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Viaggio a nord-est: l’agenda senza Tv di Walter Veltroni

Viaggio a nord-est: l’agenda senza Tv di Walter Veltroni

di LORENA DE LUCA E ELENA GUERRA (26 03 2008)

Siamo ormai entrati nella seconda settimana di campagna elettorale e a dispetto della scarsa presenza televisiva prosegue il viaggio di Walter Veltroni nelle province italiane; meno 49 al traguardo. Prossime tappe: Pavia, Piacenza, Cuneo, Savona e Sanremo. Un grande numero di potenziali elettori o semplici curiosi affolla le piazze del non più inespugnabile Nord. Sarà davvero caduto il muro, come sostiene il leader del Pd?

 

E’ ovviamente un fatto tutto da verificare ma certo è che l’ultima settimana elettorale si è incentrata sul dialogo con il mondo imprenditoriale; temi tradizionalmente ostili alla sinistra italiana sembrano invece aver trovato ospitalità all’interno del programma del Pd, il nuovo partito del centro sinistra italiano, proprio come ama definirlo Veltroni.

 

Dopo l’incontro del 6 Marzo a Roma con la Confartigianato è stata la volta della Confcommercio, con l’intervento al Forum tenutosi a Cernobbio sabato 15. Sul piatto della bilancia i principali nodi dello stallo economico del paese e le riforme improrogabili da effettuare: revisione del sistema fiscale, taglio dei costi della politica e della pubblica amministrazione, semplificazione della burocrazia. L’obbiettivo è rilanciare il paese, promuovere lo sviluppo delle Piccole e medie imprese che sono il cuore pulsante dell’economia Italiana ed aprirsi ad una nuova cultura del rischio concepito come possibilità e non più come perdita. Agli scetticismi di chi non crede alla convivenza tra operai e imprenditori e parla di un possibile disorientamento dell’ elettorato di “sinistra” Veltroni risponde: Si può fare, perché il Pd non è il partito di una classe, di un’elite o di una minoranza, ma il partito dell’Italia e degli italiani, che punta sul patto tra i produttori. Viene più volte rimarcata la necessità della rottura col passato e l’assunzione di responsabilità di cui il PD si è fatto carico decidendo di correre da solo; perché soli vuol dire liberi dai compromessi, quei compromessi, spiega Veltroni, che hanno caratterizzato e paralizzato il quindicennio del bipolarismo italiano.

 

A quindici giorni dall’inizio della campagna, con all’attivo poche apparizioni televisive - Porta a Porta del 4 marzo – e sulla base dei discorsi nazionali già si intravede il file rouge di queste elezioni: il bisogno di cambiare il paese, per dare vita ad un’Italia nuova, dal carattere forte, deciso ed intraprendente, ma alla stesso tempo semplice e aperta alle sfide della modernità. Un’Italia non più paralizzata dallo scontro ideologico che ha caratterizzato gran parte del secondo Novecento e pronta ad accettare la sfida della nuova frontiera del cambiamento.