Il profilo di RaiUtile tra domanda e offerta: un primo bilancio
Il profilo di RaiUtile tra domanda e offerta: un primo bilancio
Un approfondimento sul pubblico giovanile
Dopo una prima fase che potremmo definire "di sperimentazione" della tv digitale terrestre, emerge la necessità di tracciare qualche bilancio. Il DTT in Italia è partito con l'obiettivo di esprimere un rinnovamento dell'offerta televisiva mediante una sperimentazione di nuovi formati e di servizi interattivi.
Per un emittente come RaiUtile, che si è orientata verso lo sviluppo di servizi di pubblica utilità proponendosi come un " trait d'union tra P.A. e cittadino", l'obiettivo a breve termine - dopo questo primo esordio - è quello di disporre di dati empirici che siano in grado di restituire una mappa degli elementi di valorizzazione del canale e delle eventuali criticità, al fine di inaugurare nuove strategie di coinvolgimento e di fidelizzazione dei telespettatori.
L'argomento di questa indagine esplorativa è dunque la percezione di RaiUtile da parte del pubblico. La quasi totale assenza di dati statistici sugli ascolti e sulle caratteristiche sociodemografiche dei telespettatori, determinata anche dalla relativa giovinezza della tecnologia del digitale terrestre, ha sollecitato l'impiego di tecniche di ricerca che fossero in grado di fornire elementi sufficienti a costruire una prima cornice di riferimento dell'impatto dell'emittente sulla sua platea.
I "focus" dell'indagine:
1.Alla ricerca del pubblico: obiettivo puntato sui giovani
2.Il metodo di ricerca: l'integrazione di più strumenti
3. I risultati delle interviste ai testimoni qualificati
4. Un giudizio tecnico
5.Il focus group. Parlando di RaiUtile
6. Dopo la visione RaiUtile è....
1. Alla ricerca del pubblico: obiettivo puntato sui giovani
Parlare di "pubblico del digitale terrestre" nella realtà italiana presuppone l'esistenza di un'entità piuttosto complessa e segmentata, oltre che sfuggente. Così, anche all'interno dell'universo dei telespettatori di RaiUtile, è possibile - anzi quasi indispensabile - distinguere alcune tipologie, che potrebbero individuare stili di fruizione completamente diversi:
Tuttavia, a prescindere da queste categorie, che potremmo considerare trasversali rispetto al campione di soggetti coinvolti nell'indagine, il pubblico di RaiUtile è stato individuato - almeno per questa prima indagine - all'interno di due gruppi: i testimoni qualificati e i giovani studiosi del mondo della comunicazione e della televisione generalista. In seconda battuta, nell'ambito di entrambe le realtà, si è scelto di attribuire maggiore rilevanza al target giovanile.
La scelta è stata giustificata da alcune riflessioni sui comportamenti comunicativi dei giovani. Questi ultimi sono in grado di offrirci - più di altri target - un giudizio fresco e "spregiudicato" sulle nuove tecnologie perché sono i primi testimoni di un rapporto rinnovato con il mezzo televisivo generalista, divenuto parte integrante di una ricca filiera di altre opportunità tecnologiche - in un'ottica a tutti gli effetti - sistemica. Negli Stati Uniti, un white paper di Nielsen Media Research ha dimostrato che negli ultimi 12 anni il consumo televisivo dei giovani maschi fra i 18 e i 34 anni (32,7 milioni di persone che diventeranno 33,9 tra dieci anni) è costantemente calato: era il 32% nel 1991 e si aggira intorno al 28% nel 2003. Al contempo, i giovani si mostrano come primi pionieri e sperimentatori delle nuove tecnologie comunicative, nei confronti delle quali si pongono come early adopters.
2.Il metodo di ricerca: l'integrazione di più strumenti
La realizzazione pratica degli obiettivi di ricerca ha motivato la scelta dell' integrazione metodologica (l'uso di più tecniche di ricerca), orientata in particolare sul versante qualitativo.
Le tecniche di indagine qualitative, per la loro relativa flessibilità, sono state ritenute le più adatte a realizzare una prima indagine esplorativa su un argomento quasi totalmente nuovo, con l'obiettivo di andare in profondità, oltre l'impressionismo, tentando di individuare motivazioni e stili di fruizione propri di specifici target. A tal fine sono state realizzate 15 interviste a testimoni qualificati ed è stato condotta una osservazione su un gruppo di soggetti cui è seguita una discussione in forma di focus group.
