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"La strage nascosta" al Linux Club

"La strage nascosta" al Linux Club

di ANIA MASLOVA (02 12 2005)

Presentata a Roma 'inchiesta di Rainews24 sull'uso di fosforo bianco da parte delle truppe americane a Falluja

 

 

 

 

L'IMPORTANZA della realizzazione dell'inchiesta da parte del servizio pubblico televisivo e la percezione dell'eccezionalità di un reportage che dovrebbe essere la condizione normale dell'informazione, sono stati i tratti principali della presentazione del video "Falluja, la strage nascosta" che si è svolta ieri l’altro all'associazione Linux Club a Roma. Accanto agli autori del filmato, Sigfrido Ranucci e Maurizio Torrealta, hanno preso parte alla visione del filmato giornalisti ed esponenti del mondo della politica. Tra questi il senatore Fiorello Cortiana dei Verdi, Sergio Belluccci, responsabile della comunicazione del Prc, Vincenzo Vita assessore alla comunicazione della provincia di Roma e l'on. Giuliano Pisapia del Prc.

 

La proiezione del filmato realizzata dai giornalisti di Rainews24 è stata preceduta da un’ampia introduzione di Sigfrido Ranucci, con la denuncia dell'uso del fosforo bianco durante il rastrellamento americano nella città irachena di Falluja: "l'inchiesta è nata nel giugno del 2005, quando per la prima volta una delegazione irachena, guidata da Tareq al-Deraji, biologo di una ONG con sede ad Amman, è uscita da Falluja. Ci ha colpito la rassegnazione del biologo dinanzi al Parlamento Europeo deserto. A quel punto al-Deraji ci aveva mostrato, quasi clandestinamente, alcune immagini di volti sfigurati. Abbiamo cominciato subito a indagare e a cercare conferme per accertarci che i corpi martoriati fossero realmente provenienti da Falluja".

 

I due giornalisti avevano già raccolto numerose testimonianze da iracheni e soprattutto da soldati americani ed è per questo che il filmato è accompagnato anche da molte foto. Ognuna di esse ha un numero identificativo, permettere di identificare le fonti e i luoghi degli scatti, con l’effetto di conferire ulteriore crudezza al reportage.

 

Apparso in onda per la prima volta l'8 novembre 2005 sul canale satellitare di Rainews24, è stato tempestivamente ripreso da oltre mille televisioni nel circuito internazionale e solo nella prima giornata sono state richieste circa 200 interviste agli autori, perciò è singolare che nè la RAI , tranne Raitre, nè altre canali nazionali, abbiano ripreso ciò che destava interesse in tutto il mondo. Solo in seguito alla "legittimazione" della notizia da parte dell'autorevole network della BBC, l'inchiesta ha timidamente cominciato a entrare nell'agenda dei principali media italiani. Dal sito di Rainews24 sono state scaricate 4 milioni di pagine. Cruciale è stata l'intuizione di Maurizio Torrealta che ha proposto di lanciare l'inchiesta sia in versione inglese che araba, oltre naturalmente a quella italiana.

 

È visibile la soddisfazione sul volto di Ranucci quando racconta che testate come il New York Times hanno affermato che il reportage "ha cambiato l'opinione pubblica americana". E prosegue "abbiamo ricevuto migliaia di e-mail che sostanzialmente esprimono tre cose: l'indignazione per ciò che si vede nel filmato, una insistente richiesta di maggiore informazione da parte del servizio pubblico e tanti ringraziamenti".

 

Molti sono stati i ringraziamenti, tra applausi e entusiasmo, arrivati dai partecipanti all'incontro, i quali hanno sottolineato il coraggio degli autori dell'inchiesta contro la tendenza al conformismo e all'omologazione dell'informazione, sempre più soggetta a logiche commerciali. Ed è proprio per questo che alla fine sono tutti d’accordo con Sergio Bellucci che dice: "è chiaro che bisogna difendere il servizio pubblico in quanto può darci libertà e informazione e questi due elementi insieme producono verità”.

