Il politico si fa spiare
Il politico si fa spiare
Un parlamentare britannico partecipa alla nuova edizione di Celebrity Big Brother
E’ GEORGE GALLOWAY l’osservato speciale che da pochi giorni è entrato, insieme ad altri dieci partecipanti, nella casa di Celebrity Big Brother, il Grande Fratello made in United Kingdom riservato ai vip. Galloway è leader del partito di sinistra “Respect”, oltre ad essere membro del Parlamento inglese.
Così per la prima volta nella storia dei reality show un politico si espone al pubblico 24 ore su 24, alimentando e saziando la fame di spionaggio dei più incalliti voyeur. In un periodo in cui sbirciare dal buco della serratura nella vita privata dei politici sembra diventato una pericolosa arma per smascherare intrighi ed inciuci, c’è invece chi decide di svelare tutto se stesso agli occhi di milioni di telespettatori e, soprattutto, degli elettori.
Poco conta, a questo punto, la presenza di altri personaggi eccellenti. Tra questi vi è l’ex campione americano di basket Dennis Rodman e Faria Allam, famosa solo per la sua presunta relazione con il commissario tecnico della nazionale inglese di calcio, Sven Goran Eriksson. Anche Pete Burns, vocalist negli anni ’80 dei “Dead or Alive” è stato eclissato dalla fulgida ed inaspettata sagoma di Galloway. Così l’intricata storia di Burns non è bastata a mettere in secondo piano l’evento mediale del “politico in vetrina”. La presenza del cantante, da uomo a donna quale è diventato attraverso innumerevoli operazioni alle quali si è fatto sottoporre, con conseguente divorzio dalla moglie dopo vent’anni di matrimonio, non ha smosso più di tanto gli entusiasmi dei telespettatori. A smuoverli ci ha pensato, invece, George Galloway, o semplicemente George per i fedelissimi di Celebrity Big Brother.
Prima di introdursi nella casa del Grande Fratello, Galloway ha dichiarato di esservi entrato “per dimostrare ad un vasto pubblico come sono davvero”. Impresa titanica, vista la presenza dietro le quinte del programma di una folta squadra di sceneggiatori capaci di piegare ai loro copioni anche il più riottoso dei partecipanti.
Il leader del movimento no-war, fuoriuscito dal partito laburista contestando l’appoggio del governo inglese agli Stati Uniti nella seconda campagna irachena, non ha risparmiato una stoccatina al suo vecchio capo. “Ora Tony Blair avrà un dilemma: una parte di lui vuole che sia cacciato subito, così non otterrò una nuova vittoria, ma d’altro canto, se sono qui, non possono attaccarlo” ha affermato sornione. A questo punto anche al Premier inglese non resta altro che abbandonarsi alla nuova mania: lo spionaggio al politico.