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"Professione reporter". Ma è una bufala

"Professione reporter". Ma è una bufala

di MARIA RIMEDIA ELENA FLORIS (25 12 2005)

L'antitrust boccia annunci pubblicitari su promettenti corsi di giornalismo: sono ingannevoli

QUELLA pubblicità è ingannevole. Tuona cosi l’autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), contro i messaggi diffusi su alcune testate relativi a presunti corsi di giornalismo che avrebbero consentito l'accesso all' albo dei giornalisti e perfino l' eventuale ingresso lavorativo all' interno di redazioni.
 

La pubblicità ingannevole è stata individuata dietro segnalazione dell' Ordine dei giornalisti dell' Umbria, assistito dallo studio Legale Paolo Rossi e Simone Budelli di Perugina.
 

L' Ordine umbro ha voluto così tutelare le migliaia di giovani che sperano in un futuro nel “dorato” mondo del giornalismo e ripongono i loro sogni anche in quei trafiletti che spesso compaiono sui quotidiani e che pubblicizzano i più svariati corsi di formazione professionale.
 

Per poter entrare come giornalista in una redazione occorre gavetta e studio. Ci sono le scuole di giornalismo, mentre quando ci si trova di fronte a corsi che promettono un regolare accesso alla professione è bene essere molto cauti.

Un messaggio molto chiaro quello dell’autorità garante della concorrenza e del mercato, che mette in guardia dalle allettanti scorciatoie non conformi alle leggi per ottenere il famigerato tesserino.

“Su questo aspetto abbiamo già interessato per le iniziative del caso la Procura della Repubblica - ha spiegato il presidente dell’Ordine umbro Dante Ciliani - che sta approfondendo la propria verifica al fine di individuare eventuali responsabilità deontologiche di iscritti”.
 

Attenzione quindi a chi promette mari e monti chiedendo solo, si fa per dire, un esborso economico di consistenti dimensioni. Nel caso finito sotto la lente d’ingrandimento dell’autorità, infatti, si chiedeva agli aspiranti pubblicisti di versare somme a più zeri parte delle quali restituite come pseudo-retribuzioni necessarie a corredare la regolarità delle domande di iscrizione.
 

Dall' Ordine umbro arriva inoltre una critica: ''ad alimentare simili vicende sono anche i gravi ritardi del legislatore nella riforma di una legge, quella che regolamenta l' attività del giornalismo, che risale ad oltre quaranta anni fa''.