L'età dei soggetti coinvolti, tra interviste e focus group, oscilla tra i 23 e i 65 anni, con una prevalenza di soggetti che vanno dai 26 ai 50 anni.
Le tecniche di ricerca
Le interviste a testimoni qualificati (o privilegiati), si rivolgono tradizionalmente a coloro che per il ruolo che ricoprono dovrebbero possedere informazioni importanti sull'oggetto di ricerca perché portatrici di conoscenze particolari, idee originali o perché rispecchiano opinioni e caratteristiche del gruppo cui appartengono. Queste interviste, semi-strutturate, sono state rivolte a persone considerate una fonte di informazione importante sul tema "RaiUtile".
In qualità di testimoni sono stati intervistati 15 soggetti, a loro volta individuati all'interno di tre diverse tipologie: i telespettatori del canale, gli esperti nelle diverse aree tematiche in cui è strutturato il palinsesto del canale, i giovani esperti di nuove tecnologie.
Nelle interviste la percezione di Raiutile è stata concettualizzata individuando una serie di indicatori che potevano sintetizzare il rapporto del telespettatore con l'emittente:
Le altre variabili considerate sono state:
L'altro strumento che si è scelto di impiegare per la ricerca è il focus group. Si tratta di una tecnica di indagine qualitativa che prevede l'attivazione di una discussione all'interno di un gruppo di persone, alla presenza di un moderatore. Durante il focus group il moderatore lancia un tema e, attraverso la presentazione di alcuni stimoli, cerca di orientare la discussione sull'argomento, cercando di far emergere le diverse posizioni, stimolando la collaborazione e il confronto.
Nel corso dell'indagine è stato realizzato un focus group con 7 soggetti alla presenza di 2 osservatori e di un moderatore.
Di seguito presentiamo i risultati delle analisi condotte, che abbiamo scelto di articolare in tre blocchi: le risposte fornite dai primi due gruppi di testimoni qualificati (i telespettatori e gli "opinion leaders"), quelle fornite dai testimoni che hanno risposto in qualità di esperti di tv digitale e infine le elaborazioni derivanti dall'osservazione e dal focus group realizzato con i ragazzi.
3. I risultati delle interviste ai testimoni qualificati
3.1.La strutturazione del palinsesto e la qualità dei programmi
In merito alla strutturazione quotidiana del palinsesto, è stato chiesto ai soggetti di fornire una valutazione circa l'efficacia di proporre quattro ore consecutive di programmazione tematica.
La maggior parte degli intervistati è stata concorde nel ritenere adeguata la durata oraria del programma: è l'ideale. Tempi troppo prolungati potrebbero distogliere l'attenzione. [...] . E' stata inoltre valutata positivamente la scelta di riproporre i contenuti a rotazione durante la giornata.
Gli intervistati hanno mostrato apprezzamento per lo stile di proporre informazione "in pillole": non è dispersivo, è interessante, utile, fornisce tante informazioni in poco tempo.
Alcuni gradirebbero che la diretta si protraesse al pomeriggio, perché questo consentirebbe una partecipazione più attiva anche a quanti non hanno la possibilità di sintonizzarsi nella prima parte della giornata.
Le altre valutazioni degli intervistati hanno riguardato la qualità e lo stile di trattazione degli argomenti: g li argomenti trattati sono interessanti per il mondo di oggi e utili per tutti i ceti sociali. Pensiamo che deve raggiungere anche la casalinga. Il giudizio positivo sui contenuti si è esteso, in molti casi, al lavoro della redazione, apprezzata soprattutto per la scelta degli ospiti: vengono coinvolte persone ben qualificate.
3.2.I pubblici di RaiUtile: un universo variegato
Gli intervistati hanno offerto un giudizio su quello che immaginano possa essere l'identikit del telespettatore di RaiUtile.
Se è vero che il pubblico "forte" di RaiUtile viene identificato nella platea adulta, persone tra 50-60 anni, o comunque persone sopra i 30-40 anni, molti non escludono che l'emittente possa rivolgersi ad un target ampio, trasversale, che spazia dai liceali agli ottantenni, escludendo soltanto i bambini e i preadolescenti. Nonostante questa sua trasversalità, però, RaiUtile non si preoccupa di strizzare l'occhio al grosso pubblico e ciò viene riconosciuto come un pregio.
