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DVB-H: televisione a portata di mano

DVB-H: televisione a portata di mano

di ALESSIO ZACCHINI (28 12 2005)

La convergenza tra radiomobile e broadcasting è diventata realtà

Non c’è dubbio che la televisione sia il prossimo servizio che ci aspettiamo sui telefonini. In realtà, funzionalità di questo tipo già esistono grazie ai servizi UMTS, ma sia gli operatori del settore che i clienti finali vorrebbero fare un salto di qualità in grado di rendere la televisione in mobilità una delle applicazioni più importanti del futuro.
 
La tecnologia DVB-H può dare un contributo importante a questo processo in corso. Vediamo come:


 
 
il Digital Video Broadcasting - Handheld (DVB-H) è lo standard del consorzio europeo DVB per una modalità  di radiodiffusione terrestre studiata per trasmettere programmi TV, radio e contenuti multimediali ai dispositivi handheld, come i più comuni smartphone e i palmari Pda. Si tratta di uno standard derivato dal DVB-T e funziona combinando gli standard del video digitale con l'Internet Protocol. Il DVB-H è una tecnologia diffusiva (“broadcast”) ed è caratterizzata dal fatto che lo stesso contenuto può essere ricevuto contemporaneamente da un numero elevatissimo di utenti, grazie all’ uso del protocollo IP, che rende possibile la trasmissione simultanea sullo stesso canale di pacchetti video (stream DVB) e pacchetti dati sfruttabili da applicazioni presenti sul terminale ricevente (IP Datacast).
Grazie all'IP Datacast è possibile ridurre la dimensione dei dati e trasferirli conservando la qualità video: per la visione su piccoli schermi, in modalità di 128384 kbs per canale o programma tv, è richiesta un'alta qualità video. Questo incrementa l'efficienza della trasmissione e rende possibile ricevere da 10 a 55 canali.
Se verrà utilizzato in maniera sinergica con le reti UMTS, il DVB-H potrà dar vita ad una vera e propria televisione interattiva portatile in cui l’utente oltre a vedere la televisione può parallelamente scaricare contenuti addizionali collegati al programma televisivo trasmesso o interagire con esso.
 

schema dvbhIl sistema
di trasmissione è equivalente a quello del
DVB-T. A differenza di quest’ultimo, pensato per condizioni di propagazione analoghe a quelle della TV analogica e ricevitore statico, lo standard DVB-H aggiunge un layer al di sopra del livello di trasporto (assimilabile ad un MAC layer del protocollo Ethernet) per meglio adattarsi alle particolari condizioni d'uso di un ricevitore portatile. Esistono infatti profonde analogie tra il modello di propagazione DVB-H e quello delle reti cellulari che rendono necessaria l'introduzione del “frequency handover”, che migliora la ricezione del segnale nei dispositivi in movimento. Per migliorare le prestazioni e diminuire i consumi di potenza, a livello di MPEG-2 Transport Stream, si utilizzano le tecniche di time slicing e di Forward Error Correction for Multiprotocol Encapsulated Data (MPE-FEC)
 

•          MPE-FEC: la modalità  dati dei sistemi DVB viene utilizzate per veicolare
datagrammi IP al ricevitore, questi possono trasportare video e audio con la modalità  di compressione preferita.
Per fornire maggiore protezione in caso di trasmissione difficoltosa, si raggruppano i datagrammi in trame di lunghezza variabile, ed a queste si applica un codice a blocchi RS(255,191) per la correzione di eventuali errori. Inoltre, un controllo di parità  aggiuntivo CRC-32 permette di capire se i dati ricevuti sono affetti o meno da errori residui.
 

•          Time slicing: poiché le bit rate necessarie per trasmettere segnali audio/video sullo schermo di un terminale portatile sono molto minori rispetto a quelle trasportate dal segnale DVB-T nella sua interezza, i dati di ogni programma vengono trasmessi in gruppi ben isolati (burst). In questo modo, il terminale in ricezione si attiverà  solo in corrispondenza della presenza dei burst, portando ad un notevole risparmio nei consumi d'energia.
 

Le prove tecniche
dei servizi di DVB-H sono attualmente in corso in Germania (Berlino), in Finlandia (Helsinki) e negli USA (Pittsburgh).

In Europa
, la Finlandia rappresenta probabilmente la nazione più vicina a lanciare un sistema di tv mobile realmente funzionante, mentre la Germania sta cercando di realizzare un sistema che possa almeno passare alla fase dimostrativa in occasione della Coppa del Mondo del 2006.
 

Ulteriori prove
sono progettate per la Francia ed il Regno Unito, in cui Oxford sarà la cittadina scelta per la prova commerciale in grande scala dell'anno prossimo.
 

In Italia
il Ministero delle Comunicazioni ha avviato la consultazione pubblica per verificare se sussistono le condizioni per un uso flessibile e condiviso delle frequenze digitalizzate, senza attendere processi di pianificazione internazionale che ritarderebbero oltre l’orizzonte della convenienza economica dell’introduzione della tv sul telefonino.
 

La consultazione
da parte del ministero riguarda in generale il settore della televisione mobile per capire per esempio quale mercato ci si può aspettare, quale modello di business sia più adeguato, quali siano i soggetti interessati, quali modalità (nazionale, regionale, locale) adottare per l'introduzione della tv sul telefonino, quando arriveranno i servizi, quali investimenti saranno necessari. In questo modo, si legge nel documento del ministero, “sarà così possibile valutare le modalità più idonee ad offrire agli operatori mobili e agli operatori televisivi tradizionali la possibilità di una sperimentazione pubblica, con l'obiettivo di accelerare il più possibile l'introduzione dei servizi di televisione mobile in un contesto di mercato che tenga conto delle esigenze di sviluppo dei singoli attori”. 
 

Lo standard DVB-H, rivolto specificatamente alle comunicazioni televisive verso dispositivi mobili, potrebbe aprire la via ad una convergenza ed unificazione tra mondi e sistemi che fino ad un recente passato si ignoravano: il radiomobile ed il broadcasting.
 

I nuovi cellulari
che permetteranno di accedere a questa televisione digitale utilizzeranno, allo stesso tempo, le infrastrutture degli operatori televisivi e quelle degli operatori mobili.
 

Diversi analisti
ritengono la tecnologia non ancora matura per avere davvero la possibilità di guardare la televisione utilizzando un cellulare. Gli operatori europei, infatti, sembrano essere ancora in alto mare per quanto riguarda la tariffazione di tali servizi e la dimensione dei display.