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Non spetta a te decidere quando essere un professionista o no

Non spetta a te decidere quando essere un professionista o no

di REDAZIONE COMUNICLAB (28 05 2009)

Forse il modo migliore per dimostrare questo è pensare a quando eravate a lezione di geometria al liceo. Ovvero l’anno scorso, per molti di voi. Ricordate che ci sono due tipi di dimostrazione? Ci sono le dimostrazioni dirette, dove si parte dal postulato e l’assioma per provare qualcosa, e poi c’è la dimostrazione indiretta. Per la dimostrazione indiretta si fa il ragionamento opposto al postulato, finché non si dimostra la sua illogicità.

Usiamo la dimostrazione indiretta.

Quindi diciamo che tu puoi decidere quando essere un professionista e quando puoi essere un non professionista. Seguiamo questa logica fino in fondo.Quando posso scegliere di essere un professionista? Probabilmente quando stai facendo bene a lavoro. Quando stai lavorando qualcosa su cui ti senti a tuo agio, che ti fa sentire bene. E’ facile essere professionale quando tutti ti lodano.

Che cosa si guadagna quando ci si definisce professionisti? A volte si guadagna accesso. Se siete fotografi professionisti, potete avere accesso ad eventi chiusi agli appassionati. Potreste essere pagati. In quanto sceneggiatore professionista, vengo pagato piuttosto bene per scrivere dialoghi interessanti. Un attore è pagato molto di più per recitare i dialoghi interessanti che scrivo (ma quello è un altro argomento).
In quanto professionista, ricevi anche il rispetto dei tuoi colleghi. Ti puoi sedere al tavolo degli adulti, piuttosto che in quello dei bambini. In termini di soddisfazione personale, può essere molto importante.
Chiaramente ci sono un sacco di ragioni per voler essere considerati professionisti.

Quando potreste decidere di essere considerati dei dilettanti? Probabilmente nei momenti in cui state facendo schifo, che sia perché non avete idea di che state facendo, o perché non siete buoni a farlo. O quanto meno nel momento in cui la gente vi critica. Dite: “che vi aspettate? Sono solo un dilettante”. Questo è quello che fa Aint’ It Cool News. Stanno usando il loro essere appassionati come scusa. E’ come dire “non giudicatemi”.
E qui la dimostrazione indiretta crolla: La gente vi giudicherà sempre. Non avete nessun potere in proposito. Non potete controllare i criteri con cui sarete giudicati, o che criterio sia più importante.
L’unica cosa che potete controllare è il vostro lavoro. Perché il vostro lavoro, tutto il vostro lavoro, deve essere professionale.

E cosa intendo per professionale? Tornando ai cinque punti per cui non ho un acronimo:

Presentazione: se la vostra scrittura è delirante, incoerente e sgrammaticata, la gente vi giudicherà per questo.

Accuratezza: se vi state sbagliando, quello è un problema. E non vale solo per il giornalismo. Se giungete a conclusioni che non sono sono supportate dai fatti, quello è un problema. Se state studiando la clonazione umana, potete passare dall’essere il più grande eroe della Corea del Sud ad essere il suo peggior nemico nel giro di una settimana. Credetemi, quel tizio non dirà “no, avete frainteso, sono un clonatore dilettante.”

Consistenza: la gente può contare su di voi? Sono sicuro che tutti in questa stanza hanno partecipato ad un progetto di gruppo. E c’è sempre quello che non fa la sua parte. Si presenta in ritardo. Non finisce di scrivere la sua parte. Evitate di diventare quel tizio. Dovete presentarvi in tempo ed essere pronti.

Responsabilità: vi prendete la responsabilità di quello che dite, e di quello che fate? È facile prendere posizioni forti. È più difficile viverle con coerenza.

Raggiungere gli standard della professione: quando tornate a casa per il ringraziamento, una volta che sedete nel tavolo degli adulti non potete tornare a quello dei bambini. Non puoi più lanciare il cibo, o smetteranno di invitarvi.

La mia tesi era: “non puoi decidere quando essere professionista, e quando sei un dilettante”. Possiamo renderlo più breve.