Una discriminante viene senza dubbio rappresentata - nella percezione degli intervistati - dal livello d'istruzione. I potenziali telespettatori di RaiUtile sono soggetti alfabetizzati: un target elevato, che usa il ricevitore non [solo] come mezzo di intrattenimento, ma anche di informazione .
Gli argomenti trattati da RaiUtile vengono considerati impegnativi . Non a caso i telespettatori intervistati si distinguono per un rapporto con la tv generalista orientato specificamente alla fruizione di film, all'informazione, ai documentari, alle trasmissioni culturali, allo sport.
3.3. Mi piace RaiUtile perché...
Numerosi sono stati gli apprezzamenti positivi rivolti all'emittente. RaiUtile viene riconosciuta a tutti gli effetti come una rete innovativa, un servizio utile, come un "canale dai toni garbati" che in un'epoca di ignoranza è "un'isola felice", una rete che farebbe del bene al popolo italiano che non legge.
La sua peculiarità risiede nel modo di proporre le informazioni. Lo stile comunicativo dell'emittente viene apprezzato perché offre un tavolo di confronto significativo, è veramente "utile" perché dà la possibilità di sentire tante voci, [anche quelle] di persone meno note.
Dal punto di vista formale, gli intervistati hanno apprezzato le scenografie, giudicate molto belle, simpatiche e anche le conduttrici, giovani e spigliate, che rappresentano un tentativo di svecchiamento della tv. [...] Sono brave, sanno mantenere il ritmo .
3.4. Un'emittente in progress
Da una prima elaborazione delle interviste, si deduce che il canale sconta il fatto di essere ancora in progress.
Le critiche principali riguardano:
Tra le osservazioni più ricorrenti, figura dunque - in prima battuta - una richiesta di miglioramento nel "confezionamento" delle notizie e nel loro approfondimento. Gli intervistati propongono che si realizzino servizi o che si possano visualizzare immagini in grado di accompagnare gli argomenti proposti dagli ospiti: c i sono pochi filmati, troppo parlato. La tv è fatta di immagini. Un intervistato suggerisce di intervallare le opinioni degli ospiti con servizi, magari recuperati da trasmissioni [della tv generalista] che si occupano di quell'argomento. In questo senso viene suggerito di creare un contatto più stretto con la tv analogica (soprattutto con RaiTre), cercando anche spazi ed occasioni per pubblicizzare la programmazione.
Qualche critica arriva anche sulla "densità" delle informazioni proposte e sul taglio scelto per proporle: sapendo qual è il pubblico medio, lascia poco tempo per memorizzare. Il pubblico televisivo guarda la tv mentre fa altre cose. Dovrebbe dedicare più tempo a ciascuna informazione. Per esempio, nel caso della cultura dovrebbe spiegare le cose partendo dal generale verso il particolare e non nel dettaglio.
L'offerta della PA, pur giudicata positivamente per i suoi sforzi di avvicinamento al cittadino, ha un sapore di istituzione, nasce viziata. E' dalla parte del cittadino come formazione, ma enfatizza l'offerta di pubblica amministrazione . Nonostante queste critiche, vengono giudicati molto utili gli aggiornamenti sulla PA [...] le news del CNIPA, soprattutto per il target degli imprenditori. Tra le sezioni più apprezzate troviamo Servizi e Italia Utile, che propone notizie spot molto interessanti, mentre più carenti risultano la sezione relativa al Lavoro (in particolare il Centro per l'Impiego della Provincia di Roma).
Il secondo problema riguarda la collocazione oraria dei programmi. La scelta di concentrare tutto al mattino potrebbe far sì che le informazioni che vengono fornite non interessino a quel pubblico: la mostra su paesaggi e piante potrebbe non interessare a bambini e casalinghe che in quel momento sono davanti alla tv.
Un terzo aspetto che il canale potrebbe migliorare riguarda la promozione e pubblicizzazione dei programmi. Per ora le informazioni sui programmi di RaiUtile vengono veicolate soltanto attraverso il passaparola tra amici e colleghi, ma questo rischia di creare un'esclusiva . Gli intervistati suggeriscono di trovare altre strade per pubblicizzare i programmi di RaiUtile (per esempio i canali della tv generalista, che hanno un'audience decisamente più vasta). In tal modo si potrebbero intercettare pubblici diversificati a seconda del tema trattato.
