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Tutti vogliamo essere delle blogstar. Tranne Samantha

Tutti vogliamo essere delle blogstar. Tranne Samantha

di STEFANIA GIAFFREDA (11 01 2006)

Un proprio spazio personale on-line è ormai una moda globale, ma per Samantha, due anni, significa solo vivere

I BLOG hanno rivoluzionato il modo con cui si diffondono le notizie: se dapprima era territorio esclusivo di noti editori e giornalisti, ora è territorio di tutti.
Grazie ai blog le informazioni circolano più liberamente, la comunicazione che viene coinvolta va dal basso all’alto: nascono discussioni dinamiche, occasioni di confronto tra scrittori e lettori e tra lettori e lettori.


 

Un padre ha usato il blog del suo sito personale per sfogare con le parole il dolore della figlia. Nel sito www.samanthahughes.info si è immedesimato nella piccola di appena 2 anni immaginando cosa lei avrebbe scritto se solo capace, visto la sua giovane età.
Questo grido di disperazione è stato letto da oltre 13mila persone e il passaparola di questa triste storia accresce la curiosità e la solidarietà verso un genitore che vorrebbe solo che sua figlia continuasse a vivere.

 
Samantha Hughes, questo è il nome della bambina, ha una grave forma di cancro allo stomaco e lamenta attraverso le parole del padre la sua forza di lottare la malattia. Scrive: “Non sono mai stata così popolare e Tv, radio e altre riviste mi contattano ma prima eravamo tutti eccitati ma la ragione della mia fama non è un motivo di felicità”.
Il blog qui diventa spazio per sentirsi ancora partecipi del mondo, e il mondo on-line ha risposto senza esitazioni. Non solo per fama, non più solo discussione politica o sociale, condivisione dei gusti e interessi, non solo palcoscenico di dispute ma anche motivo di sentirsi realmente parte di una comunità.
 
 
Altro caso è quello di Federico Aldrovandi, il ragazzo che lo scorso 25 settembre 2005 morì in circostanze ancora poco chiare. La mamma ha creato un blog dedicato a suo figlio come occasione di far conoscere la storia a più persone possibili.  Il ragazzo morì in seguito ad un malore durante l’intervento del personale della polizia e tuttora la dinamica dell’incidente avvenuto non è stata ricostruita credibilmente. La madre di Federico ha scritto una lunga lettera rivolta all’utenza di Internet per porre domande, per ricevere risposte, per sfogare tutta la sua rabbia per una morte così  assurda. Anche se ancora i testimoni della vicenda non sono ancora usciti allo scoperto hanno comunque partecipato al blog tanti amici e persone sconosciute da tutta Italia, dando conforto e solidarietà ad una mamma che cerca giustizia.
 
Il termine blog nasce nel 1999 come contrazione di web log ed indica un sito web che contiene un diario personale on line con riflessioni e hyperlink dell’autore e commenti dei lettori.
Il weblog è uno strumento dalle varie sfaccettature: incrocio tra diario personale, giornalismo e community; strumento per diffondere idee politiche; informazione spontanea; confronto e comunicazione; critica artistica e letteraria; ricerche e approfondimenti; spazio per idee, opinioni, usi e costumi.
 
Le ragioni, le motivazioni dell’uso dei blog superano lo stesso immaginario collettivo. I temi sono tanti: politica, economia, nuove tecnologie, temi sociali, mondo del lavoro e non solo.
Il blog lo si può descrivere come un immenso spazio di libertà ove chiunque, dal giornalista, al politico al cittadino comune, può dire la propria opinione in merito a diverse questioni, può sollecitare nuove riflessioni. Nascono nuove modalità di espressione, nuove forme di comunicazione orientate tutte verso la condivisione e la democratizzazione.
 
I blog non sono altro che pagine Internet autocostruite, autogestite che non esclude nessuno. Tutti vogliono avere un proprio blog, tutti vogliono diventare protagonisti della comunicazione. Avere un blog non richiede grandi capacità, basta rivolgersi a uno dei siti che offrono tale servizio e il blog è tuo, e in quel piccolo spazio si può pubblicare tutto ciò che si vuole, senza pregiudizi né controlli.
Tutto questo a nessun costo (se non quello della connessione Internet).
 
Nei blog si costruisce una società nuova, ove nessuno predomina sull’altro, tutti hanno la stessa facoltà di esprimersi e confrontarsi, ogni voce ha la stessa dignità.
I blogger vivono di scambi reciproci, rimandi da un link all’altro, interazioni continue, discussioni e rappacificazioni.
 
Il fenomeno dei blog sta cambiando il modo di fare giornalismo
poiché esso stesso diviene strumento che interviene nella generazione e nella diffusione delle notizie.
Se prima bisognava aspettare una fonte autorevole quale il giornale, il telegiornale per essere informati della società che ci circonda; oggi basta solo un click per scoprire delle realtà di cui il pubblico lettore prioritariamente vuole far parte poiché il mezzo tradizionale non ha sufficiente spazio per offrirle tutte.
 
 

Riferimenti

http://www.mestierediscrivere.com/testi/weblogs.htm

www.samanthahughes.info/