NELL'ERA della guerra globale al terrorismo, della massima divisione fra oriente e occidente, della tensione internazionale provocata dagli attacchi terroristici islamici e dalla sporca guerra di Bush, ecco un’iniziativa con l’intento di costruire un ponte fra la nostra cultura e quella asiatica.
“The world in a book” è il nome della biblioteca virtuale dove si potranno incontrare studenti di scuole europee e studenti asiatici nell’ambito dell’iniziativa internazionale
Asia – Europe Classroom (AEC).
Il suddetto progetto ha l’obiettivo di favorire e promuovere gli scambi tra docenti e studenti dei due continenti attraverso la lettura di uno stesso libro e mettendo online i vari commenti.
The world in a book è infatti una sorta di biblioteca virtuale dove ci si incontra, si legge e si commenta insieme ciò che si è letto. Per favorire la comunicazione, la pagina web sarà dotata di forum, e-mail e chat.
Il progetto The world in a book è stato promosso dall’Itis “Cannizzaro” di Colleferro (Roma) e prevede che coppie di classi di diversa nazionalità leggano un libro in lingua inglese sviluppando temi di discussione online e mettendo a confronto idee e opinioni. Oltre alle varie stanze virtuali (di cui una apposita per i professori), è possibile trovare online l’elenco dei libri selezionati dalle scuole partecipanti al progetto e un modulo con cui è possibile suggerire ulteriori testi da aggiungere all’elenco.
Al progetto partecipano, oltre al suddetto istituto, anche il Liceo scientifico “Da Vinci” di Milano e vari istituti francesi, indiani, malesi, turchi, cinesi, israeliani e polacchi. Ma come funziona, in pratica, il progetto? Si formano le coppie di classi cui assegnare un libro in comune da leggere, viene creata una specifica pagina web per ogni gruppo con vari link; successivamente gli studenti accedono al forum cominciando a scambiarsi informazioni personali, sulla propria città ecc. e successivamente si attiva la discussione vera e propria sulle tematiche ricavate dal libro.
L’AEC è nato proprio con l’obiettivo di promuovere il libero scambio di idee, informazioni fra studenti e insegnanti di realtà culturalmente differenti. Non a caso come veicolo dello scambio sono state scelte le nuove tecnologie e internet. Infatti attraverso questo progetto sarà più facile per i ragazzi apprendere le tecniche d’uso di un computer, risulterà avvantaggiato lo studio dell’inglese (oggi cosa fondamentale) e in più gli studenti inizieranno a rapportarsi con i loro coetanei di realtà differenti. Questa è la vera globalizzazione; una globalizzazione che unisce e che permette un equo e educativo scambio culturale in modo da favorire anche la futura convivenza nella società.