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U_Maed racconta la Capitale. Roma non è un profumo

U_Maed racconta la Capitale. Roma non è un profumo

di LUCILLA PANICCIA (25 03 2006)

Le prospettive della Città raccontate in un convegno tra arte e accademia

LA CITTÀ ETERNA, la storia stretta nel degrado della periferia, la morsa di un passato imponente che si proietta verso il futuro.
Roma e la sua sfida, sul palcoscenico sfavillante delle grandi metropoli europee, sono i temi di un convegno svoltosi lo scorso 15 marzo nel Centro Congressi dell’Ateneo “La Sapienza”, e promosso dall’associazione U:Maed.


U:Maed
 è una giovane realtà costruita sull’esperienza e l’entusiasmo di un gruppo di studenti e neolaureati delle facoltà di Scienze della Comunicazione ed Architettura.

Il filo conduttore che tiene insieme realtà apparentemente così distanti è la ricerca sui trend e gli sviluppi del territorio, sulla naturale evoluzione di una città, e quindi forse sul modo migliore per viverci dentro.

 
 
Per discutere sullo stato dell’arte -mai definizione fu più appropriata- e sul futuro della città, U:Maed ha raccolto i diversi punti di vista di docenti e professionisti del mondo della comunicazione, dell’architettura dell’urbanistica e del marketing, accostando alle loro parole le immagini delle più diverse realtà di Roma.
Lo spazio austero di un convegno infatti  diventa esperienza multimediale con i lavori della Cooperativa Z’Art-Zone d’Arte: plastici, foto e proiezioni video per completare una narrazione multisensoriale dei cambiamenti della città agli occhi del mondo e dei suoi abitanti.

 
Ad aprire la discussione il prof. De Martino della facoltà di Architettura "Ludovico Quaroni", che presenta il quadro di una Capitale storicamente chiusa tra le sue mura.
Docente di Urbanistica, il professore parla di una città che oggi soffre una forte separazione tra una cittadinanza sempre più esterna e luoghi amministrativi interni, che portano ogni giorno circa 200.000 persone a spostarsi tra periferia e centro.

Roma è sicuramente un laboratorio  perfetto, questa è il dato certo che emerge dal convegno.
Le esperienze da raccontare sono tante, dalla riqualificazione del quartiere Esquilino, oggi polo strategico della facoltà di Scienze della Comunicazione, alla “questione Corviale”, che secondo il prof. Roberto Secchi docente di Progettazione Architettonica, sarebbe un esempio estremamente rappresentativo di una modalità "antica" di pensare l'opera pubblica, in modo esclusivo e senza concertazione.
Sul "caso Corviale" ritorna il prof. Massimo Canevacci della facoltà di Scienze della Comunicazione, secondo il quale Corviale nasce già vecchio, esprimendo valori superati ed obsoleti già negli anni '80, come quello di modernità.
 
 
 
 
 
 
La Città raccontata nel convegno mostra uno scenario composito: appare come un mosaico dall'identità ambigua, una metropoli comunicazionale per alcuni, una provincia meridionale dell'Europa per altri.
La molteplicità dei punti di vista e delle definizioni lascia spazio alle riflessioni ed alla ricerca.
Dove sta andando Roma?
Le mura sono chiuse, ma la questione resta aperta.

Riferimenti

U_Maed

Z'Art

Comune di Roma