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La qualità televisiva passa per la libertà di informazione

La qualità televisiva passa per la libertà di informazione

di MARA MONACHINO (09 11 2004)

Le considerazioni del Presidente di Articolo21 per una società “comunicativamente” più democratica

Non può esserci qualità televisiva senza libertà di informazione”. E’ questo in estrema sintesi il messaggio forte emerso dall’intervento di Federico Orlando, presidente nazionale di Articolo21 e condirettore del quotidiano Europa.

Articolo21 è un’associazione che porta avanti una battaglia per la libertà di espressione e per il pluralismo, due assi portanti della democrazia di un Paese, troppo spesso osteggiati se non addirittura negati in questo periodo storico assai delicato in cui - come afferma Orlando - “sembrerebbe che una parte della cultura laica si stia legando ad una sorta di fondamentalismo conservatore”. Di fronte a tutto questo Articolo21 ha raccolto il grido proveniente da più parti per un’informazione qualificata e pluralista perché “il diritto di scelta del cittadino - aggiunge Orlando - indipendentemente dalla destra e dalla sinistra non può essere negato”.
Articolo21 vuole essere presente in tutte le sedi nazionali ed europee per rivendicare una informazione libera e di qualità e si attiva per una politica coordinata con altri Paesi “perché - sostiene Orlando - non ha senso costituire una Comunità Europea che firma per un mercato antitrust ma nella quale permane una evidente condizione di illegalità: ci promettono la libertà con la molteplicità dei canali ma non con la molteplicità di chi li controlla.” E continua “Ci viene riproposto il solito e vecchio inganno del bastone e la carota: il governo usa il bastone della censura e la carota della moltiplicazione dei canali. Nessuno però ci dice che i proprietari dei canali sono sempre gli stessi e che mentre si salva Rete4 si oscura Disco Volante, una telestrett dei disabili di Senigallia.”
Potranno mai avere spazio in Tv quelle culture cosiddette alternative o di nicchia in grado di rompere la normalità di una Tv prevalentemente “spazzatura” ? Altri Paesi come Inghilterra, Francia e Spagna hanno posto o stanno ponendo il problema della Tv spazzatura al centro del dibattito sulla qualità televisiva. In Italia c’è un impedimento strutturale per cui qualità della Tv significa qualità della democrazia.
Come affrontare allora la questione della qualità? “Non ci si può limitare a demonizzare i reality show - afferma Orlando - Né si può andare alla ricerca della qualità in assoluto, tanto meno se stabilita da uno stato etico che si assume l’incarico di dettare un codice di qualità universalmente valido. Non chiediamo nemmeno che si ritorni agli anni Settanta della lirica in prima serata. La qualità non va rapportata al genere: ogni genere è di qualità se ha qualità. La proposta che facciamo al mondo della politica è di puntare a recuperare la maggiore qualità possibile in tutti i generi. E questo necessita di riassumere e di rilanciare la produzione industriale interna in tutti i campi, dalla radiofonia ai grandi show, e di assicurare una reale libertà di espressione. Perché la qualità la fanno le persone se le persone sono libere. Non c’è professionista libero che trasformi il microfono di un TG in un altoparlante di un partito politico. La libertà invece è snobbata da un governo che apre vere e proprie cacce all’uomo e opera censure, alla ricerca di una telecrazia che non ha niente a che vedere con la vera democrazia ma che anzi la soffoca.” 
 
 
 

Riferimenti

Dal sito di Articolo 21 l'intervento di   Federico Orlando in Mp3

Il quotidiano Europa on line

Il testo integrale  dell'art. 21 nella costituzione italiana