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“Digi-arts Africa”: il portale degli artisti africani

“Digi-arts Africa”: il portale degli artisti africani

di VINCENZO SASSU (18 01 2006)

L’obiettivo è creare un network per la collaborazione degli artisti digitali

UN LUOGO VIRTUALE NELL'AFRICA nera dove far incontrare gli artisti e il loro pubblico, l’industria digitale e i fornitori di tecnologie e tutti i soggetti istituzionali pubblici e privati che svolgono attività formativa ed educativa. Così è nata “Digi-arts Africa network”, la comunità virtuale che, grazie all’Unesco, sta nascendo anche in un Continente a bassissimo livello tecnologico e in gran parte privo delle infrastrutture tecniche per lo sviluppo della rete Internet. L’obiettivo è cercare persone che si occupino di arte digitale in Africa, promuovendo uno spazio comune per la loro collaborazione.
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Il portale Digi-arts dell’Unesco, attivo da anni in tutto il mondo, è nato principalmente per far incontrare le diverse culture al mondo, attraverso la condivisione di progetti internazionali in grado di sviluppare manifestazioni artistiche e tecnologiche in tutto il mondo
In Africa, la penetrazione del web è infatti tra le più basse al mondo, solo il 2,7 % della popolazione utilizza la rete e per di più, soprattutto nella zona subsahariana è quasi limitata agli Stati del Kenya e del Sudafrica. Ma qualcosa sta cambiando. Ed i dati emersi nel novembre scorso a Tunisi, sede del vertice mondiale sulla società dell’informazione, stanno a dimostrare come il digitale, in via di sviluppo, stia favorendo la presenza sempre più alta di operatori di telefonia mobile che a breve daranno vita a categorie imprenditoriali nuove.
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A testimoniare come l’arte digitale possa essere una leva fondamentale per lo sviluppo di un intero popolo c’è “Nairobits”, la scuola africana per web designer che sorge nei quartieri poveri di Nairobi. Al corso e-learning “inside the web” molti sono i partecipanti che, nelle numerose baraccopoli nella periferia di Nairobi, cercano di vivere, o meglio sopravvivere, senza luce, gas, elettricità. Tra le più grandi: “Korogocho”, che in lingua swaili significa “confusione”, in cui vivono circa 100 mila persone in 1 km² e “Kibera”, 800 mila persone in 9 km².
 
A fronte della carenza di politiche di sviluppo governative, interessate da una corruzione dilagante e umanitarie, ancora scarsamente incisive, è legittimo credere che le nuove tecnologie possano favorire il riscatto di uno dei continenti più poveri del mondo. Uno sviluppo che nasce dal basso, che interessa i giovani e le istituzioni impegnate nella loro formazione: le Università. E questo sta già avvenendo.
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Agli studenti della Nairobits, in occasione del Summit Mondiale di Tunisi, è stato consegnato, per la sezione “creatività e cultura”, il “World summit youth award”, premio vinto nella competizione internazionale per progetti digitali dedicati alla gioventù mondiale. Alla realizzazione del sito di fotografie www.homelessworld.org hanno partecipato ad esempio 121 collaboratori, provenienti da undici città del mondo (Cairo, Jakarta, Johanesburg, Mosca, Nairobi, Nuova Daily, New York, Paramaribo, Parigi e Rotterdam). Tutti bambini. Ai giovani fotoreporter è stata data la possibilità di fotografare il mondo in cui vivono, aprire i propri orizzonti di conoscenza a luoghi neanche immaginati e poter dire finalmente: “Guardateci. Ecco il nostro mondo”.
 

Riferimenti

Geografia Globale del Continente africano

La diffusione di Internet in Africa