3.5.Vorrei che RaiUtile parlasse di...
Gli intervistati hanno manifestato l'esigenza di dedicare più spazio ad alcune tematiche, a volte completamente assenti, altre volte trattate soltanto trasversalmente o in una maniera ritenuta non sufficientemente approfondita.
Le tematiche di cui si richiederebbe una presenza più significativa all'interno della programmazione di RaiUtile sono:
I quattro giovani che sono stati interpellati in qualità di esperti di nuove tecnologie e in particolare di tv digitale interattiva, hanno offerto un punto di vista documentato e per questo particolarmente prezioso, soprattutto in relazione agli aspetti tecnici.
Gli intervistati hanno dimostrato di possedere un'idea abbastanza precisa delle caratteristiche della tv digitale terrestre e del T-government. Al concetto di DTT è stato associato il miglioramento della qualità video, un leggero ampliamento dei canali rispetto alla analogica e alcune applicazioni interattive, disponibili grazie all'utilizzo della piattaforma MHP, lo standard aperto supportato dai decoder digitali terrestri.
4.1.RaiUtile e il T-government
La definizione di T-government fornita dai ragazzi più "esperti" fa riferimento a strumenti che avvicinano il cittadino all'attività governativa, ai servizi di utilità .
Estendendo il discorso a RaiUtile, i ragazzi hanno manifestato l'impressione che ci si trovi all'inizio di un progetto; ci sono cose per occupare spazio ma non ancora sviluppate . Bisognerebbe sperimentare e studiare, avere chiaro il target di riferimento. Se il loro obiettivo è dare gli strumenti anche agli anziani ci siamo, ma se è un servizio per più target si devono differenziare le cose per vari livelli .
Il T-government, [infatti], può essere compreso e utile solo se riescono a soddisfare le esigenze vere del cittadino. Si dovrebbe partire [...] da ricerche sul campo in grado di individuare le particolari esigenze della cittadinanza, senza andare a cercare soluzioni di impatto che non siano in sintonia con le vere problematiche di interazione tra P.A., amministratori e cittadini.
4.2 Il progetto
RaiUtile è stata definita un bel progetto, che risponde precisamente all'idea di servizio pubblico. Potrebbe essere un ottimo canale per le associazioni di consumatori, dal momento che i contenuti hanno come obiettivo l'utilità del cittadino. E' una buona possibilità per il servizio pubblico di continuare a soddisfare la domanda latente di servizi di televisione dell'accesso.
4.3.L'interattività
Secondo un intervistato, il problema dell'interattività è legato ai limiti della piattaforma MHP. Questa piattaforma ha come canale di ritorno soltanto il modem. La "scatola" ti fa vedere tutte le informazioni, ma se vuoi interagire e mandare un'opinione o interagisci con il telefonino (che si paga!) oppure con il tasto giallo (partecipa), ma devi comunque pagare.
Secondo questo giovane intervistato, l'interattività di RaiUtile prevede almeno tre livelli, sintetizzabili in questo modo:
In merito alle applicazioni interattive di RaiUtile si registra un giudizio ambivalente: i contenuti interattivi vengono giudicati m olto corposi e troppo abbondanti , ma al contempo restano ad un livello di implementazione piuttosto basso. Al momento si rilevano soprattutto applicazioni di testo.
RaiUtile viene raffrontata "per analogia" con Internet, confronto da cui il canale non sempre esce vincente. L'emittente viene considerata uno spazio aggiuntivo di informazione su certi argomenti, ma rispetto ad Internet, vince Internet. L'interattività è solo di scorrimento. Inoltre Internet viene ritenuto più completo.
Rispetto al Televideo, invece, RaiUtile viene maggiormente apprezzata dal punto di vista della funzionalità. Se devo cercare notizie come se lo facessi al Televideo, allora preferisco iniziare da Raiutile, che ha una selezione rispetto al Televideo. Se devo approfondire un argomento, lo cerco su Internet, ma una persona che non è pratica di Internet può ottenere informazioni che non può ottenere da altri mezzi.
