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Grazie all’animazione digitale Anna Frank torna in vita

Grazie all’animazione digitale Anna Frank torna in vita

di ELEONORA FIORAMONTI (12 02 2006)

Sarà nelle sale alla fine del 2006 il film in 3D realizzato da una produzione indipendente italiana e corteggiato dalle major di tutto il mondo

UN DIARIO, anzi il diario per eccellenza, e quindici foto. Questo il materiale a disposizione di sceneggiatori e produttori all’inizio dell’ambizioso progetto “Cara Anna, il dono della speranza”, film sull’olocausto realizzato interamente grazie alla tecnologia digitale e presentato in anteprima durante la scorsa edizione del Festival del cinema di Venezia.
 
 

Prodotto dall’indipendente casa milanese 263 Films (nata appositamente in occasione del film), diretto dal regista/artista digitale Dario Picciau e scritto da Roberto Malini, il film ha come protagonista Anna Frank, la bambina ebrea che attraverso le pagine del suo diario ha lasciato alla storia il ricordo, la memoria, la tragedia e nello stesso tempo la speranza, di uno dei momenti più atroci della storia dell’umanità.
 
La tecnologia digitale permetterà di farla tornare in vita, di rendere vive per la prima volta le pagine del suo diario e di far entrare in contatto diretto il suo mondo, così lontano, con il nostro.
 
 
Al centro della storia c’è, infatti, l’incontro di Anna con Emily, una bambina americana del nostro tempo, che ha il volto della scrittrice Emily Dickinson, anch’esso realizzato in tecnica digitale utilizzando soltanto tre scarne fotografie. Emily lotta per la vita traendo coraggio dalle pagine del diario, condividendo con Anna la sofferenza e cercando nelle sue parole una speranza.
 
 Lo sceneggiatore Roberto Malini sottolinea: "La bambina riesce a sopravvivere grazie alla lettura del diario, che, dunque, è ancora in grado di donare speranza, confortare chi soffre e ricordare a tutti che dalla discriminazione, dal pregiudizio e dall'odio nascono solo morte e distruzione”.
 
 
L’intero film è stato realizzato tra Busto Arsizio e Milano Due, dove è stato costruito il più grande studio europeo per il motion capture ed i lavori sono durati più di tre anni… per poter raggiungere alla fine un livello di perfezione e magia caratteristica fondamentale della coppia Picciau - Malini, già vincitrice di numerosi premi per il film digitale "L’uovo" nel 2003.
 
 
Per il valore etico e morale di “Cara Anna, il dono della speranza”, che sarà nelle sale statunitensi alla fine del 2006, i due artisti italiani hanno già ottenuto il riconoscimento della Task Force for International Cooperation on Holocaust Education, Remembrance and Research, il patrocinio e il sostegno scientifico di Yad Vaschem e del Ghetto Fighter’s House Museum. Il progetto è inoltre finanziato da investitori etici e dal Ministero dei Beni Culturali italiano, che ha ammesso l’opera al finanziamento pubblico in virtù del suo valore artistico.
 
Fondamentale e particolare è, oltre la storia in sé, la tecnologia utilizzata per la realizzazione del lungometraggio. Si tratta della digital reality, tecnica che nasce e si sviluppa interamente in Europa e che, come spiega lo stesso regista: "E' una nuova frontiera del cinema: la ricostruzione tridimensionale fotorealistica di un mondo scomparso, che ritorna alla luce”.
 
 
La curiosità attorno a questa straordinaria produzione made in italy è tanta, anche da parte delle major americane… e allora non ci resta che aspettare il prossimo natale,  prendere “il dono” di Anna e perché no, ricambiarlo con un nostro dono… non dimenticare!

Riferimenti
Il Future Film Festival

Film inesistente

Avete parlato di un film inesistente, mai realizzato. 10M di Euro in finanziamenti da parte del ministero dei beni culturali, prelevati dalle nostre tasse, per finanziare il nulla. Disgustoso.