“UN PARTO difficile per un bambino di 80 anni”. Così titola la tedesca Sueddeutsche Zeitung, la sola che spenda parole così irriverenti nei confronti del nuovo Capo dello Stato italiano.
Giorgio Napolitano, eletto con 543 voti al quarto scrutinio, è il nuovo Presidente della Repubblica e succede a Carlo Azeglio Ciampi.
La stampa estera concorda sulla difficile tre giorni di votazioni che ancora una volta dimostra come i due poli non riescano a convergere sulle decisioni importanti per il Paese e come questa animosità condizioni la politica italiana.
Il Financial Times lo definisce “eminente senatore a vita ed ex comunista” e ricorda i suoi trascorsi politici tra le file del Pci fin dal 1945. Per il francese
Le Monde il nuovo Presidente,
l’undicesimo dal 1948, avrà il delicato compito di traghettare il Paese nella nuova legislatura e di contenere i dissidi tra le parti politiche che riflettono le stesse
divisioni interne del Paese.
In un’intervista della Cnn all’ex ambasciatore Usa in Italia, Richard Gardner, invita Bush a considerare il Presidente neo eletto, non per il suo colore politico quanto piuttosto come un “
vero statista”, degno di rispetto.
Non diversa la posizione di due testate spagnole.
El Mundo titola “un veterano comunista eletto alla Presidenza della Repubblica”, mentre
El Pais sostiene che la nuova elezione – questa volta del Capo dello Stato – è stata l’ennesima occasione di scontro per la maggioranza guidata da Romano Prodi e l’opposizione. Secondo il quotidiano spagnolo nella votazione definitiva da parte dei 1009 senatori, deputati e rappresentanti delle regioni, la
coalizione di Berlusconi ha rotto quella tradizionale consuetudine di convergere attorno ad un nome comune, decidendo di votare
scheda bianca.