Registrati | Login

Ecco il virus che dà la carica

Ecco il virus che dà la carica

di IVAN SOCCIO (21 04 2006)

Sono catene di warm in grado di ricaricare le pile

VIRUS in grado di generare corrente elettrica. Sembra fantascienza, invece si tratta di un recente studio dei ricercatori della Montana State University. Come funziona questa cosa scoperta che potrebbe rivoluzionare il variegato mondo dell’energia? Bene, un team di ricercatori americani ha creato dei virus geneticamente modificati che unendosi uno con l’altro formano degli anodi; ossia danno vita a componenti di carica negativa che, ad esempio in una batteria, permettono il passaggio di elettroni, cioè generano corrente elettrica.


 

 
Un’altra domanda a cui si dovrebbe rispondere è: come si è giunti a questo traguardo? I ricercatori della Montana State University, tra cui spicca Angela Belcher, hanno modificato geneticamente i comuni virus di forma cilindrica che infettano i batteri. Successivamente in questi virus sono stati inseriti frammenti di Dna che hanno provocato delle mutazioni nel rivestimento esterno fino a rendere i suddetti virus idonei ad attrarre ioni di cobalto e particelle d’oro. Una volta ultimata questa operazione, il virus si unisce ai suoi simili in lunghe catene fino a ottenere sottili elettrodi.
 
 
Una parte decisamente impegnativa del lavoro è stata la ricerca delle sequenze di Dna idonee a modificare correttamente i virus. Importante anche la ricerca del codice genetico utile alla creazione delle molecole che attraggono il cobalto. Per fare ciò si è imitato il codice che consente alle cellule degli animali di trattenere il calcio. Tramite questa tecnica, i ricercatori sono, inoltre, riusciti a modificare i virus inserendo codici genetici diversi in modo da ottenere componenti elettronici diversi come i catodi (i poli positivi delle batterie).
 
 
Sicuramente siamo di fronte a una scoperta interessantissima che potrebbe svelare nuovi e importanti piani di sfruttamento energetico futuro. Infatti i virus modificati geneticamente sono molto flessibili e ciò permetterà di progettare e realizzare batterie di ogni forma e dimensione. Adesso quale sarà il prossimo obiettivo della Belcher e dei suoi colleghi? Semplice progettare virus modificati in grado generare e assemblare autonomamente celle solari producendo così energia pulita.