 

 

 

 

 

L'IMPORTANZA della realizzazione dell'inchiesta da parte del servizio pubblico televisivo e la percezione dell'eccezionalità di un reportage che dovrebbe essere la condizione normale dell'informazione, sono stati i tratti principali della presentazione del video "Falluja, la strage nascosta" che si è svolta ieri l’altro all'associazione Linux Club a Roma. Accanto agli autori del filmato, Sigfrido Ranucci e Maurizio Torrealta, hanno preso parte alla visione del filmato giornalisti ed esponenti del mondo della politica. Tra questi il senatore Fiorello Cortiana dei Verdi, Sergio Belluccci, responsabile della comunicazione del Prc, Vincenzo Vita assessore alla comunicazione della provincia di Roma e l'on. Giuliano Pisapia del Prc.

 

La proiezione del filmato realizzata dai giornalisti di Rainews24 è stata preceduta da un’ampia introduzione di Sigfrido Ranucci, con la denuncia dell'uso del fosforo bianco durante il rastrellamento americano nella città irachena di Falluja: "l'inchiesta è nata nel giugno del 2005, quando per la prima volta una delegazione irachena, guidata da Tareq al-Deraji, biologo di una ONG con sede ad Amman, è uscita da Falluja. Ci ha colpito la rassegnazione del biologo dinanzi al Parlamento Europeo deserto. A quel punto al-Deraji ci aveva mostrato, quasi clandestinamente, alcune immagini di volti sfigurati. Abbiamo cominciato subito a indagare e a cercare conferme per accertarci che i corpi martoriati fossero realmente provenienti da Falluja".

 

I due giornalisti avevano già raccolto numerose testimonianze da iracheni e soprattutto da soldati americani ed è per questo che il filmato è accompagnato anche da molte foto. Ognuna di esse ha un numero identificativo, permettere di identificare le fonti e i luoghi degli scatti, con l’effetto di conferire ulteriore crudezza al reportage.

 

Apparso in onda per la prima volta l'8 novembre 2005 sul canale satellitare di Rainews24, è stato tempestivamente ripreso da oltre mille televisioni nel circuito internazionale e solo nella prima giornata sono state richieste circa 200 interviste agli autori, perciò è singolare che nè la RAI , tranne Raitre, nè altre canali nazionali, abbiano ripreso ciò che destava interesse in tutto il mondo. Solo in seguito alla "legittimazione" della notizia da parte dell'autorevole network della BBC, l'inchiesta ha timidamente cominciato a entrare nell'agenda dei principali media italiani. Dal sito di Rainews24 sono state scaricate 4 milioni di pagine. Cruciale è stata l'intuizione di Maurizio Torrealta che ha proposto di lanciare l'inchiesta sia in versione inglese che araba, oltre naturalmente a quella italiana.

 

È visibile la soddisfazione sul volto di Ranucci quando racconta che testate come il New York Times hanno affermato che il reportage "ha cambiato l'opinione pubblica americana". E prosegue "abbiamo ricevuto migliaia di e-mail che sostanzialmente esprimono tre cose: l'indignazione per ciò che si vede nel filmato, una insistente richiesta di maggiore informazione da parte del servizio pubblico e tanti ringraziamenti".

 

Molti sono stati i ringraziamenti, tra applausi e entusiasmo, arrivati dai partecipanti all'incontro, i quali hanno sottolineato il coraggio degli autori dell'inchiesta contro la tendenza al conformismo e all'omologazione dell'informazione, sempre più soggetta a logiche commerciali. Ed è proprio per questo che alla fine sono tutti d’accordo con Sergio Bellucci che dice: "è chiaro che bisogna difendere il servizio pubblico in quanto può darci libertà e informazione e questi due elementi insieme producono verità”.

 

 

 

 


Riferimenti

Sigfrido Ranucci

Maurizio Torrealta

Fiorello Cortiana

Sergio Belluccci

Vincenzo Vita

Giuliano Pisapia

Rainews24