4.4.La formazione
Quest'area di RaiUtile, a giudizio degli intervistati, è ancora troppo embrionale, ci si deve lavorare, si vede il nucleo. Si riconosce il fatto che questi limiti possano dipendere dalle caratteristiche tecniche della piattaforma MHP.
4.5.La programmazione
La programmazione viene definita sistematica, ridondante, statica. Ma il giudizio non è totalmente negativo: l 'utilizzo degli "esperti"di ogni settore invitati a dire la loro sugli argomenti trattati fornisce un buon livello di professionalità alla programmazione in studio . A volte però è la conduzione che risulta poco professionale.
4.6. Il target: i consumatori "attenti"
Il target di RaiUtile viene "tecnicamente" definito come un pubblico che si avvicina al classico pubblico Rai, ma nella parte più giovane (dai 40-45 anni in poi) o anche al pubblico di Rai3, attento ai consumi culturali. In questo senso, RaiUtile si differenzia notevolmente da RaiFutura, che è stata impostata con uno "stile MTV".
RaiUtile potrebbe essere la tv ideale per la categoria dei cosiddetti "consumatori attenti", le casalinghe più giovani e più dinamiche sono in grado di usare l'applicazione.
4.7.Grafica e navigazione: attenzione ai colori
La grafica dell'interfaccia presenta qualche problema, mentre la navigazione risulta abbastanza agile, fatta eccezione per alcune sezioni. In ogni caso, l'interfaccia è organizzata seguendo tutte le possibilità di navigazione messe a disposizione della pulsantiera del telecomando (frecce direzionali + tasto OK, tasti colorati e pulsantiera alfanumerica).
Risulta non particolarmente gradito il contrasto di colori, cioè che ad esempio dall' "home page" rossa si passi repentinamente ad un altro tono. Dal momento che il progetto è unico, dovrebbe essere mantenuto lo stesso colore di base in ogni pagina. Inoltre i numeri (nel menu principale) sono molto grandi rispetto al testo e [questo] graficamente stona.
La sezione "Formazione" presenta una navigazione non intuitiva, è difficile accedere ai contenuti. Inoltre si possono verificare veri e propri problemi tecnici: se si sbaglia a scrivere il codice, non si riesce poi a cancellare.
4.8.I suggerimenti…degli esperti
Gli intervistati suggeriscono di:
5.Il focus group. Parlando di RaiUtile
Il segmento di ricerca in cui è stata impiegata la tecnica del focus group ha rappresentato un ulteriore approfondimento delle suggestioni emerse dalle interviste. Questa seconda fase della ricerca ha previsto diversi momenti: una prima discussione informale sull'argomento (estesa al discorso sul DTT e sul T-government nonché alle aspettative maturate nei confronti di RaiUtile), trenta minuti di visione delle trasmissioni di RaiUtile, una breve sperimentazione della navigazione all'interno dell'offerta interattiva e infine il focus group vero e proprio.
E' opportuno sottolineare che i ragazzi che hanno preso parte al focus group non sono fruitori abituali dei contenuti della tv digitale terrestre.
5.1. I giovani e il digitale terrestre
I ragazzi intervenuti al focus group hanno dimostrato di avere un'idea abbastanza chiara di cosa sia la tv digitale terrestre e di quali siano le sue principali caratteristiche. Queste ultime sono state descritte soprattutto in relazione alle differenze con la tv generalista: è la televisione interattiva, l'utente ha la possibilità di agire direttamente da casa ; a differenza della tv generalista in quella digitale c'è bisogno di un decoder; a differenza della tv satellitare, invece, non c'è bisogno dell'antenna. E' possibile ricevere il segnale senza parabola ma attraverso un box interattivo ed è possibile vedere diversi canali gratuiti e poi, grazie alle tessere ricaricabili come "Mediaset Premium" e "La 7" si possono vedere canali a pagamento, lo sport oppure dei film .
Alcuni ragazzi hanno anche dimostrato una particolare competenza nel sottolineare gli aspetti tecnici della televisione digitale terrestre: il segnale non è analogico, è digitale. Utilizza le stesse frequenze terrestri, non c'è bisogno della parabola ma si può usare la normale antenna della tv analogica. L'implementazione riguarda il fatto che l'interattività è resa possibile dal ricevitore del segnale digitale, quindi dalla compressione di tutti i dati: è per questo che si moltiplicano i canali. Il sistema digitale è strutturato a finestre, riguarda molto l'interattività della ricerca ipertestuale su internet.
