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La premiazione più pazza del mondo

La premiazione più pazza del mondo

di VIRGINIA DI MARNO (13 04 2006)

"Italian Dvd Awards": una terza edizione tutta particolare

DAVVERO una serata ben riuscita…
 
E su, sorridete! Un pizzico di ironia sulle cose poco serie non guasta!
Poco serie come lo spettacolo, l’intrattenimento, come una premiazione che di formale riesce a mantenere solo il nome e i premi.


 

 
Giunta alla sua terza edizione, l’ “Italian Dvd Awards” è stata obbligata dal succeso riscosso gli anni passati a trasferirsi dalla Casa del Cinema all’Auditorium Parco della Musica di Roma. È servito un libriccino per illustrare il ricco programma: dodici categorie di nominati, dal miglior dvd dell’anno al miglior documentario; un premio tecnico; uno del Pubblico e tre premi speciali della Dvd Academy. La giuria, composta da illustri dello spettacolo tra cui Stefano Accorsi, Serena Dandini, Jasmine Trinca, Maurizio Sciarra e David Grieco, ha premiato:
 
per la categoria Miglior Dvd: “Million Dollar Baby”;
Miglior Dvd Italiano: “Le conseguenze dell’amore”;
Miglior Dvd classico: “Il terzo uomo”;
Miglior Dvd classico italiano: “Bellissima”;
Miglior Dvd d’animazione: “Gli incredibili”;
Miglior cofanetto special edition: “Titanic”;
Miglior serie televisiva o film tv: “Ai confini della realtà”;
Miglior serie televisiva o film tv italiano: “Distretto di polizia”;
Miglior documentario: “My architect”;
Miglior documentario italiano: “La guerra degli italiani”;
Miglior Dvd musicale: “The blues”;
Miglior Dvd musicale italiano: “Dik Dik – Sognando l’isola di Wight”.
 
 
A premi consegnati, i dati formali sono esauriti.
Si può passare al resto ora.
 
 
Buonasera! Buonasera e benvenuti…” alla premiazione più “strana” degli ultimi tempi.
Una serata riuscita peggio di un capodanno andato a male, peggio, purtroppo, anche dell’abito di Daniela Poggi che, con il suo luccicante top rosso, gonna di raso nero con taglio obliquo e quei capelli “un po’ così”, ha tentato di domare una manifestazione che sembrava sfuggire da tutte le parti.
Scalette fallite, registi scambiati per comparse, curricula attribuiti agli attori sbagliati e tanti ospiti assenti. Ma c’è stato un preciso momento in cui davvero è stata raggiunta l’apoteosi, miscela di sarcasmo e cinismo.
 
 
“Perché ride?”, chiede la Poggi al regista Paolo Sorrentino.
“No nulla…è solo che lui mi incuriosisce molto”, risponde lui riferendosi a Joe Denti (presentatore).
“E perché la incurisisce?”, domanda lei con un sorriso da show.
E Sorrentino, oltre ogni previsione, risponde: “Perché da quando è iniziata la serata non ho capito nulla di ciò che ha detto!”.
 
È subito stato fuoco tra le mani applaudenti, ghiaccio dentro gli animi più sensibili.
Il presentatore sorride, come un gran signore avrebbe fatto, e procede. Fa una domanda. Il regista lo guarda, muto, come per confermare la tesi di incomprensibilità.
Ormai sembra tutto perduto.
Il pubblico ride, applausi qui e lì, l’imbarazzo cala sul palcoscenico avvolgendo come un lenzuolo di nailon i protagonisti sotto le luci, l’irriverenza col suo ghigno diventa la padrona.
 
Che serata!
Ma sì, alla fine meglio così. Generalmente una premiazione non dura nella memoria più del tempo necessario per scrivere o leggere un articolo. Questa premiazione invece no, ricordarla non sarà affatto difficile.

Riferimenti

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