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Microsoft switch-off?

Computer, si cambia

Microsoft switch-off?

di GIUSEPPE MANIGLIA (13 05 2009)
 

Android, il sistema operativo ideato da Google per i telefonini di ultima generazione, è pronto alla prova del nove e sbarca sui netbook. Già nel 2010 occuperà il 6% del mercato: Asus , Dell, HP e Acer sono già pronti ad adottarlo, sicuri della spinta e del supporto che offrirà loro il motore di ricerca più utilizzato al mondo. Per Microsoft e Linux è arrivato il più temibile tra i “terzi incomodi”


La consacrazione definitiva si avrà a Taipei il 2 Giugno prossimo al “Comdex”, la grande kermesse asiatica sull'elettronica di consumo. Ma non arriverà sul mercato italiano prima della fine dell'anno il nuovo sistema operativo su base open source. L'entusiasmo generato attorno a questo nuovo prodotto è palese, tanto da indurre una società cinese, la “Sky Tone”, a tentare la scommessa di immetterlo sul mercato già a partire da questa estate. Il netbook in questione, il modello“Alpha 680”, non gode certo di una dotazione hardware particolarmente brillante (128 mb di Ram, hard disk da 4 Gb e un processore ARM da 533 Mhz) ma il prezzo annunciato fa gola a tutti: 200 euro. E si potrebbe scendere ancora con volume di produzione più alti.
 
Gli ostacoli da abbattere – Il problema cardine è in primo luogo quello di rendere compatibile “Android” con i processori Intel, che attualmente equipaggiano tutti i netbook in circolazione,visto che il sistema è ottimizzato per ora esclusivamente per processori ARM. Ma la questione è già stata risolta da Google prima che si ponesse come “reale”: i tecnici di Mountain View nella Silicon Valley sono già in moto per preparare appositi “aggiornamenti” utili a rendere il sistema operativo compatibile con le Cpu della multinazionale americana
 
Perchè Android ce la può fare – Riuscire a sfondare in un segmento di mercato quasi interamente monopolizzato da Microsoft (che detiene il 90% dei sistemi operativi installati sui pc, il 6% è di Linux) e Intel, e definito dagli esperti del settore come “strategico” non sarà certo facile, ma le opportunità che potrebbe offrire il prodotto non sono da sottovalutare.
In primis il bassissimo costo, dato dalle modiche risorse hardware necessarie, rende il prodotto particolarmente appetibile per i paesi in via di sviluppo. Minori risorse hardware coincidono, non dimentichiamolo, con bassissimi consumi energetici.
Ulteriore elemento di interesse è la compatibilità totale di Android con i cellulari “Google-based” proposti in Italia già da Vodafone, Telecom, e “3”: lo scambio di informazioni tra smartphone e netbook diventerebbe completamente automatico e rappresenterebbe un incentivo non di poco conto per il suo utilizzo.
 
La scommessa, è appena cominciata. E se capitanata da Google, per Microsoft, c'è poco da star tranquilli.