C’ERA una volta una mela. Era un frutto. Poi, quasi subito, si trasformò in simbolo del peccato. Nel ventesimo secolo divenne sinonimo di un’azienda informatica. Sul sito
“The Mothership” c’è la storia del brand
Apple, una storia fatta di colori, slogan, corse contro il tempo per precedere e bruciare gli avversari (o meglio l’avversario).
Il sito offre un’interessante galleria di immagini dell’advertising (la pubblicità diretta al consumatore per accrescere la “awareness” del marchio, gli anglosassoni chiamano “pubblicity” quella diretta ai mass media) del gruppo.
Si comincia dal 1976 con
una immagine in bianco e nero che offre un sistema a 666 dollari con una ram a 4 K (oggi si parte dai 256 M). C’è tanto di indirizzo della sede e numero di telefono.
Salto temporale di sette anni e si arriva al 1983. Ecco i colori, in
una immagine che mostra un computer (sembra un piccolo tostapane) con lo slogan: “Apple inventa il personal computer. Ancora”.
1984, immagini tratte dal Newsweek. È il Mac.
Una frase riassume la portata e il senso della creazione. “Succede una cosa divertente quanto progetti un computer che possono usare tutti”. Nel 1977 (in Italia è appena cominciata la trasmissione a colori della tv) arriva Apple II.
Nell’immagine pubblicitaria si punta sulla dimensione domestica e lo stile (oggi la marcia in più dell’azienda).
Un’altra fotografia ha una scritta che punta tutto sull’aspetto “desk” del computer: “Perché ogni ragazzo dovrebbe avere un Apple dopo la scuola”.
Per gli amanti dei Simpson c’è una chicca:
una pubblicità firmata dal creatore della serie dei “Gialli”, Groening. Poi nel 1996 un’altra
partecipazione di prestigio: Tom Cruise in “Mission: impossibile”.
E in tempi recenti? Ora si “Pensa in modo differente”. Si è passati per una fase in cui la macchina offerta dalla Apple era un accessorio di design colorato e piacevole ad una, attuale, in cui è un gioiello. Letteralmente. Il nuovo
iPod nano si indossa come un gioiello, una collana. Chi sfoggia il suo Mac bianco (o grigio, ora) è più cool degli altri
. In trent’anni di storia i cambiamenti sono stati tanti. Chissà cosa ci aspetta nel futuro.
Riferimenti
www.macmothership.com