La parola d’ordine nella musica elettronica è
fusione, manipolazione, contaminazione: meglio ancora se tutto ciò avviene considerando esperienze che provengono dai settori più disparati ed apparentemente incompatibili.
E cosa c’è di più diverso di due culture come quella svizzera e quella cilena? Niente, probabilmente: ed è proprio dall’incontro di questi due modi di pensare così opposti che nasce la musica di Luciano, ospite del Beat Park che anche quest'anno propone una programmazione con ospiti di livello mondiale, configurandosi come un vero e proprio festival di musica elettronica.
Basti pensare agli artisti che si sono alternati e che si alterneranno quest'anno sul palco della suggestiva cornice del Giardino delle Cascate dell'Eur a Roma: da Fat Boy Slim a Carl Cox, da Timo Maas a Claudio Coccoluto, da Miss Kittin a Steve Bug. Affidato alla sapiente direzione artistica di Giancarlino del Goa e di Manfredi Romano di Dissonanze Booking, con la partecipazione di DNF Booking, tutte realtà che hanno saputo unire i grandi numeri alla qualità e all'innovazione delle proposte, il Beat Park International Dance Festival si pone come un nuovo punto di riferimento per il consumo culturale della capitale, alternando dj set dei più prestigiosi dj al mondo con rassegne di videoarte, mostre e performance.
Ed è nell'ambito quindi di questa programmazione stellare che si è inserito Luciano, dj e producer nato nel 1978 nei pressi di St. Croix ma trasferitosi già nel 1988 a Santiago del Cile, per seguire le sue radici materne.
Influenzato dai ritmi latini, Luciano inizia a sperimentare l’accostamento di diversi stili, approdando alla
techno durante uno dei suoi viaggi in Europa proprio nel periodo in cui si affermava la
rave-culture e
l’acid sound. Insieme ad un altro di quelli che possono essere a buon diritto definiti gli iniziatori della scena elettronica sud-americana, l’amico e collega
Ricardo Villalobos, Luciano nel
1994 inizia ad organizzare eventi in Cile. Ma nel
2001, spinto dalla curiosità per l’acid e la rave-culture, decide di tornare in Europa per espandere le sue conoscenze sulla costruzione del suono elettronico: ed è così che il sound di Luciano inizia a farsi strada in diversi club in giro per il mondo, tanto che i suoi lavori escono su etichette come
Perlon, Lo-Fi Stereo, Bruchstuecke, Klang Elektronik, Transmat, Mental Groove e
Peacefrog, etichetta con la quale ha rilasciato il suo ultimo disco “
Blind Behavour".
Oltre all’esperienza di dj, iniziata nel 1993, Luciano si è cimentato anche nella produzione di musica elettronica: una scelta che è maturata abbastanza presto, dopo soli 4 anni.
Ed è proprio da qui che siamo partiti per la nostra intervista al giovanissimo producer e dj, come mai dopo solo 4 anni di esperienza come dj Luciano decide di mettersi a fare anche il producer?
“Sono sempre stato legato più ad un concetto di “fare” musica piuttosto che di “suonare” musica: prima che iniziassi a fare il dj, infatti, suonavo la chitarra in una cover band. E quando ho iniziato ad organizzare parties in Cile, suonando dischi ed occupandomi anche di tutto il resto, già sapevo che avrei anche cercato di produrre della musica, perché credo che le due cose non possano assolutamente essere scisse. Suonare e produrre musica sono due cose che vanno di pari passo.
Hai detto che il tuo primo approccio con la musica è stato con la chitarra, addirittura con la chitarra classica: un qualcosa che è tutt’altro che elettronico. Come mai, partendo da un’esperienza come questa, hai iniziato ad avvicinarti all’elettronica?
“La musica è sempre stata molto presente nella mia vita, ed ho sempre avuto a che fare con la musica: mio padre era un dj, e così tutto quello che assimilavo, tutto quello che sentivo dentro quand’ero bambino, ho cercato di riprodurlo quando sono diventato più grande. Fin da quand’ero piccolo mi sono sempre sentito vicinissimo alla musica, ed ho sempre pensato che la musica fosse un qualcosa che mi proteggeva: è per questo che ho cercato con tutte le mie forze di fare musica nella mia vita, ed è per questo che cerco sempre di andare avanti e di progredire nella conoscenza musicale.
Tu sei nato in Cile, ma ti sei trasferito molto presto in Svizzera. Due nazioni, queste, diversissime tra loro: diverse per cultura, musica, modo di vivere, modo di pensare. Pensi che nella tua musica si possano riscontrare sia tracce europee che sudamericane o credi che un’identità abbia preso il sopravvento sull’altra?
“Sono convinto che sia la cultura cilena che quella svizzera abbiano a che fare con la mia personalità e con il mio carattere: ma penso che il Sud America sia molto più presente nella musica che faccio oggi. Inoltre, se andiamo a confrontare la Svizzera con il Cile, vediamo che il Cile senza dubbio ha una cultura musicale molto più sviluppata di quella elvetica. In Svizzera ci sono solo poche band, non c’è una scena musicale così ricca. Senza dubbio il Cile occupa la parte preponderante nel mio cuore e nel mio carattere, ma la Svizzera è sicuramente più importante e più utile per il mio lavoro. E’ stato fondamentale per me andare in Svizzera, altrimenti non avrei mai realizzato tutto quello che avevo in mente: in Cile era veramente difficile, e lo è tuttora, cercare di iniziare a produrre musica cercare di fare produttivamente qualsiasi cosa che avesse a che fare con la musica. La Svizzera è stata vitale per andare fuori e presentare la mia musica per farla conoscere a più gente possibile.
Questa non è la prima volta che suoni in Italia, e noi avevamo già avuto occasione di ascoltare un tuo dj set al Goa. Quando pensi che tornerai di nuovo?
“Adoro l’Italia perché credo che sia molto vicina al Sud America, per alcuni aspetti: l’atmosfera qui è molto più calda e partecipata rispetto ai club del Nord Europa. E poi un ringraziamento particolare va all’organizzazione del Goa, perché credo che facciano davvero un ottimo lavoro. Mi piace molto il loro modo di lavorare, le loro produzioni e tutto quello che fanno: ho suonato due volte al Goa ed una volta durante il party che hanno organizzato per il Capodanno 2005, e sono molto soddisfatto perché riescono sempre ad organizzare dei grandi eventi. Ogni volta che vengo in Italia mi diverto tantissimo e quindi tornerò molto presto, anche se non so quando di preciso perché non ricordo le mie date a memoria. L'unica cosa sicura è che suonerò di nuovo qui in Italia, e quando suonerò, sarà di sicuro al Goa!"
Riferimenti
Beat Park
Officine Goa
Luciano