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Libertà di pensiero in Rete? Non ancora per i cinesi

Libertà di pensiero in Rete? Non ancora per i cinesi

di LAURA BERNARDINI (20 03 2006)

Nuova condanna per aver diffuso sul web idee democratiche

REN ZHIYUAN, professore cinese di 28 anni, è stato ritenuto colpevole dal Tribunale intermedio del popolo della provincia di Shandong, e condannato a 10 anni di reclusione.

 
La sua colpa? Aver pubblicato e diffuso su internet un testo favorevole alla democrazia.
Ren, del resto, non è una nuova conoscenza delle forze di polizia cinesi: infatti, aveva già scritto un saggio dal titolo “La strada verso la democrazia” e un articolo nel quale sosteneva che “il popolo ha diritto di rovesciare qualsiasi tiranno”.


 
 
Questo tipo di affermazioni non sono state gradite dal governo cinese che continua la sua lotta contro i dissidenti e contro la Rete, sempre  più utilizzata come mezzo di diffusione. Il dissenso del governo è stato esplicitato, fra le altre cose, con atti di censura, una delle più importanti è quella a cui è stato sottoposto Google.

 
 
Ren Zhiyuan non rappresenta un caso isolato: in situazioni simili troviamo altri personaggi come Li Jianping, sotto accusa per i suoi articoli pubblicati su siti americani, e Zaho Yan, in carcere da 18 mesi perchè accusato dal governo cinese di aver rivelato un segreto di stato a cittadini stranieri.

 
 
E ora si aspetta la prossima visita negli Usa del presidente cinese Hu Jintao, prevista per metà aprile, per capire come finirà la vicenda.

Riferimenti

Approfondimenti sul sito Human rights in China

Cina Oggi: portale di notizie sulla Cina

Hu Jintao su Wikipedia

Google e la censura su Internazionale.it