Riguardo al T-government le idee sono un po' meno chiare: un ragazzo afferma di aver sentito dire che il DTT può offrire la possibilità di evitare parecchie pratiche, file burocratiche .
Alla domanda relativa al pubblico della DTT sono state rilevate differenze sostanziali rispetto al telespettatore tradizionale, quello della tv generalista: da passivo diventa attivo. L'utente interagisce con lo schermo, al programma si può partecipare direttamente utilizzando il telecomando . D'altra parte, questo passaggio da telespettatore "passivo" a telespettatore "attivo" non è esente da criticità: c'è un atteggiamento passivo da parte delle persone che comunque nel momento in cui devono agire rispetto alla modalità televisiva, è come se scattassero dei meccanismi di inibizione e di blocco è per questo che l'utente non è portato ad andare avanti .
Dalle risposte dei ragazzi emerge chiara la necessità di pubblicizzare maggiormente la tecnologia del digitale terrestre e l'offerta ad esso relativa: mi pare che non sia abbastanza pubblicizzato, abbastanza diffuso, la gente non ne parla, non è una cosa che è entrata nella vita quotidiana, stenta un po' ad imporsi. E' per questo che sostituire nel 2006 la televisione analogica sarà un traguardo irraggiungibile . Peraltro, la percezione collettiva dell'offerta Mediaset supera nettamente quella della Rai, e sono gli intervistati stessi a riconoscere che Mediaset con "Premium" ha inaugurato la sua forma di fruizione a pagamento come anche "La7". Per quello che riguarda la Rai si percepisce molto meno.
Infine c'è il problema dei contenuti, che viene posto come una delle criticità più rilevanti: Il problema vero è il contenuto. Secondo me dovrebbero lavorare di più su questo. Quello che vediamo ora (a meno che non si comprano le carte per le partite e per i film) sono sempre le stesse cose della tv analogica. In realtà non c'è mota interattività, alcuni sondaggi richiedono l'sms a pagamento.
5.2.L'immagine di RaiUtile prima della fruizione: un servizio di pubblica utilità
Tra i ragazzi partecipanti al focus, la maggior parte non ha avuto esperienza diretta della fruizione di RaiUtile. Quasi tutti ne hanno sentito parlare, mentre una persona non sapeva della sua esistenza. Soltanto un paio di ragazzi hanno affermato di conoscerla, ma più "a livello di zapping", senza aver mai seguito per intero una trasmissione.
L'immagine che emerge dalle considerazioni dei ragazzi è quella di una televisione molto parlata , ma anche di una tv di servizio , in particolare servizio pubblico di informazione , i cui programmi di pubblica utilità [sono completamente] svincolati dalle logiche di mercato, di Auditel e di ascolto.
Nel descrivere l'immagine dell'emittente, i ragazzi - così come era avvenuto per quelli più esperti - la associano ad altre tecnologie, come ad esempio il Televideo: nel televideo tu pensi a quello ce ti serve poi digiti. Rai Utile è un tipo di canale da utilizzare in base alla necessità di ogni persona.
Il pubblico di RaiUtile si immagina come un target specifico: non è destinata a tutti . Un utente che decide di guardare un programma di lavoro o formazione non va a guardare RaiUtile ma Rai Doc . E' un pubblico adulto, con un buon livello di istruzione, lo stesso target di Rainews 24 alla ricerca di notizie utili e di contatti con la società e con la pubblica amministrazione.
Nella seconda fase i ragazzi hanno assistito alla visione del canale, fornendo successivamente una serie di impressioni basate sulla visione concreta.
5.3. Brevi osservazioni della sperimentazione sull'interattività
L'argomento della giornata era: Arte e Cultura . I partecipanti alla sperimentazione hanno avuto modo di assistere ai seguenti programmi:
Mediante la navigazione libera, i ragazzi hanno sperimentato la fruizione del portale tv Italia Utile, senza alcuna mediazione del moderatore.
Secondo i ragazzi coinvolti nella sperimentazione, l'interattività si ferma ad un livello troppo testuale . Si potrebbero sfruttare di più le potenzialità della tecnologia digitale, "linkando" da un canale all'altro, da un contributo ad un altro, creando una sorta di video on demand costruito attraverso diversi canali tematici . Per esempio, per quanto riguarda la formazione, si potrebbe prevedere la possibilità di scegliere tra una lezione sulla legge finanziaria e una lezione di sociologia.
