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I Pirati approdano in Europa

A vele spiegate in difesa di privacy e libero download

I Pirati approdano in Europa

di ALESSANDRA MASSA (10 06 2009)
http://www.flickr.com/photos/mikebaird

All’arrembaggio verso uno scranno del Parlamento Europeo: il Partito dei Pirati ha conquistato uno dei 18 seggi riservati alla Svezia.

 

 

 

 

Con il 7,1% dei voti, il Partito dei Pirati, favorevole al file sharing e fiero difensore della privacy on line, si prepara a far sentire le sue rivendicazioni al vecchio continente.
Nato nel 2006, il partito ha visto aumentare rapidamente le adesioni in seguito alla sentenza contro il sito Pirate’s Bay, che aiuta i navigatori a scovare files BitTorrent per scaricare file in modalità peer-to-peer, e che ha visto condannare i quattro webmaster a un anno di carcere e al pagamento di una multa da milioni di euro per violazione del copyright.


Più simili a novelli Robin Hood  piuttosto che a seguaci del perfido Capitan Uncino, i moderni pirati si propongono di aumentare la privacy sul web e difendere la libertà di opinione. Il fondatore, Rickard Falkvinge, ex dipendente Microsoft, chiede a gran voce una riforma della legge che regola la proprietà intellettuale: riduzione della durata dei diritti che definiscono il copyright e possibilità di condivisione libera dei file, sono due delle proposte che intende avanzare. Il movimento gode dell’approvazione dello scrittore e poeta svedese Lars Gustafsson. La formazione si pone l’obiettivo di garantire la libertà e l’indipendenza di Internet, in bilico tra normative sempre più restrittive e tentativi di democrazia elettronica e cittadinanza online.
 

Il successo dei Pirati, seppur previsto dai sondaggisti, appare comunque sorprendente: la formazione, alle elezioni politiche del 2006, aveva raccolto solo lo 0,6% delle preferenze. Ora, invece, si ritrova ad essere la quinta forza del paese, segno di come tematiche legate alla regolamentazione dei new media siano considerate sempre più importanti per i cittadini.
 
Le idee dei pirati 2.0 non mancano di fare proseliti in giro per l’Europa. Pronti a salpare verso gli agognati lidi della politica, ci sono anche pirati britannici e tedeschi.