Diritti tv, l'Italia va nel pallone
Diritti tv, l'Italia va nel pallone

Juve, Mediaset, Forza Italia e Della Valle: facciamo il punto della situazione
Un affare per la Juve, un grande investimento per la società televisiva. Mediaset però è presente solo sul mercato televisivo terrestre, analogico e nell’ultimo anno anche digitale. Per cui ha ceduto a Sky i diritti satellitari degli incontri casalinghi della Juve per le prossime 2 stagioni con l’opzione per la terza. Costo dell’operazione: 157 milioni di euro, circa il 20% in meno rispetto al precedente contratto con la Juventus perché Sky Italia non detiene più il monopolio sul mercato calcistico. Sicuramente un altro grande successo per l’amministratore delegato bianconero Giraudo: è riuscito a strappare fior di quattrini a due colossi come Sky e Mediaset.
Ma i medi e i piccoli club non ci stanno. Protestano contro un sistema di gestione dei diritti che favorisce le squadre più ricche a scapito di tutte le altre. Così viene “rispolverata” la possibilità di tornare alla legge in vigore fino al 1999, che prevedeva la negoziazione collettiva dei diritti televisivi. Della Valle, patron della Fiorentina, si fa portavoce della necessità di restituire al calcio una maggiore equità nella distribuzione dei profitti. Garrone della Sampdoria e Zamparini del Palermo lo appoggiano. Anche la FIGC sembra preferire un ritorno alla vendita collettiva delle partite.
La Federcacio intanto corre ai ripari e convoca un consiglio federale d’urgenza per venerdì 20 Gennaio a Milano. Il Presidente Carraro è convinto che si possa arrivare ad una soluzione, magari alzando la mutualità fra i club in modo tale da accorciare la “forbice” tra big e piccoli club. Ma i margini di manovra sono molto limitati: i grandi club non sembrano disposti a portare la mutualità dall’attuale 18% al 25-30%, mentre le tv non hanno nessuna intenzione di pagare 30 milioni di euro per i diritti televisivi di società come Fiorentina e Palermo.
La situazione è molto complessa: molteplici sono gli interessi sul tavolo. Chi la spunterà? La partita è appena cominciata: potrebbe spuntarla il fronte dei diritti collettivi, ma non in tempi stretti. Nel breve-medio periodo le grandi dovrebbero avere ancora la meglio continuando così a negoziare autonomamente le prestazioni sportive delle proprie squadre. Il disequilibrio esiste ed evidente. D’altra parte la Juve, che conta 11 milioni si tifosi in Italia, non è il Siena o il Cagliari. Si potrebbe più verosimilmente adottare dunque una soluzione di compromesso, in cui il presso sia “ponderato” in base magari ai risultati, alla classifica o al bacino di utenza. Così come peraltro già avviene, in forme diverse, nel campionato francese, inglese e tedesco.