Un altro "anello debole" dell'offerta interattiva riguarda i continui rimandi al sito Internet, che spesso impediscono una fruizione diretta - da schermo - delle informazioni e una immediata possibilità di feedback già dal televisore: ci vorrebbero dei numeri telefonici o un'email per implementare il servizio, oppure si potrebbe pensare ad un sistema di catalogazione delle offerte di lavoro in cui sia prevista la possibilità di inviare il proprio curriculum alla redazione, che potrebbe successivamente operare una selezione.
Viene tuttavia apprezzata la differenza con Internet: quella di RaiUtile è una ricerca più approfondita, che struttura e finalizza gli approfondimenti […]. Apprezzo che ci sia qualcun altro che cerca per me, e mi mette a disposizione i risultati.
6.Dopo la visione: RaiUtile è…..
6.1.La programmazione: più ritmo!
Il problema principale della programmazione sembra essere il ritmo : l'intervista risulta pesante, il botta risposta era lento e dopo un po' faceva perdere interesse dell'argomento .
La seconda questione ha a che vedere con il fatto che quando un telespettatore si sintonizza con il canale, non ha immediatamente la sensazione di cosa si stia parlando.
La trasmissione è stata giudicata quasi unanimemente un po' noiosa. Secondo un ragazzo ricorda la tv digitale terrestre americana, una tv tematica e ripetitiva, mi da l'idea di qualcosa di un po' banale non c'è sorpresa. Per molti lo slot di quattro ore su uno stesso argomento risulta troppo lungo e si giustifica soltanto se l'argomento in questione viene analizzato sotto vari aspetti e con modalità differenti.
6.2.La tv per la formazione
Per quanto riguarda la trasmissione sulla Formazione i commenti sono stati differenti: alcuni ne hanno apprezzato la valenza didascalica criticandone la forma, considerata priva di ritmo e poco coinvolgente; altri hanno sottolineato la coerenza di questa trasmissione con una lezione universitaria. Secondo qualcuno la lezione è l'unico formato che possa garantire la comprensione degli argomenti: in questo senso vengono giudicate molto utili le schermate che riassumono i punti chiave della spiegazione, con la funzione di slides, anche perché hanno il merito della sintesi.
Una denuncia emersa è stata la mancanza un target di riferimento ben preciso: a chi è rivolto il programma? Cosa si intende per ciclo di lezioni? Chi ne può usufruire, come e perchè? Non sono apparse sufficientemente chiare le finalità e la struttura della lezione.
La formazione dovrebbe essere ripensata a cominciare dall'orario di programmazione. La collocazione di mattina non funziona perché solitamente si è impegnati in altro, mentre una lezione di questo tipo, dopo cena potrebbe funzionare .
I ragazzi suggeriscono di utilizzare una formula diversa con più personaggi che parlino dello stesso argomento, e non un solo ospite, perché con un'ora di monologo di una singola persona si rischia che il grado di interesse si riduca a cinque minuti. Non necessariamente, infatti, una lezione universitaria deve essere strutturata come un monologo, anzi si potrebbe pensare alla presenza di studenti che facciano domande, come in un'aula. Inoltre si potrebbe sfruttare di più l'interattività, anche per evitare di riproporre una formula già ampiamente utilizzata da Rai Nettuno. Per fare questo il palinsesto dovrebbe permettere un riconoscimento più immediato degli argomenti e della strutturazione della lezione, magari con una finestra fissa in cui viene comunicato il palinsesto, l'argomento della giornata, la trasmissione in onda.
6.3.Una questione di stile
Lo stile della programmazione è stato l'oggetto di maggiore critiche, con particolare riferimento all'assenza di informazioni su ciò che stava andando in onda. La regia è apparsa troppo statica, la conduzione asettica, incoerente con l'argomento trattato e poco coinvolgente.
Lo studio dovrebbe essere migliorato: non sottolinea [sufficientemente] l'argomento di conversazione , è asettico , non ha alcun potere evocativo , basterebbe utilizzare un po' di computer graphic o anche dei pannelli colorati. Un'idea potrebbe essere quella di associare ogni argomento ad un colore.
