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Polizia di internet? Tutta un fumetto

Polizia di internet? Tutta un fumetto

di MAURO VECCHIO (05 05 2006)

L'autorità cinese sperimenta nuove vie per limitare la libertà degli internauti

COME IN TUTTE le “grandi storie”, si parte dal “C’era una volta…”. Il nostro eroe si chiama Shin Tao, meglio noto come “Mr. 198964”, e, al momento, sta scontando una pena di 10 anni in carcere per aver divulgato segreti di stato all’estero.


 

La comunità (elettronica e non) è, ovviamente, insorta: Bloggers, difensori dei diritti umani e organizzazioni giornalistiche, tra cui PEN e Reporters Without Borders, hanno vivacemente condannato l’azione del governo cinese che, grazie alla collaborazione di Yahoo!, ha recuperato tutti i dati che Shin Tao credeva protetti dall’anonimato.
 
 
Come in tutte le “grandi storie”, c’è un problema (almeno per le autorità cinesi) che va risolto: Come fare a stroncare sul nascere pericolosi nemici come Shin Tao?”. A rispondere ci ha pensato il “creativo” ufficio di sicurezza della località cinese di Shenzen che ha creato due personaggi da fumetto per la sua nuova istituzione: la Polizia di Internet.
 
 
I due personaggi, maschio e femmina, si chiamano JingJing e ChaCha (“Jing Cha”, infatti, significa polizia in cinese). I due rappresentano la legge impegnata a proteggere lo spazio di Internet e, nonostante il loro allegro aspetto “fumettoso”, il loro scopo è dichiaratamente intimidatorio.
 
Ciascun poliziotto ha un proprio blog e una finestra di chat: tramite il sistema di messaggistica QQ, attivo proprio nella zona di Shenzen, l’utente può contattarli per porre domande e sottoporre situazioni. Più o meno una decina di addetti sono pronti all’altro capo del cavo per assistere i vari internauti.
 
 
La stampa locale cinese ha riferito che il compito dei due “simpatici” poliziotti è quello di “ricordare a tutti i cittadini di Internet di essere ben consci dell’utilizzo sicuro e salutare di Internet, di regolarsi di conseguenza e di mantenere un ordine armonioso”.
 
L’approccio della Cina al mondo di Internet, in particolare sui blog, ha fatto discutere parecchio. Al centro della bufera sono già caduti Google, Yahoo!, Microsoft e Skype. Google, in particolare, risulta recidivo, con il recente cambio di nome (solo per la Cina) in Guge.com. Non tutti, ovviamente, sono molto soddisfatti di questa operazione (che, tra le altre cose, ha permesso a Google di quotarsi nella borsa cinese). Il sito noguge.com esprime tutto il disappunto degli internauti cinesi: “Noi amiamo Google, ma Guge.com non ci piace”. E’ davvero strano, visto che il nome Guge dovrebbe corrispondere a “canzone dei fiori” o “canzone della valle”. Ma forse gli internauti cinesi non sono appassionati di fumetti.
 

Riferimenti

Il sito di Noguge.com