Ad una prima ricognizione dell’esistente, l’offerta attuale non risulta particolarmente ricca. Analizzando la programmazione nazionale, emerge che i 5 multiplex (2 Rai, uno Mediaset, uno Telecom Italia Media, uno DFREE) trasmettono complessivamente 19 canali, di cui alcuni sono la copia dell’offerta analogica, mentre altri sono già presenti nell’offerta satellitare in chiaro. I programmi realmente nuovi, nati per il digitale terrestre (ma trasmessi poi anche in chiaro via satellite) rappresentano una fetta minoritaria.
I contenuti nuovi e interattivi, a parte pochissime eccezioni, sono estremamente poveri: oltre ad alcune schede di approfondimento sulle elezioni europee (Rai), sono presenti schede relative ai programmi, alcuni giochi, la possibilità di televoto e pochi contenuti aggiuntivi. Anche i contenuti informativi risultano assai scarsi, se si esclude il caso di La 7 (con contenuti di Virgilio.it) e il Televideo trasmesso dalle reti Rai. Rispetto al Televideo tradizionale, l’unico elemento di maggior pregio, al momento, pare risiedere nel fatto che, contrariamente al Televideo, i servizi di utilità o i contenuti informativi aggiuntivi possono essere visualizzati contemporaneamente al programma, mediante suddivisione dello schermo in più aree. Problemi legati all’interfaccia e alla mancanza di feedback del sistema, infine, rendono l’interazione estremamente complessa, anche per utenti alfabetizzati alle tecnologie.
Se è vero che molte delle criticità rilevate (così come la povertà dell'offerta) dipendono dal fatto che ci troviamo in una fase embrionale di questa tecnologia, riteniamo che sia comunque urgente una riflessione più puntuale sui contenuti e sui pubblici coinvolti. [...]
Riferimenti
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