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Sinistra Arcobaleno: in corsa per la sopravvivenza

Sinistra Arcobaleno: in corsa per la sopravvivenza

di NICOLA GENGA (10 04 2008)

Sette giorni di riscaldamento prima del rettilineo finale: con gli interventi ad Uno Mattina (2 aprile) e Otto e Mezzo (4 aprile) e l'intervista bignami a Speciale Tg1 (6 aprile), Fausto Bertinotti si è preparato alla sovraesposizione catodica dell'ultimo scorcio di campagna. Confermata la marginalità sulla stampa della Sinistra L'Arcobaleno, il suo leader resta defilato nei principali tg delle 20, trend che già nelle scorse settimane aveva fatto gridare all' inciucio televisivo .

 

Ancora degna di nota l'attività live, con le giornate tematiche su ambiente e diritti civili, l'iniziativa PreCult, l'incontro con la comunità gay. Evento di punta in rete è stata invece la Web Conference del 1° aprile, a cui gli internauti hanno partecipato inviando videodomande attraverso Youtube.

Tra i temi, sempre in primo piano salari, pensioni, legge 194 (“grande legge di civiltà”), voto agli immigrati (“processo di civilizzazione del paese”). In ambito metaforico, prevalgono ancora i campi semantici sportivo e fisiologico (“contagio” e “assuefazione”), non esce di scena il sindacalese, con le invocazioni al tempo indeterminato come “principe dei contratti”, perché la legge 30 “va superata” e la precarietà è “un furto della vita”. Il repertorio linguistico attinge però anche al sermo cotidianus di “con le unghie e con i denti”, “il diavolo e l'acqua santa”, “meglio soli che male accompagnati”. Torna l'ossimoro “riforma radicale”, accanto alla denuncia dell'economia “di rapina” o “energivora” e delle democrazie contemporanee come “regimi ademocratici”.

Nel complesso, si conferma il movimentismo della campagna bertinottiana, versatile nell'uso dei media, vivace nella cartellonistica ma statica nelle proposte. La sovrapposizione della SA con Rifondazione comunista è così marcata da celare il caso Pecoraro e l'annuncio dell'addio di Diliberto. Il presente scompare, contano la tradizione e il futuro, le radici e i frutti dell'albero, ma il tronco (“il soggetto politico”) è evanescente. Un'impressione rafforzata dalle schermaglie sugli scenari post elettorali: l'ambiguità tattica nei confronti del PD convive con le aperture ai socialisti di Boselli. E osservando la battaglia per una nuova sinistra si legge in filigrana un appello alla sopravvivenza della sinistra tout court. “E' un rischio drammatico che esiste, la sinistra rischia di essere messa fuori gioco”. Il vero, grande tema della campagna di Fausto Bertinotti.