire senza il controllo politico-militare del nostro pianeta. Penso che ovunque ci siano strumenti di "guerra" come il Muos il movimento contro il G8 debba impegnarsi nella costruzione di momenti di lotta popolare. Continueremo come rete No G8 a sostenere le mobilitazioni dei Niscemesi come quelle per la smilitarizzazione di Sigonella, la più grande base Nato nel mediterraneo”.

In Sicilia c’è qualcuno che questo impianto Muos lo vuole, anche se perfino il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, si è mosso contro. Secondo lei il movimento No Mous può veramente contrastare gli interessi economici che vi ruotano intorno e le ambizioni statunitensi?
“Quando negli anni scorsi, grazie all'impegno quotidiano di giornalisti coraggiosi, abbiamo saputo del progetto di costruzione del Muos pochi pensavano che si potesse costruire un percorso di lotta di massa. Perfino le istituzioni locali avevano dato il proprio assenso alla costruzione del "mostro" come ormai lo chiamano i cittadini Niscemesi. Grazie all'impegno quotidiano della campagna per la smilitarizzazione e al grande lavoro di controinformazione fatto da tanti militanti siciliani siamo riusciti a creare un movimento critico che ha portato anche le istituzioni locali a schierarsi contro il Muos. In Sicilia è sempre tutto più difficile, perchè lo scontro avviene non solo contro chi, come gli americani, pensa di asservire i territori ai propri interessi politici, economici e militari, ma soprattutto contro i poteri forti, quali la mafia, che fiutano l'affare e trovano il modo di lucrarci. Siamo forti delle passate esperienze di lotte per la pace e la salvaguardia del territorio, come la bellissima esperienza della lotta per la smilitarizzazione di Comiso degli anni ‘80, e quindi pensiamo che, come già in passato abbiamo vinto, possiamo farcela anche questa volta. Lo scontro sembra impari ma siamo forti delle ragioni e della tenacia che accompagna il nostro impegno quotidiano”.