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Comunicazione, sport e formazione

Comunicazione, sport e formazione

di CLAUDIA POLO (21 06 2007)

Il caso del canottaggio

A febbraio 2007 è nato il Corso di Laurea specialistica in “Comunicazione e management per le imprese sportive” presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza di Roma. La finalità del Corso di Laurea è quella di contribuire alla formazione di operatori nell’ambito delle associazioni e delle imprese del settore sportivo, delle leghe, delle federazioni, degli organizzatori di eventi.

Per fare questo, la Facoltà ha avviato protocolli di intesa con alcuni enti e associazioni, al fine di consentire la partecipazione a stage mirati. In tale contesto formativo si inserisce lo stage che alcuni studenti stanno seguendo presso il Comitato Regionale Lazio della Federazione Italiana Canottaggio (FIC).

Lo sport e la scelte  della comunicazione

Lo scorso 16 giugno 2007, il Comitato Regionale Lazio della Federazione Italiana Canottaggio (FIC) e l’AGICC (Associazione Giornalisti Italiani di Canoa e Canottaggio) hanno organizzato a Sabaudia un convegno sulla comunicazione dello sport. Il tema è stato discusso da personalità del mondo sportivo, giornalisti e docenti universitari.

Molti gli argomenti affrontati, tra gli altri, il bisogno di trasmettere la passione sportiva (Nicetto, Presidente FIC); l’esigenza di avere comunicatori sportivi consapevoli, in grado di centrare i bisogni di un pubblico reale e potenziale (Morabito, Presidente AGICC), oltre che abili a narrare gli eventi dello sport (Russi, Università La Sapienza di Roma). Il comunicatore sportivo, come un novello Ulisse, ha bisogno di ripensarsi e viaggiare attraverso nuove scelte; di vivere la comunicazione, la formazione, il confronto (Lattanzi, Ufficio Stampa FIC). Quale luogo migliore dunque dell’area del Circeo come luogo di sperimentazione del cambiamento (Scifoni, Presidente Comitato Lazio FIC).

Università sport e canottaggio

Università e canottaggio. Quale può essere il legame tra questi due mondi? Il filo conduttore che sembra legare università e spot - in questo caso specifico il canottaggio - è da ricercare nella parola formazione e passione per la formazione. Lo sport remiero esprime infatti un orientamento comune al lavoro che l’Università svolge per le nuove generazioni.

Alla conferenza stampa per la presentazione del convegno “Comunicare lo sport” e dei Campionato nazionali di canottaggio si è sottolineata la sfida per un nuovo canottaggio, con un campionato nazionale che prelude alle olimpiadi di Pechino. Bene, anche il mondo universitario sta vivendo una sfida, sta cambiando. Proprio in questi giorni tutte le università stanno svolgendo un lavoro di elaborazione per accompagnare il cambiamento degli ordinamenti didattici previsto da un nuovo decreto ministeriale.

Il decreto prevede un adeguamento delle università entro il 2010. L’adeguamento si deve in particolare a un processo – un dibattito con esperti a confronto -, chiamato processo di Bologna. Proprio a Bologna si è discussa l’importanza della trasformazione in senso europeo e internazionale della università italiana. Punto di contatto con quanto è stato espresso alla conferenza stampa per i campionati nazionali di canottaggio, è l’attenzione della comunicazione a livello europeo e internazionale. Ecco anche l’università italiana sta seguendo questo percorso, che è un percorso obbligato ma fondamentale per i giovani che intraprendono la loro formazione in ogni campo.

Il processo di Bologna, cui si è accennato prima, mette in luce la centralità dello studente, protagonista della propria formazione all’interno di un contesto sociale e culturale, oltre che formativo, ampio. In questo senso gli stage presso la Federcanottaggio sono una esperienza costruttiva per gli studenti della Facoltà di Scienze della comunicazione: qui gli studenti stanno portando in campo le competenze acquisite durante la formazione universitaria, grazie ad un accompagnamento concertato tra università e associazione stessa. Emerge quindi una focalizzazione sull’insegnare ad imparare, che è poi una delle chiavi di lettura della formazione in senso moderno.

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La passione e la  formazione

Il convegno di Sabaudia ha ospitato anche la testimonianza di Francesco Gambella, guinness dei primati per il kayak estremo. Racconta la sua sfida per portare ad estreme conseguenze appunto lo sport della canoa, una sfida che nasce dalla sua esperienza di istruttore e formatore: ero ad Ostia e un giovane allievo mi chiede quanto è lontana la Sardegna. Mentre spiegavo a lui la distanza e quanto sarebbe stato complesso raggiungere in canoa le coste sarde, mi sono reso conto – avevo 20 anni circa – che avrei voluto mettermi in mare per raggiungerle con il kayak, era una sfida; già iniziavo a chiedermi tecnicamente come avrei potuto fare.

Gambella ha al suo attivo imprese in Kenya, Tanzania, ed è attualmente impegnato in un giro d’Italia per raccogliere fondi per AMREF (ong sanitaria africana). Gambella ha infatti messo a disposizione di AMREF e di Emergency il proprio talento e la propria passione.

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Riferimenti

Per seguire il lavoro di Gambella per Amref ed Emergency vedi i siti:

www.francescogambella.com

www.amref.it