NON SI DIREBBE che Internet e sicurezza vadano a braccetto. Diventa sempre più complesso memorizzare gli username e le password che ogni sito web richiede per identificare e autenticare gli utenti. Spesso il navigatore sceglie un’unica password che però diventa facilmente vulnerabile.
Infatti a differenza che nel mondo reale, dove la carta d’identità è unica e identifica ovunque la persona, nel web manca un’autorità che certifichi l’identità degli utenti.
In questi mesi alcune aziende ed istituzioni stanno ponendo le basi per una tecnologia che superi i problemi di sicurezza e affidabilità causati da quella che potremmo definire una “password overload”.
Il nome coniato per il nuovo standard è
Identity 2.0, in analogia con
Web 2.0, che rappresenta l’attuale era di Internet, nella quale le applicazioni software si basano sui concetti di interazione e di condivisione di contenuti e informazioni.
I protocolli finora proposti riguardano principalmente l’utilizzo di un
URL univoco, in cui ad ogni utente corrisponderà una prima parte personalizzata, mentre la seconda rimarrà fissa e comune a tutti. In questo modo i siti riconosceranno il gestore di identità sulla base della prima parte dell’URL.
La Microsoft ha in progetto di integrare in
Windows Vista la
tecnologia Infocard: sarebbe la diretta evoluzione di Passport, primo tentativo che risale al 2001 e che è fallito alcuni mesi fa.
Secondo il progetto della Microsoft, una volta identificato univocamente l’utente, gli verranno fornite tutte le password per i diversi siti web.
La difesa dei diritti dei soggetti online tra pochi mesi potrebbe diventare una realtà. L’obiettivo di Identity 2.0 è la protezione di tutti i soggetti, dai fornitori di servizi agli utenti finali.
Per l’utente, sempre più integrato nella Rete, aumenteranno la sicurezza e la possibilità di controllare pienamente la propria identità.
Riferimenti
Web 2.0