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Il "caso Gallup"

Il "caso Gallup"

di ALESSANDRO MASTROLUCA (24 05 2006)

Nel 1948 Nixon viene eletto presidente degli Usa. Ma i sondaggi lo davano perdente Ricostruzione del primo “scontro” tra media e scienze sociali

Gli Stati Uniti sono la patria del sondaggio elettorale e dell’exit-poll. La pratica del “voto di paglia”, nata come reazione popolare all’autoritaria presidenza Jackson, con le cosiddette steamboat elections, ha  permesso di sviluppare la democrazia e far crescere anche le vendite dei giornali.
 

Nel 1935 i sondaggi entrano nei quotidiani nazionale e influenzano le elezioni presidenziali. 13 anni dopo, nel 1948, un “caso” mette in discussione metodi e tecniche delle scienze sociali: l’elezione di Richard Nixon. Nelle settimane precedenti il voto, i sondaggi di Gallup, principale pollster Usa, ma non solo, davano Nixon nettamente perdente contro Dewey, con uno svantaggio tra il 5 e il 7%. Il Chicago Tribune, prima di avere i risultati definitivi, apre annunciando la sconfitta di Nixon. I risultati, però, sovvertono tutte le previsioni. Il Social Science Research Council organizza un Comitato sui sondaggi e le previsioni elettorali. Le conclusioni di quello studio appaiono valide ancora oggi, per far luce sul fallimento, o presunto tale, degli exit-poll alle ultime elezioni politiche.
  • Nelle ultime due settimane prima delle elezioni c’è stato uno spostamento verso Nixon calcolabile attorno al 3%. Questo potrebbe essere dovuto alla diversa gestione della campagna elettorale negli ultimi giorni. Nixon, infatti, sentendosi battuto, ha incrementato comizi e incontri; Dewey, invece, convinto della vittoria, si è praticamente fermato, cullandosi sugli allori. Una scelta pagata a caro prezzo. Il comitato, però, non ha accusato i sondaggi di essere sbagliati: il senso del poll, infatti, non è dire “chi vincerà”, ma “chi è in testa al momento del sondaggio”. Il messaggio per Gallup e gli altri è chiaro: poll to the last day (fai sondaggi fino all’ultimo giorno).
  • L’altro errore che il comitato evidenzia è la scelta del campione. L’uso di un campione ragionato, “per quote”, ha introdotto una distorsione significativa. Si è verificata, infatti, una sovra-rappresentazioni delle classi medio-alte, che si riconoscevano in Dewey. Così il mito della sconfitta di Nixon, il candidato delle classi popolari, ha preso piede.
  • I sondaggisti hanno anche presupposto che gli indecisi avrebbero votato nello stesso modo di chi aveva già in mente chi eleggere. Questo assunto, però, non è scientificamente provato, e probabilmente non è avvenuto nelle presidenziali del 1948.
  • I pollsters, infine, non hanno alcun modo di prevedere quanti effettivamente andranno a votare, e quanti resteranno a casa. E l’affluenza è un dato determinante per poter spiegare l’esito delle consultazioni elettorali.
 
Peccato che oggi, a sessant’anni di distanza, si siano ripetuti praticamente gli stessi errori. Corsi e ricorsi.

Riferimenti

L'analisi del SSRC - in inglese