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Una torta sempre più appetitosa

Una torta sempre più appetitosa

di LUCIO D'AMELIA (30 01 2006)

Lo stato dell'industria della comunicazione in Italia

Giunto all’VIII edizione il rapporto dell’Istituto di Economia dei Media (IEM) della Fondazione Rosselli presenta un’analisi dettagliata delle “fette” principali che compongono la “torta” dell’industria della comunicazione in Italia.

Nelle precedenti edizioni l’Istituto aveva illustrato le trasformazioni del settore negli anni Novanta (VI Rapporto pubblicato nel 2002) e i nuovi scenari di mercato dopo la crisi all’inizio del Duemila (VII Rapporto pubblicato nel 2004): in entrambi i casi forniva una fotografia aggiornata del sistema della comunicazione dal punto di vista delle scomposizioni e riaggregazioni societarie e dei business emergenti, come ad es. la televisione digitale. La struttura dei rapporti era simile, con una divisione interna in due parti, dedicate rispettivamente ai mercati di riferimento e alle tendenze emergenti.

In quest’ultima edizione, la struttura è cambiata: mercati e tendenze sono trattati insieme in un’ottica di analisi settoriale; nella seconda parte l’analisi punta su approfondimenti  relativi alle prospettive di regolamentazione in funzione antitrust, alla gestione dei diritti digitali e alle possibili strategie competitive.

Vediamo allora gli ingredienti e la composizione della nostra torta: secondo l’IEM, è un sistema che, in primo luogo, vale circa 94 miliardi di euro riferiti alle seguenti componenti:

  • telecomunicazioni fisse e mobili (45%),
  • informatica (20%),
  • televisione (7%),
  • editoria dei quotidiani, dei periodici e dei libri (17%),
  • pubblicità below the line (9%), ossia fuori dei mezzi di comunicazione classici,
  • dividendosi il rimanente 7% i segmenti del cinema e dell’home video, della radio, della musica registrata, delle Directory (Pagine gialle, numeri utili, ecc.), dell’editoria elettronica off-line e della banda larga.

Siamo quindi molto al di sopra della stima di circa 26 miliardi, fatta da alcune fonti autorevoli, COME ad es. Il Sole 24 ore, al momento (maggio 2004) dell’approvazione della legge sul sistema integrato delle comunicazioni (SIC). Nel mondo della cosiddetta Legge Gasparri, infatti, si era teso principalmente a ridefinire il mercato pubblicitario e a consolidare le presenze oligopolistiche nei settori della televisione digitale e della stampa quotidiana e periodica, senza comprendere voci come le telecomunicazioni e l’informatica o l’editoria libraria.

la torta della comunicazione

Se si pensa alla dieta mediatica quotidiana, in particolare alla radio, alla televisione o a Internet, i dati economici e finanziari di settore non tornano con il numero di ascoltatori, spettatori o utenti per fascia oraria e per età. La radio e la televisione pesano poco come “business pubblicitario” rispetto al target coinvolto; la televisione si rifa abbondantemente, svolgendo la parte del leone nella destinazione dei fondi pubblicitari, rispetto non solo alla radio, ma anche ai quotidiani e ai periodici. Su Internet ritorniamo in conclusione dell’articolo.

Ascolti giornalieri radio (numero di persone in migliaia)
Fascia oraria 6:00-9:00 9:00-12:00 12:00-15:00 15:00-18:00 18:00-21:00 21:00-24:00
numero di persone
(in migliaia)
19.969
16.421
13.171
15.048
12.466
5.380


Ascolti giornalieri televisione (numero di persone in migliaia)
Fascia oraria 6:00-9:00 9:00-12:00 12:00-15:00 15:00-18:00 18:00-20:30 20:30-22:30 22:30-24:00
numero di persone
(in migliaia)
4.198
4.383
14.193
9.923
15.700
25.140
9.890

Fonte: VIII Rapporto IEM, p. 24

Per quanto riguarda le telecomunicazioni, il Rapporto IEM sottolinea dovutamente l’avvenuto sorpasso da parte di quelle mobili sulla rete fissa e questo fenomeno è in linea con l’esperienza quotidiana.

Nel ambito dell’informatica (IT) le spese in software e servizi rappresentano più del doppio di quelle per l’acquisto di hardware o dell’assistenza tecnica (13.280 milioni di euro a fronte di 6.040 milioni di euro).

I ricavi dei quotidiani da vendite sono aumentati tra il 2000 e il 2004 addirittura del 78% per il passaggio all’euro e l’aumento dei prezzi; quelli pubblicitari sono ancora lontani (-10%) dal livello 2004 e i bilanci sono migliorati soltanto grazie alla voce prima citata e alla vendita dei cosiddetti “collaterali” (un business da 654 milioni di euro sempre nel 2004).

Nel settore librario sono confermate le note dolenti sulle fasce di lettori (deboli, medi forti), che variano in misura contenuta nel corso degli ultimi anni; i non lettori, pari a 31. 723.000 unità (57,6% della popolazione sopra i 6 anni di età) sono addirittura aumentati tra 2003 e 2004. I lettori cosiddetti forti (12 o più libri in un anno) rappresentano il 12,3% della popolazione sopra i 6 anni di età.

Il mercato discografico non presenta un’immagine univoca per la mancanza di dati condivisi e inequivocabili: dalle varie fonti del settore l’IEM trae i segnali di una forte contrazione delle vendite, in calo costante (secondo “Musica & Dischi”) o tendenziale (secondo la Federazione Industria Musicale Italiana) nel quadriennio 2000-2004, dovuto alla diffusione del file-sharing e alle politiche di prezzo delle major musicali.

Concludiamo con lo scenario della rete Internet, in cui si conferma la tendenza in crescita della diffusione degli accessi su rete fissa, a banda larga o wireless, a fronte di ricavi pubblicitari o per servizi ancora  irrisori rispetto al target coinvolto. Per quanto concerne i contenuti, le prospettive dal 2004 in avanti segnalano il lancio della televisione via Ip sulle reti a banda larga, con la possibilità di videoregistrare e di ricorrere al video on-demand. Fuoriescono dalle linee generali del rapporto gli altri fenomeni emergenti del social software (blogsfera, wikipedia, ecc.) e del podcasting per la radio.


Riferimenti

Fondazione Rosselli

Istituto di Economia dei Media – Fondazione Rosselli, L’industria della comunicazione in Italia. VIII Rapporto. Scenari di policy e strategie competitive, Guerini e Associati, Milano 2005, pp. 360, € 28,50