Italia-Francia: 50-600
Italia-Francia: 50-600

Il mercato editoriale è in piena crisi. Questo è un assoluto dato di fatto, e contro il quale i governi europei, ognuno secondo proprie intenzioni e disponibilità economiche, tentano di varare misure ad hoc per trovare soluzioni utili per rilanciare un settore tra i più colpiti da questa ultima crisi. Non che questo periodo non proprio roseo per la finanza e l'economia mondiale sia la causa scatenante del recesso di quotidiani e mezzi a stampa tutti, ma di certo la situazione è andata e va assolutamente deteriorando, ed occorre rispondere prontamente. Due esempi di “contrattacco” a questa crisi, molto distanti per modus operandi a dire il vero, sono gli interventi posti in atto dai governi di Francia ed Italia. In che modo queste due nazioni pensano di combattere questa situazione? Le cifre testimoniano una sorta di divergenza netta di intervento di Francia e Italia. I francesi infatti stanziano 600 milioni di euro in tre anni (200 l'anno); il governo italiano di contro, stanzia 50 milioni di euro in 5 anni (10 milioni all'anno).
Il piano di rilancio previsto da Sarkozy prevede dunque un aiuto a quotidiani, settimanali e distribuzione pari a 200 milioni di euro l'anno. Nel piano annunciato dal Capo di Stato Francese risalta sicuramente l'intervento che disciplina un aumento dal 20 al 40% delle spese di comunicazione dello Stato e delle istituzioni pubbliche a favore dello stampa. Un forte sostegno sarà messo a disposizione degli edicolanti (60 milioni di euro) e alla distribuzione a domicilio (80 milioni) mentre verrà rinviato di un anno l'aumento delle tariffe postali che rappresenta un costo di 24 milioni di euro. Non sono previste distinzioni inoltre tra stampa ordinaria, free press e il settore della stampa on line, anzi a proposito del giornalismo che si propaga in rete, verrà appositamente creato uno Statuto di Editore di stampa “on line”. Gradita novità per i maggiorenni che riceveranno, gratuitamente, un abbonamento per tutto il decorrere del diciottesimo anno a un quotidiano a libera scelta dei giovani.
Il piano del Governo Berlusconi, a partire dal 2009, prevede meramente che lo Stato si faccia carico dei 10 milioni di euro che l'Ingpi annualmente destina ai prepensionamenti. L'Istituto nazionale della previdenza dei giornalisti italiani, otterrà il rimborso degli oneri fiscalizzati dietro presentazione dei documenti presso il Ministero del Lavoro. Una volta raggiunta l'età pensionabile per i giornalisti, i dieci milioni suddetti torneranno a carico dell'Ingpi, fatta eccezione per la quota di pensione connessa agli scivoli contributivi, che continuerà a gravare sul bilancio dello Stato.
Illustrate le due modalità di intervento a sostegno dell'editoria, riesce semplice cogliere le conclusioni. In Francia, paese dove il duopolio tipo Mediaset-Rai e conflitto di interesse tra Capo del Governo e informazione non sono di casa, si combatte la crisi investendo sui cittadini ed sostenendo il settore. L'Italia, patria del duopolio televisivo e di conflitti di interesse di vario genere, vuole superare la difficile situazione favorendo il prepensionamento dei giornalisti, ergo il pensionamento della professione.