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"E liberaci dalla censura". Così sia, in Cina

"E liberaci dalla censura". Così sia, in Cina

di ANNA LISA RATTA (24 03 2006)

Il governo cinese blocca la realizzazione di un film-documentario sulla Chiesa Cristiana

cinaLA RETE si infittisce di episodi di libertà represse. È il caso di Hao Wu, regista e blogger cinese, arrestato dalle autorità del suo paese per aver progettato le riprese di un film-documentario sulla situazione della Chiesa Cristiana in Cina, stato in cui non è riconosciuta dal governo.


La protesta del popolo di Internet rispetto alle forme di censura intraprese dal governo cinese non si è fatta attendere. Blogger e sostenitori della libertà di espressione hanno perciò utilizzato le forme aggregative e partecipative della rete per invocare la liberazione di Hao Wu.
 

 
Global Voices On line è il nome della comunità del Berkman Centre for Internet & Society della Harvard Law School, che riunisce attorno a sé le voci, le idee e le conversazioni dei cittadini dei Paesi meno rappresentati dai media. Tutto attraverso blog, podcast, foto e video. È proprio sulla home page della community di GVO che è possibile trovare una campagna per la liberazione del regista cinese e  loro collaboratore per il nordest asiatico. L’ultimo post sul suo blog personale, Beijing or Bust, risale al 22 febbraio, il giorno del suo arresto.
 
 
La storia di Hao Wu, diffusasi con notevole ritardo, oggi ha finalmente la giusta rilevanza su Internet. Anche quando interviene la mano della censura, la Rete scova il modo per arginarne, per quanto possibile, la sua efficacia.

Riferimenti