Potrebbero essere aggiunti più contributi video e immagini, è una programmazione troppo parlata: più che tv si rischia di fare radio. Semmai, per rendere più vivace il dibattito, dovrebbe esserci la presenza del pubblico anche interessato al tema di cui si sta parlando.
6.4.Contenuti di "qualità"?
Con RaiUtile - secondo i soggetti interpellati - viene soddisfatta la funzione di servizio pubblico, ma anche in questo senso si potrebbero migliorare alcuni aspetti. E' stato notato, ad esempio, che non c'è la possibilità di denunciare i disservizi , qualche numero verde a cui chiamare.
Per quanto riguarda i contenuti, si potrebbero trattare argomenti più inerenti al sociale (maltrattamento animali, violenza) e altri temi più vicini al cittadino. Se è indubbio, poi, che i contenuti presentano spesso un alto livello di approfondimento, il loro livello è comunque medio-basso rispetto alle esigenze di chi è già informato su certi argomenti.
Commenti positivi sono stati rivolti al Tg Cultura e più in generale alle rubriche, apprezzate sia per i contenuti dei servizi che per la forma in cui sono stati presentati: considero i contenuti completi, chi è abituato alla ricerca di informazione trova tutti i contenuti a disposizione esaustivi, può sostituire uno sportello di'informazione.
6.5.Una tv da promuovere
Uno dei maggiori problemi attribuiti a RaiUtile riguarda la necessità di pubblicizzare maggiormente l'emittente. Le parole-chiave citate per evocare le caratteristiche di RaiUtile sono state: approfondimento, servizio, Pubblica Amministrazione, aggiornamento, condivisione.
Uno slogan potrebbe essere: una risposta alle tue domande (rimanda all'idea di ricerca).
Utilizzare il termine interattività, invece, potrebbe ostacolare chi non è avvezzo a utilizzare le nuove tecnologie.
6.6.Altre riflessioni sul target
Il target di riferimento del canale non è molto chiaro, almeno non lo è al gruppo partecipante al focus.
Molti pareri concordano sul fatto che si tratta di un pubblico medio- alto, conoscitore delle nuove tecnologie, interessato all'argomento di cui si sta trattando, impegnato nel sociale, un pubblico eclettico che si interessa di arte e - contemporaneamente- di pubblica amministrazione. Un pubblico molto interessato, che già sa molto dell'argomento.
Anche il pubblico anziano potrebbe essere considerato un target, soprattutto per l'associazione con il sociale, con i temi come l'emarginazione, la sanità. In particolare, gli utenti meno giovani, dal ritratto che ne fanno gli intervistati, potrebbero essere interessati anche alla cultura, al cinema, alla lettura.
Prime conclusioni
Una prima disamina dei dati raccolti evidenzia la necessità di un giudizio articolato su una realtà che appare ancora sfuggente e in cerca di un'identità più precisa. I giudizi forniti dai diversi target coinvolti evidenziano - sinteticamente - la presenza di alcune costanti.
RaiUtile si sta guadagnando sul campo l'etichetta di tv di servizio e soprattutto al servizio del cittadino, ruolo che sta dimostrando di assumere con uno stile garbato e competente, che la differenzia notevolmente dalle tv generaliste legate alla logica degli ascolti "a tutti i costi". Del resto questa differenza è legata alla natura stessa della tecnologia digitale.
D'altra parte, però, la vocazione trasversale dell'emittente, la costringe ad un parziale ripensamento delle modalità di presentazione e diffusione dei suoi contenuti e, soprattutto, della sua immagine pubblica. In questo senso RaiUtile viene chiamata ad adeguarsi ad uno stile comunicativo che sia in grado di accontentare più pubblici: uno stile che valorizzi maggiormente l'immagine e che sappia "cadenzare il ritmo", ma soprattutto che sfrutti più consapevolmente le possibilità interattive offerte dalla tecnologia.
In sintesi, dunque, RaiUtile dovrebbe lavorare per un duplice scopo: da un lato valorizzare l'aspetto più istituzionale, dall'altro distaccarsene per intercettare nuove dimensioni di interesse sociale.
In ogni caso questo giudizio dovrebbe essere ulteriormente sviluppato sulla base dei dati raccolti e discussi in questo report.