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Moret, direttore de "L'azione": "I giornali locali sono un servizio pubblico"

Moret, direttore de "L'azione": "I giornali locali sono un servizio pubblico"

di LUCA BOLOGNINI (16 01 2006)

Il direttore di uno dei tanti settimanali ad orientamento religioso giustifica i finanziamenti all'editoria

LE COPIE de L’azione, lo storico settimanale di informazione della Diocesi di Vittorio Veneto, si possono trovare su un vasto territorio compreso tra i fiumi Piave e Livenza e che va dalle Prealpi bellunesi fino al mare. Il primo numero di questo periodico risale al 5 dicembre 1914. Attualmente diretta da Giampiero Moret, nel 2003 L’azione ha ricevuto poco più di 63mila euro di contributi statali.
 
Direttore Moret, non dovrebbe bastarvi l’8 per mille?

“Noi non riceviamo nulla dall’8 per mille. I fondi li otteniamo attraverso la raccolta pubblicitaria, gli abbonamenti, le agevolazioni postali e, chiaramente, i contributi all’editoria. Cerchiamo di farcela con i nostri mezzi più che possiamo, ma devo riconoscere che se venissero a mancare i fondi statali sarebbe un duro colpo per noi.”
 
Quante copie stampate?
“Circa 13.000 alla settimana, anche se dipende dai periodi. I nostri lettori sono quasi tutti abbonati, per questo le agevolazioni postali per noi contano molto. Il resto delle copie, invece, lo vendiamo nelle chiese”.
 
Ma che bisogno c’è di finanziare il vostro settimanale?
“Il nostro giornale ha più di 90 anni. Una volta i giornali erano scritti per una élite: per chi aveva studiato. Per gli altri erano incomprensibili. Il nostro periodico spiegava quello che succedeva con un linguaggio semplice, che potesse essere compreso da tutti. E sia pure in un altro modo, è quello che continua a succedere. E’ un’azione spicciola e fortemente locale. I giornali più grandi non la possono fare. E’ un servizio pubblico, e come tale da finanziare. L’informazione è un valore fondamentale e un obiettivo ben valido. E’ un bene che si legga: anche perché gli altri mezzi la fanno oramai da padrona. Vedere qualcuno con un giornale in mano è sempre un fatto positivo”.
 
A proposito di altri mezzi, i quotidiani nazionali si lamentano per lo strapotere televisivo nella raccolta pubblicitaria. Voi come ve la cavate?
“Con la pubblicità soffriamo e fatichiamo un po’ anche noi. La soluzione che abbiamo adottato è stata quella di puntare sulla nostra località per dare spazio alle aziende e alle imprese del luogo.”

Riferimenti

L'azione

In un'intervista, la politica secondo don Moret