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Da Skype al digitale terrestre

Criminali e nuove tecnologie

Da Skype al digitale terrestre

di PIETRO LOMBARDI (03 06 2009)
creative common license

Colloqui praticamente impossibili da intercettare grazie alle telefonate on line e la prospettiva di un mercato televisivo sempre più ricco: le mani sul futuro

Le ultime frontiere sono Skype e il digitale terrestre. Forse per l’età media altina in Parlamento, i criminali dimostrano di essere 10 passi avanti la politica italiana. Mentre, infatti, nei palazzi romani ci si accapiglia sulle intercettazioni telefoniche tradizionali, criminali di tutta Italia sono sbarcati da tempo su Skype.


“Di quei due chili ne parliamo poi, su Skype”. La frase, intercettata dalla guardia di finanza ad inizio 2009, mostra chiaramente l’ultima tendenza. Le “telefonate virtuali” via Skype non possono essere in alcun modo intercettate, protette come sono da uno dei software più misteriosi che ci siano sulla rete e da un meccanismo legale invulnerabile. Legalmente, la società ha sede in Lussemburgo e, dunque, non è soggetta alle norme italiane che obbligando gli operatori,su ordine dei magistrati,  a violare la segretezza delle comunicazioni tra due privati cittadini. Tecnicamente, inoltre, Skype trasforma la voce degli interlocutori in pacchetti di dati digitali che viaggiano in rete, usando un sistema di criptazione fondato su un algoritmo segreto inventato dai programmatori di Skype. Le password, infine, sono temporanee. I tabulati non mostrano la minima traccia della conversazione. Unica soluzione: le vecchie intercettazioni ambientali.


E il digitale? La moltiplicazione di canali conseguente allo switch – off che ci porterà nell’era del digitale terrestre apre preoccupanti spazi per i gruppi criminali. A lanciare l’allarme, nel corso di un incontro a Caserta il 7 maggio 2009, è stato il Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni) Campania, attraverso il Presidente Gianni Festa, e il vice, Vincenzo Todaro. “Nel territorio regionale – è stato spiegato - e in particolare nel casertano, vi sono pericoli di infiltrazioni di capitali sporchi nella gestione dei canali digitali”.
Uno scenario ancora tutto da valutare che, comunque, mostra come il contrasto alle organizzazioni criminali passi sempre più per la battaglia comunicativa.