La condanna si, il premio no
La condanna si, il premio no
Il 28 aprile Marco Travaglio ha ricevuto il premio “Libertà di stampa”, conferito dall’associazione dei giornalisti tedeschi. Un orgoglio per l’Italia, anche se il mondo dei media sembra non essersene accorto. A differenza di quanto è accaduto con la condanna in primo grado per diffamazione
Marco Travaglio ha vinto il prestigioso premio “Libertà di stampa”. A deciderlo i sette membri del consiglio direttivo federale della DJV, l’associazione dei giornalisti tedeschi. Assegnato ogni tre anni, il premio onora personalità o istituzioni che si impegnano in prima persona in battaglie per il mantenimento e la creazione della libertà di stampa.
“Onoriamo in Marco Travaglio un collega coraggioso e attento, che si impegna contro tutti gli ostacoli per difendere la libertà di stampa in Italia” così Michael Konken, presidente dell'associazione della stampa tedesca, motiva la decisione. Travaglio denuncia continuamente e pubblicamente i tentativi dei politici italiani, e soprattutto di Silvio Berlusconi, di influenzare i media a loro piacimento impedendo un'informazione indipendente. La sua critica ha anche lo scopo di incoraggiare i colleghi italiani a non autocensurarsi. Konken ha inoltre aggiunto: “Il premio dell'associazione dei giornalisti tedeschi per la libertà di stampa é un riconoscimento appropriato per Marco Travaglio. Esso dovrebbe incoraggiare i giornalisti in Italia perché esercitino la loro funzione di critica e non si facciano intimidire”.
I precedenti vincitori sono stati il giornalista serbo Miroslav Filipovic, la giornalista russa Olga Kitowa e la redazione del giornale “Berliner Zeitung”.
Filipovic ha ricevuto il premio per aver scoperto i crimini di guerra serbi in Kosovo, Kitowa è stata premiata per la sua difficile battaglia contro la corruzione in Russia e la redazione del “Berliner Zeitung” per l’impegno dimostrato nel difendere la libertà di stampa in Germania e l’indipendenza editoriale da Mecom Group, la casa editrice che l’ha rilevata.
Quanti tra voi erano a conoscenza di questa notizia? Ben pochi, probabilmente, nonostante la “ricca” copertura della stampa italiana. A differenza della condanna in primo grado di Travaglio per diffamazione su cui i media, a cominciare dal Tg1, hanno indugiato parecchio, la notizia è passata quasi sottobanco, eccezion fatta per un intervista di rai news 24 e alcuni siti web (agoravox, youreporter, Cronaca 24 e Brindisi Sera).
Pietro Lombardi
link: Travaglio sulla stampa italiana