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Speech home: The Big Brother al servizio del MIT

Speech home: The Big Brother al servizio del MIT

di IRENE PRIVITERA (22 05 2006)

La vita di un bimbo per tre anni sotto l’occhio delle telecamere per studiare le dinamiche del linguaggio

LO DICONO IL CINEMA E LA TV. Ma anche i telefonini e le webcam: è un dato di fatto che le telecamere abbiano invaso le nostre vite. Il concetto di privacy si fa sempre più confuso e le immagini catturate ogni giorno per mezzo di apparecchi di vario tipo continuano a moltiplicarsi. Uno studioso del Mit Media Lab ha deciso di utilizzare le telecamere per spiare un bimbo, dalla nascita fino al suo terzo anno di età.


 

L'incubo di Orwell lo abbiamo ritrovato non solo nel Grande Fratello e nei reality affini, ma anche al cinema: pensiamo a “Matrix” e al recente “V per Vendetta”. E che dire di “The Truman Show”, che valse il Golden Globe come miglior attore a Jim Carrey e la cui storia sono davvero in pochi a non conoscere?


Lo scopo del progetto “Speech home” è quello di raccogliere dati per studiare le dinamiche della nascita del linguaggio. Il ricercatore è Deb Roy, e suo figlio Roy è la “vittima” dell’esperimento. Ma chiaramente non sarà da solo: tutta la famiglia verrà ripresa dalle telecamere per 14 ore al giorno, durante i tre anni dell’esperimento. Oltre che di una squadra di colleghi, lo studioso si servirà di sofisticati macchinari in grado di attribuire ai diversi membri della famiglia le frasi registrate.


I risultati
della ricerca serviranno alla creazione di intelligenze artificiali ma dovrebbero fornire anche la base per la cura di alcuni disturbi del linguaggio. Questi sono continuamente oggetto di studio: una rassegna interessante la si trova su una sezione specifica del sito italiano Infantiae.Org.


C’è da chiedersi
come la prenderà il piccolo Roy una volta cresciuto. Certo non avrà la reazione disperata del protagonista di "The Truman Show", che scopre in età adulta e per giunta grazie alle sue sole forze, di essere stato spiato dalle telecamere ogni minuto della sua vita.
Anche al figlio di uno studioso del linguaggio farà effetto sapere che alcuni video di questo esperimento saranno stati visibili al grande pubblico: un “assaggio” per ora lo si può trovare attraverso un link al quale si accede da un articolo del Corriere della Sera.

Riferimenti

Il sito del MIT