Audio Magazine: musica e passione.
Audio Magazine: musica e passione.

Ce l’hanno nel sangue la musica gli Audio Magazine. È la loro linfa vitale e non hanno nessuna intenzione di rinunciarci. Noti più che altro per essere stati una delle band-resident dei due locali di Umberto Smaila, lo Smaila’s di Poltu Quatu e quello di Campoverde (Lt), gli Audio hanno già una lunga esperienza alle spalle e in soli 5 anni sono riusciti a conquistare locali e piazze di mezza Italia, suonando dal vivo pezzi strumentali e cover da cantare e da ballare. Un repertorio, il loro, che spazia dal funky al revival, dal rock al pop, dal jazz al reggae, dal blues all’hip-hop, dai ritmi afro-latini al latino-americano per finire con la disco music.
Composizione. Una band sicuramente di qualità che si avvale di ottimi elementi: Andrea Cardillo alla voce a alla chitarra, dal conservatorio di Perugia alla finale della prima edizione di Amici (che allora si chiamava Saranno Famosi), dal successo di “Ma dai” all’impegno odierno come chitarrista di Gianluca Grignani; Frankie Carusi alla voce a alla tastiera, diplomato alla Percento Musica, considerato dagli altri la colonna portante del gruppo; Vittorio Longobardi al basso, dagli studi con i maestri Vito Morcaldi, Carmine Viscido e Antonio de Luise al diploma anch’egli alla Percento Musica; Lamin M’baye alle percussioni, giovane appartenente ad una famiglia senegalese che rappresenta la documentazione vivente della musica africana; Enri
co Sotgiu alle percussioni e alla voce, dagli studi con Marco Malatesta, percussionista di Piero Marras alla scuola di musica Timba, e Kicco Careddu alla batteria, diploma alla Percento Musica, anche lui tra i tanti Amici di Maria de Filippi, oggi anche componente della Big Band di Demo Morselli. Noi abbiamo incontrato Enrico.
Enrico, raccontaci quando è nata la band e da chi è partita l’idea.
Gli Audio Magazine prendono vita nel 2003 da un’idea di Kicco e di Andrea, che insieme avevano partecipato alla prima edizione di Amici. Il primo nucleo, quindi, era formato da un duo, che si è poi allargato con l’entrata di Frankie Carusi, che allora si occupava della parte artistica di un locale di Civitavecchia, i Magazzini Romani, nel quale Kicco e Andrea si erano esibiti. Io già conoscevo Kicco, mentre Andrea l’ho conosciuto nell’estate del 2003. Alla fine di quell’anno poi Frankie invitò Vittorio Longobardi ad entrare nella band. E infine arrivò Lamin M’Baye, grazie a Kicco, che prendeva lezioni di musica africana dai suoi cugini. I primi successi sono arrivati già da subito e per noi è stato un vero colpo di fortuna, perché la musica ci permette di guadagnare facendo ciò che abbiamo sempre sognato di fare.
Come mai avete deciso di chiamarvi Audio Magazine?
La scelta di questo nome deriva dalla varietà di generi musicali che eseguiamo, che è molto vasta. Audio Magazine sta ad indicare una sorta di magazzino musicale, un contenitore, in pratica, di quasi tutti i generi. Suoniamo, infatti, un po’ di tutto: jazz, blues, funky, hip hop, reggae, rock, latino. La maggior parte dei pezzi sono cover e pezzi strumentali, ma ci sono anche gli inediti di Andrea. Per eseguirli usiamo chitarra, basso, batteria, tastiera, percussioni, tamburi, congas e djambe.
Dopo la formazione del gruppo, com’è stato il vostro percorso musicale che vi ha permesso di esibirvi in quasi tutta Italia?
Abbiamo iniziato a suonare nel 2003 ad Alghero come musicisti di Andrea Cardillo, che quell’anno lì aveva inciso il suo primo singolo, “Ma dai”, nell’I-TIM tour, la manifestazione estiva che porta nelle principali località turistiche i grandi nomi della musica italiana. Andrea poi a Buona Domenica ha conosciuto Umberto Smaila che ci ha permesso di suonare, oltre che nei suoi locali, anche in un suo tour che ha attraversato il Centro-Sud Italia, dalla Toscana alla Calabria. Inoltre Kicco ha incontrato Demo Morselli, per il quale oggi fa il batterista, e così abbiamo potuto suonare per lui nella reggia di Caserta. Sono state tutte delle grandi esperienze, che innanzitutto ci hanno permesso di avere un grande riscontro con il pubblico, ma soprattutto ci hanno permesso di crescere artisticamente. Da queste prime occasioni, abbiamo iniziato a suonare sempre di più nei locali, nelle piazze, nelle convention, ai matrimoni, alle feste private di tutta Italia, ma in particolar modo a Roma e dintorni e in Sardegna. A Roma, per esempio, abbiamo suonato al Gioia e al Jet Set (l’ex Pascià), mentre in Sardegna al M’Club e al Country di Porto Rotondo.
Anche quest’anno gli Audio saranno in giro per l’Italia, perciò non ci resta che fare loro un grosso in bocca al lupo, sperando che il successo non finisca qui!