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Ri-parte il mediatour di Bertinotti

Ri-parte il mediatour di Bertinotti

di NICOLA GENGA CLAUDIA COSTIGLIOLA (03 04 2008)

Dopo una settimana di scarsa presenza televisiva, contraddistinta anche dal sit-in contro un'informazione che Bertinotti continua a definire “poco democratica” e “maliziosa”, nel periodo 17-30 marzo il candidato premier de La Sinistra l'Arcobaleno è tornato a fare capolino in tv, in Rai (Ballarò, Porta a Porta e Anno Zero) e su La7 (Omnibus).

 

In effetti, al pari di quanto accade sulle testate giornalistiche, che, ad eccezione di Liberazione, il Manifesto e Il Riformista, lo posizionano per lo più nelle pagine interne, riservandogli tagli medi e bassi, Bertinotti trova poco spazio anche nei tg serali, accusati dal leader di SA di dedicare alle forze minori solo un quinto dello tempo concesso ai candidati del “duopolio”.

Di contro, non si riduce l'attivismo negli eventi pubblici. In particolare, il 25 marzo è partito il “Tour Elettorale di Parte”, a bordo di un bus sul quale campeggia lo slogan “Vogliamo parlare al conducente e a tutti i lavoratori”.

Oltre alla par condicio, al voto utile e al soggetto politico, i macrotemi di sfondo, gli argomenti affrontati nelle ultime due settimane di marzo sono stati prevalentemente quelli imposti dall'agenda dei media: questione abitativa, pensioni e salari e caso Alitalia. Su quest'ultima issue Bertinotti, spendendo parole in difesa dell'italianità della compagnia, ha assunto una posizione più vicina a quella di Berlusconi che a quella di Veltroni. Ed è stata sottolineata, ancora una volta, le differenza tra il PD, definito un “partito contenitore”, e la SA , che si appresterebbe a diventare “il nuovo soggetto unitario della sinistra”. Quasi a conferma di questa intenzione, anche sul web si notano cambiamenti rispetto all'inizio della campagna elettorale: il sito-blog della SA lavora ormai a pieno regime ed è arricchito da Berti-net, il link che permette di inviare video-domande al candidato premier.

Infine, si può evidenziare come Bertinotti non si muova più soltanto nei campi semantici del conflitto o in quello medico-fisiologico (usato soprattutto in relazione alla precarietà, tema tradizionalmente caro al candidato premier), ma anche in quello della palingenesi (con ricorrenti riferimenti al nuovo, al futuro, alla rinascita) e quello sportivo. Ha infatti di recente affermato che il voto utile condurrebbe i cittadini “dalla cabina elettorale al campo di calcio”, costringendoli a tifare per una squadra che non è la propria.